I giovani bulgari amano la Nuova Europa

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2006
Articolo pubblicato il 03 gennaio 2006

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

L’entrata della Bulgaria in Europa, prevista per il 2007, accende gli animi dei giovani bulgari, che nella Vecchia Signora dagli abiti sempre più nuovi vedono grandi opportunità.

L’adesione della Bulgaria all’Ue si avvicina: fervono i preparativi in politica, ma anche nella vita di tutti i giorni i cittadini si interessano sempre più al significato di questo evento. All’inizio di novembre l’istituto demoscopico Alpha ha condotto un sondaggio in proposito, chiedendo a migliaia di cittadini con più di diciotto anni cosa pensassero dell’imminente ingresso in Europa.

73% a favore

Il 62% degli intervistati si dice convinto che la Bulgaria diventerà membro dell’Unione già nel 2007 e appena il 16% teme che si dovrà attendere un altro anno ancora. Un 20% scarso si oppone categoricamente all’ingresso o ne caldeggia il rinvio, mentre il 26% non lo considera importante. Solo un quinto dei bulgari, inoltre, riterrebbe l’ingresso in Europa un affare poco vantaggioso.

In generale, dunque, il popolo bulgaro dice sì all’Europa: i favorevoli all’adesione costituiscono un cospicuo 73%. L’efficace politica di sensibilizzazione intrapresa dalle istituzioni spiega solo in parte un dato così positivo: se infatti circa la metà degli intervistati si considera ben informata, il 43% esige dallo Stato informazioni più dettagliate sul cammino del Paese verso l’Europa. Il 53% pone inoltre l’accento sul ruolo dei media in questa fase decisiva, auspicando più attenzione verso i politici responsabili dei negoziati.

«Non voglio che qui da noi succeda la stessa cosa»

Nonostante questa maggioranza di pareri favorevoli, anche i contrari all’ingresso si fanno sentire. Queste voci provengono soprattutto dalle classi più disagiate, e temono di aver poco da guadagnarci: conoscono poco le lingue, e difficilmente andranno in Europa a studiare o a lavorare. Al contrario, vedono arrivare nel Paese sempre più stranieri, soprattutto ricchi turisti, alle cui tasche si adeguano anche i prezzi locali. Ragion per cui soprattutto gli anziani temono un’impennata dell’inflazione.

Vasil, macchinista, fa parte degli euroscettici: «Secondo me l’entrata nell’Ue non porterà al Paese niente di buono. I tempi brevissimi con cui si effettua il passaggio di proprietà di un immobile non ci tutelano dall’andirivieni dei turisti “coi soldi”, soprattutto quelli inglesi: per loro i nostri prezzi sono irrisori». E aggiunge: «Molti di loro progettano di venire qui ad acquistare case che i bulgari non potranno mai permettersi». Il suo pessimismo è alimentato anche da quel che ha sentito dire della Grecia: «Naturalmente in Grecia ci sono anche i più poveri, però il ceto dominante era quello medio. Ma da quando la Grecia è entrata nell’Ue, il divario fra ricchi e poveri è aumentato. Non voglio che qui da noi succeda la stessa cosa».

Maja, studentessa di boemistica (cioè di cultura ceca) a Praga, è di un altro avviso: «Penso che essere membri dell’Ue ci offrirà nuove possibilità per studiare all’estero. Sono una sostenitrice dell’entrata nell’Unione, perché ci assicura un futuro migliore». Tuttavia Maja rimane coi piedi per terra: «So bene che i vantaggi non arriveranno tutti subito», ma è convinta che «il gioco vale comunque la candela».