I don't like mondays #13 La playlist del gay pride

Articolo pubblicato il 22 giugno 2015
Articolo pubblicato il 22 giugno 2015

Saranno 50mila, secondo gli organizzatori, le persone che sfileranno sabato 27 giugno per la dodicesima edizione del Milano Pride. Dalle 15 in piazza Duca d'Aosta fino a Porta Venezia tutto l'orgoglio LGBT

There is Power in the Union, Billy Bragg

Parla di diritti dei lavoratori e di sindacato, e apparentemente può essere fuori luogo in questa playlist. Ma è una delle scene simbolo del film Pride, ambientato nell’Inghilterra di Margaret Tatcher, che narra del legame di solidarietà tra gay e lavoratori alla ricerca dei diritti negati.

YMCA, Village People

L’abbiamo cantata e ballata tutti. YMCA è l’acronimo di Young Men’s Christian Organization, un’organizzazione cristiana ecumenica che mira a fornire supporto a giovani uomini e donne. Organizzazione fondata nel 1844 che esiste tutt’ora, svolge attività ricreative e di volontariato, famosa per i suoi ostelli, che negli anni Settanta e Ottanta erano punto di ritrovo per soli uomini.

I will survive, Gloria Ganyor

Altra icona della musica disco, il testo parla della rivalsa femminile. La protagonista, tra mille difficoltà riesce a mettere fine a una storia d’amore che d’amore non era e urla al mondo: «Sopravviverò!». Diventa poi una delle colonne sonore del mondo LGBT quando viene inserita nel film Priscilla, la regina del deserto

I want to break free, Queen

Un Freddie Mercury in versione casalinga balla e si scatena cantanto: «I want to break free», «voglio essere libero». Una canzone che è un inno alla libertà da tutte le oppressioni, sessuali ma non solo.

Dancing queen, Abba

È probabilmente il vero inno dei gay pride. Parla delle incertezze di una diciassettenne alla ricerca di se stessa, è stata votata dal sito samesame.com come “canzone più gay di tutti i tempi” in occasione del 30esimo carnevale gay e lesbico di Sidney (qui la classifica completa).