I leader europei sollevano dubbi sulle tempistiche della Brexit

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 19 dicembre 2016

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Nell'ultimo Consiglio Europeo dello scorso 15 Dicembre, i leader UE hanno appoggiato la nomina di Michel Barnier a capo negoziatore per la Brexit, che ha intenzione di portare a termine le trattative entro 18 mesi.Questa decisione lascia il Parlamento Europeo privo di un ruolo concreto nella negoziazione, sebbene sia necessario anche il via libera di quest'ultimo per la decisione finale.

Il Consiglio Europeo del 15 Dicembre è stata l'essenima messa in scena del dramma " nessun negoziato senza notifica", interpretato dai leader UE, che non hanno fatto nemmeno un errore nel ruolo loro assegnato. Questo per dire che non sapremo nulla riguardo la posizione dell'Unione Europea sulla Brexit fino a Marzo, quando il Regno Unito molto probabilmente invocherà l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, come ha riassicurato il premier britannico Theresa May prima del summit.

In attesa di una comunicazione ufficiale, i leader UE hanno appoggiato il piano per la Brexit deciso della Commissione EuropeaMichel Barnier,  è stato nominato negoziatore capo dell'UE e, insieme a un'apposita commissione di 22 persone, sta giò preparando le trattative.

Ciò potrebbe significare un'uscita in tempi brevi, dato che Barnier la scorsa settimana aveva annunciato che l'intero processo Brexit durerebbe 18 mesi. La May ha accettato la programmazione e ha stilato un rapido schema: "Vogliamo che sia un processo il più possibile agevole e regolare", ha dichiarato. Invece la Cancelliera tedesca Angela Merkel crede non ci sia bisogno di agire in fretta: "non è un compito prioritario".

Ci sarebbe ancora un altro elemento da aggiungere: nel quadro di tale accordo il Parlamento Europeo (PE) non ha un ruolo rilevante. Non a caso, il responsabile del PE per i negoziati sulla Brexit Guy Verhofstadt ha minacciato che avrebbe separato i negoziati con le autorità britanniche se fosse stato lasciato fuori da questo patto: "Meglio avere i tuoi nemici dentro la tenda, che 'la fanno fuori', piuttosto che averli fuori della tenda che te la fanno dentro " ha detto, citando l'ex presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson.

Dopo l'accordo del Consiglio Europeo, Verhofstadt e altri rappresentanti del Parlamento Europeo saranno invitati soltanto agli incontri preliminari con i rappresentati dei 27 Stati membri e alle sessioni per scambiare pareri con il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Negli incontri con il Regno Unito ci saranno al fianco di Barner dei rappresentanti della presidenza di turno del Consiglio :  MaltaEstoniaBulgaria Austria, se la negoziazione rispetterà la scadenza fissata da Barnier.

In conclusione i leader UE hanno dichiarato di non rivelare le loro posizioni fino a che il Regno Unito non presenterà la volontà di ricorrere all'articolo 50. Theresa May è apparsa impaziente di conoscere i piani dell'Unione Europea e ha dato inizio ad una vera e propria partita a scacchi: ha saltato la sua conferenza stampa e ha concesso soltanto un discorso di 45 secondi, senza accettare domande, prima di salire in macchina.

Ad ogni modo, sembra non avere amici in quel di Bruxelles.