I greeters e le città senza segreti

Articolo pubblicato il 12 novembre 2013
Articolo pubblicato il 12 novembre 2013

Cosa può offrici davvero una città? Cosa si nasconde al di là dei centri turistici, dei monumenti famosi, dei luoghi immortalati da migliaia di visitatori? C'è un modo per scoprirlo, per portare alla luce opportunità nascoste, svelare segreti e vivere esperienze fuori dal comune: basta affidarsi a un greeter. Jan, Miren e Jean-Pierre ci aiutano a conoscere davvero le loro città.

"L'amore muove il mondo". È una frase che ci capita di sentire spesso, anche se forse potrebbe sembrare esagerato affidarsi a un semplice sentimento per spiegare ciò che accade ogni giorno intorno a noi. Pensandoci bene, però, molte delle nostre decisioni, frasi e sensazioni, vengono dettate proprio dall'amore.

E in questo caso, l'amore è la scintilla che fa scattare il tutto: il concetto di "greeters" si basa sulla passione che si prova per la propria città e sull'entusiasmo che spinge a volerla far scoprire ai visitatori.

Le storie di Jan, Miren e Jean-Pierre nascono proprio da questo punto comune. Sebbene vivano in 3 città europee diverse e non si conoscano, i loro percorsi sono paralleli: hanno deciso di condividere con gli altri la devozione che sentono per le rispettive città.

Una passeggiata di sensazioni

La decisione di intraprendere questo percorso scaturisce spesso da un sentimento di nostalgia. Miren ha vissuto 7 anni a Londra, per poi tornare a Bilbao, dove è nata. Appena scoperto il progetto, ha subito deciso di aderire. "Volevo avere la possibilità di praticare ancora la lingua inglese e conoscere nuova gente. Tornare nella mia città, riscoprirla per me stessa per poi poterla condividere con altri si è rivelata subito una grande sfida", racconta. Dopo più di 2 anni e mezzo come volontaria per l'associazione Euskogreeters, Miren afferma che si tratta della migliore esperienza della sua vita. "Ogni volontario porta con sé un massimo di 6 persone per volta: in questo modo la passeggiata diventa un incontro tra amici. Non abbiamo regole da seguire e questo ci rende più versatili, possiamo anche decidere di cambiare i luoghi da far visitare in base alla situazione del momento".

Sono idee condivise da tutti i volontari del progetto Greeters. Spesso l'impulso che li trascina deriva proprio da esperienze che loro stessi hanno vissuto a contatto con i nativi di un luogo. Jan, originario di Amburgo, e Jean-Pierre, di Lione, sono d'accordo su questo punto. "Le esperienze migliori le ho vissute grazie agli abitanti del posto. Ho ballato sotto una pioggia battente durante il Carnevale di Salvador de Bahia, in Brasile; ho trascorso una notte mistica in un tempio dello Sri Lanka. Tutto questo grazie a un nativo che mi ha portato con sé. Senza di lui sono certo che non avrei mai vissuto situazioni simili", racconta Jan; poi continua: "Amburgo non è movimentata come il Brasile, né mistica come lo Sri Lanka, ma ci sono molte esperienze da condividere e si rischia di perdere molto quando non si sa bene dove andare".

Jean-Pierre, il greeter più esperto di Lione – 4 anni di volontariato alle spalle,– cerca di evitare i percorsi propriamente turistici e tradizionali. Garantisce che "si tratta più di una passeggiata di sensazioni e sentimenti, che permetterà di ammirare gli aspetti più vivaci della città". Sempre più spesso, i turisti rinunciano alle indicazioni fornite dalle guide per conoscere la città che stanno visitando in maniera diversa. "Quello che faccio mi permette di continuare a meravigliarmi della bellezza di Lione – assicura Jean-Pierre,– e questo sentimento mi spinge a condividere le mie sensazioni con i turisti".

Scoprire perché gli edifici intorno al lago Alster sono più o meno tutti della stessa altezza, o passeggiare nel quartiere a luci rosse di Reeperbahn: sono alcune delle cose che farà un turista visitando Amburgo insieme a Jan. Con Jean-Pierre si diventa un vero e proprio cittadino di Lione, vivendo la quotidianità della città tra piazze, vicoletti, mercati e ristoranti. Insieme a Miren, Bilbao non avrà più segreti: dall'antico Ascensor de Begoña, in passato utilizzato per collegare il centro storico con la Basílica de la Virgen de Begoña, allo ZAWP, luogo un tempo destinato ai cantieri navali dove, oggi, artisti, creativi e musicisti espongono le loro opere al pubblico.

Dalla Grande Mela al mondo intero

Il concetto del "greeter" si è sviluppato dall'altra parte dell'Atlantico. Lynn Brooks, originaria di New York, notò che i turisti avevano una visione negativa della sua città. Giunse quindi a una conclusione: il modo migliore per abbattere gli stereotipi era affidarsi ai veri rappresentanti della città, ovvero gli abitanti del posto. Nacque così la Big Apple Greeter, che dal 1992 iniziò a svelare la vera identità di New York.

Nel 2007 il progetto sbarcò anche in Europa: Nantes e Parigi furono le prime ad accoglierlo. Attualmente, le città europee che offrono la possibilità di farsi conoscere per mezzo di un greeter sono più di 45. Sono tutte riunite all'interno di un'associazione internazionale, la Global Greeter Network.