I liberali dell’Unione contro il protezionismo

Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Non tutti sembrano aver gradito gli aiuti di alcuni Governi nazionali all’industria dell’auto. La polemica infuria tra i settori liberali dell’Unione, mentre i Paesi dell’Est denunciano le misure protezionistiche. Qualcosa puzza di bruciato a Bruxelles.

Si preannuncia una settimana di accesi dibattiti tra parlamentari e commissari europei a causa degli aiuti pubblici all’industria automobilistica in Europa. Martedì 10 marzo i parlamentari liberali Emma Bonino e Marco Cappato chiederanno alla Commissione europea di rendere conto di alcuni aiuti statali ritenuti illegittimi perché contro i principi del libero mercato. Anche il Financial Times, di impronta marcatamente liberale, ha pubblicato un breve editoriale sugli europarlamentari citati, denunciando il protezionismo. La situazione si presenta a tratti paradossale visto che i liberali dovranno scontrarsi con l’altrettanto liberale commissaria Neelie Kroes, che questa volta sembra però felice di poter elargire soldi pubblici alle industrie automobilistiche senza chiedere niente in cambio. Le domande di Bonino e Cappato sono legittimate dalle firme di decine di europarlamentari dei Paesi dell’est Europa, scontenti per le dichiarazioni e manifestazioni protezionistiche che si succedono da molte settimane nel Regno Unito, Francia, Spagna e altri Paesi dell’Europa occidentale.