I giovani tedeschi dell'AfD: un'alternativa per chi?

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016
Articolo pubblicato il 29 giugno 2016

“Alternativa per la Germania” sembra convincere e guadagnare consensi sia a destra che a sinistra. Il partito, insieme alla propria ala giovanile, guadagna sempre più preferenze, arrivando a conquistare perfino Berlino.

Un piccolo e colorato gruppo di circa 60 giovani si riunisce intorno a un vecchio furgone Volkswagen con tanto di megafono nel ben mezzo di Alexanderplatz, nel centro di Berlino. I giovani sventolano delle grandi bandiere, esortando il governo tedesco a porre fine al trattato per i rifugiati con la Turchia per accogliere più migranti.

L’atmosfera sembrerebbe quasi festosa, se non fosse per le quattro camionette della polizia che scortano la manifestazione intorno al municipio, due davanti e due dietro al gruppo. “Non si può mai sapere, la situazione potrebbe degenerare,” dice Moussa*, un giovane rifugiato politico maliano, membro di un’associazione locale per rifugiati. Tra le mani ha un cartello con su scritto: "Non esiste un mondo senza migrazione".

Gli chiedo se sia mai capitato qualcosa di brutto, a lui o ai suoi amici, ma lui prudentemente nega. Una sua amica, Lisa*, ci racconta che è raro che si verifichino episodi di violenza esplicita a Berlino, ma bisogna comunque stare attenti. Spesso infatti a questo tipo di manifestazione segue una contro-manifestazione e, in assenza di polizia a vigilare che tutto vada per il meglio, la situazione potrebbe prendere una piega sbagliata.

Una radicalizzazione progressiva

Appena 20 anni fa, mentre la Germania affrontava il proprio processo di riunificazione, sia l’Est che l’Ovest si trovarono costretti a fare i conti con diverse uccisioni di migranti e violenza legata all’odio razziale. Quando nell'autunno 2015 la crisi dei rifugiati è arrivata in Germania, dopo la richiesta di Angela Merkel di aprire le frontiere, il sentimento anti-immigrazione è tornato ad affermarsi. Ma stavolta non è relegato ai margini della società. Al contrario, serpeggia e si fa sempre più strada all’interno della politica mainstream. «Non ho paura dei delinquenti e dei teppisti» dice Moussa. «Ho paura dei politici». Il partito che rappresenta in maniera emblematica la pericolosa ascesa di queste politiche radicali è "Alternative für Deutschland" (AfD, Alternativa per la Germania) insieme alla sua ala più giovane, "Junge Alternative" (JA, Alternativa Giovane).

Nato come un partito guidato da un gruppo di economisti contrari al "salvataggio" economico della Grecia da parte della Germania, l’AfD ha iniziato a guadagnare sempre più consensi in seguito allo spodestamento del suo leader e co-fondatore Bernd Lucke da parte di Frauke Petry, la quale lo scorso anno ha stravolto la retorica del partito ed ha iniziato una vera e propria campagna anti-immigrazione. 

«L'AfD inizialmente era un partito liberale della destra moderata che auspicava l'uscita della Germania dall'Euro» ci spiega il professor Dieter Rucht,  membro del WZB, il Centro di ricerca per le Scienze Sociali di Berlino. «L'AfD attuale invece è un partito populista di destra con molti punti in comune con la destra più estrema, sebbene ci tenga a mantenere la giusta distanza dai gruppi neonazisti».

Di tutto un po'

Da un giorno all'altro il partito, inizialmente votato a un'unica causa, è diventato promotore di un complesso mix di cause sia liberali che conservatrici. Vorrebbe vietare l'ingresso ai luoghi pubblici alle donne che indossano uno hijab, ma allo stesso tempo condivide sia l'idea abbastanza liberale di abolire il salario minimo che la visione ultra-conservatrice del ruolo della donna come semplice casalinga. (Un membro della JA in Sassonia affermò: «Non sono femminista, perché penso anche quella della casalinga sia una professione»).

L'AfD si oppone alla legalizzazione della cannabis, posizione conservatrice, così come si oppone al TTIP (Trattato translatantico sul commercio e gli investimenti, n.d.t.) proprio come i partiti di sinistra. Come intuibile, questa confusione dà vita a tantissime bizzarrìe, come il tweet che proprio la JA ha indirizzato al partito di estrema sinistra tedesco, Die Linke, in occasione della marcia di protesta contro il trattato transatlantico: «Se la prossima volta avrete bisogno di 2000 sostenitori, basta chiedere».

L'estrema destra e l'estrema sinistra non sono mai state così vicine, sia in termini di politica che in termini di retorica, tanto che il quotidiano tedesco Die Welt ha addirittura pubblicato un quiz in cui chiedeva ai lettori di indovinare se una serie di affermazioni politiche appartenessero all'AfD o a Die Linke.

Ma perché questo strano mix di ideologie attrae così tanto i giovani tedeschi? La risposta è molto semplice: la disillusione e lo sconforto nei confronti della politica mainstream. «La maggior parte dei giovani si sente completamente estraneo al mondo della politica classica. Sono disorientati e preoccupati per il proprio futuro», spiega il professor Rucht. Prosegue aggiungendo che questi giovani stanno cercando delle soluzioni semplici e chiare per questi problemi.

Ma il vicepresidente della JA, John-Lukas Langkamp, non la pensa così: «I politici classici promettono di risolvere problemi che non sono in grado di risolvere, come la crisi dell'Euro, proponendo soluzioni semplicistiche per evitare la disfatta elettorale. Ma è col nostro futuro che stanno giocando, e stanno evitando di affrontare i problemi e risolverli alla radice». La semplicità in questo gioca sicuramente un ruolo fondamentale. «La JA è un'organizzazione giovanile nuova e diversa. Rispetto agli altri movimenti politici, come la Junge Union della CDU (Unione Cristiano-Democratica di Germania, il partito di Angela Merkel, n.d.r.), noi non siamo obbligati a essere dei conservatori. I nostri membri hanno una completa libertà di partecipazione» sostiene Langkamp.

Entrare nel mondo dei grandi partiti è un'esperienza travolgente, e la scalata verso il successo non fa per tutti. Nella JA-Berlin, che ha circa 40 membri attivi, è invece molto più facile farsi notare. «Il nostro membro tipo è maschio, ha un'età compresa tra i 20 e il 26 anni, ed è laureato» ci dice Langkamp. E questo è evidente già sul sito internet dell'organizzazione: tutte le foto mostrano infatti i ritratti di giovani ragazzi bianchi, sorridenti e ben vestiti. Nulla a che vedere con l'immaginario comune dei nazionalisti di estrema destra.

«Ci affidiamo a un processo di selezione molto rigido per scegliere i nostri membri» afferma Langkamp. Ci tiene a sottolineare che, qualora un candidato dimostri di avere delle idee radicali o estremiste, o ancora dimostri di simpatizzare per il Partito Nazionaldemocratico di Germania, la sua candidatura viene immediatamente scartata.

Una questione d'immagine

Ma non è sempre stato così. Ripulire la JA dai suoi membri di estrema destra, per poter essere finamente accettato come il movimento giovanile ufficiale dell'AfD, ha richiesto ben due anni di lavoro.  I commenti xenofobi dei sostenitori della JA hanno fatto infuriare anche il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäeuble, che li ha definiti come (testualmente) "la disgrazia della Germania". E fu la stessa JA a invitare nel 2014 a Colonia il leader del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (UKIP), Nigel Farage. All'epoca l'AfD stava tentando di prendere le distanze dall'immagine di partito anti-immigrazione; immagine che invece, da quel momento in poi, adotterà completamente.

Sebbene l'AfD non abbia mai riscosso molto successo in una città a tradizione perlopiù di sinistra come Berlino, gli ultimi sondaggi dell'agenzia Infratest mostrano un'impennata di consensi proprio dei berlinesi per il partito di protesta: dal 5% di votanti dello scorso settembre a un 20% di oggi, in particolare nei quartieri orientali della capitale. L'AfDad aprile è arrivato ad essere il secondo partito a Berlino.

Allo stesso tempo le preferenze per altri partiti, incluso Die Linke, sono in declino. Seppure non in maniera così esplicita, i consensi per l'AfD continuano a crescere anche nelle zone occidentali della capitale tedesca. L'AfD sottrae consenso a destra e sinistra, e non solo in termini di voti: a Berlino la leadership del partito può vantare la presenza di un ex membro di Die Linke, insieme ad un ex membro dell'Unione Cristiano Sociale (CSU) ed un ex Cristiano Democratico della CDU di Angela Merkel. Tra i leader giovanili, invece, troviamo personaggi legati ai movimenti "Identity" e "Freedom".

Potrebbe sembrare strano che un così ampio numero di votanti trovi così tanto terreno comune, ma ci sono delle ragioni concrete dietro a questo fenomeno. Uno studio recente dell'Open Society Institute ha dimostrato che il popolo tedesco non è soddisfatto perché pensa che l'amministrazione locale ignori le sue opinioni, in particolare quando si tratta di tematiche delicate come la costruzione di centri di accoglienza per i rifugiati. Il problema è lo stesso, sia nei distretti meno abbienti come quello di Marzahn-Hellersdorf (dove l'AfD ha portato a casa ben l'11,7% dei voti alle elezioni per il Parlamento europeo) che nei distretti periferici della classe media, come quello di Biesdorf: ci sono terreni inutilizzati in attesa di essere impiegati e sviluppati ma le autorità, senza consultare la popolazione, ci ha costruito dei centri di accoglienza temporanei per i rifugiati. Questo tipo di decisione ha contribuito a creare un vuoto tra popolo e politici, un vuoto che l'AfD non vede l'ora di riempire. 

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*Alcuni nomi sono stati cambiati.

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Questo articolo fa parte della serie di reportage EUtoo 2015, un progetto che cerca di raccontare la disillusione dei giovani europei, finanziato dalla Commissione europea.