I candidati per le elezioni comunali di tbilisi hanno perso le rotelle

Articolo pubblicato il 08 giugno 2014
Articolo pubblicato il 08 giugno 2014

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Il 15 giugno 2014 si terranno le elezioni locali in Georgia, ma non saranno le solite elezioni. Per la prima volta, 12 sindaci e 59 capi dei municipi locali (Gamgebeli in georgiano), saranno direttamente eletti, mentre in precedenza solo il sindaco di Tbilisi veniva eletto direttamente. Ma cosa c'è in ballo per il popolo georgiano? I candidati sono meno banali e più folli e stravaganti.

No­no­stan­te l'a­ria di no­vi­tà in­vo­ca­ta dai cam­bia­men­to della legge elet­to­ra­le, il can­di­da­to sin­da­co di Tbi­li­si per il par­ti­to Sogno Geor­gia­no Davit Nar­ma­nia è stato eti­chet­ta­to come il vin­ci­to­re si­cu­ro della corsa, la­scian­do poco spa­zio al mi­ste­ro o alla sor­pre­sa. Tut­ta­via, no­no­stan­te il ri­sul­ta­to po­ten­zial­men­te pre­ve­di­bi­le, il grup­po così vario e biz­zar­ro di can­di­da­ti hanno dato un tocco spet­ta­co­la­re ad una consultazione elettorale al­ri­men­ti no­io­sa. 

Nar­ma­nia è forse il meno ec­cen­tri­co del grup­po. Il mi­ni­stro dello svi­lup­po re­gio­na­le del paese dalle ele­zio­ni par­la­men­ta­ri del­l'ot­to­bre del 2012 ha por­ta­to il "Sogno Geor­gia­no" sul campo di gioco ed è stato de­fi­ni­to "uno dei mi­glio­ri mi­ni­stri nel nuovo go­ver­no". Ha con­se­gui­to un dot­to­ra­to di ri­cer­ca in eco­no­mia ed è pro­fes­so­re or­di­na­rio al­l'U­ni­ver­si­tà di Stato di Tbi­li­si. Ma se è stato elo­gia­to per aver speso 800 mi­lio­ni di GEL (332 mi­lio­ni di euro) per le in­fra­strut­tu­re e lo svi­lup­po nel 2013, i suoi piani per il fu­tu­ro di Tbi­li­si sono stati vio­len­te­men­te at­tac­ca­ti per­ché sem­bra­no essere caratterizzati da una visione utopica. Re­cen­te­men­te ha infatti di­chia­ra­to che pian­te­rà un mi­lio­ne di al­be­ri nella ca­pi­ta­le du­ran­te il suo man­da­to, un'im­pre­sa che i cri­ti­ci ri­ten­go­no im­pos­si­bi­le, non fosse altro per la man­can­za di spa­zio. 

Se­guen­do la pro­pen­sio­ne del Mo­vi­men­to Na­zio­na­le Unito (UNM) di pro­teg­ge­re i po­li­ti­ci sotto inchiesta, Ni­co­loz Melia, il can­di­da­to sin­da­co per il partito, è co­no­sciu­tis­si­mo per i suoi tra­scor­si in tri­bu­na­le. Nel set­tem­bre 2013, è stato ac­cu­sa­to di abuso di po­te­re men­tre pre­sta­va ser­vi­zio al­l'Uf­fi­cio Na­zio­na­le di Ap­pli­ca­zio­ne della Legge della Geor­gia, una po­si­zio­ne che ha oc­cu­pa­to da prima delle ele­zio­ni par­la­men­ta­ri del 2012. Il caso in que­stio­ne è re­la­ti­vo alla Cartu Bank, un ente che ap­par­tie­ne al­l'ex primo mi­ni­stro e lea­der di Sogno Geor­gia­no, il mi­lio­na­rio Bi­d­zi­na Iva­ni­sh­vi­li

Dopo che Iva­ni­sh­vi­li ha di­chia­ra­to la sua in­ten­zio­ne di en­tra­re in po­li­ti­ca nel 2011, la banca ha su­bi­to in­con­tra­to delle dif­fi­col­tà che, si dice, sono state cau­sa­te da un com­plot­to della UNM per man­dar­li in ban­ca­rot­ta. Men­tre Melia nega il suo coin­vol­gi­men­to nel piano, è stato tro­va­to col­pe­vo­le con  prove pre­sen­ta­te alla corta du­ran­te l'inchiesta. Ri­la­scia­to con una cau­zio­ne di 15mila dollari, il po­li­ti­co di UNM ha con­ti­nua­to il suo la­vo­ro di go­ver­na­to­re del di­stret­to di Mtsmin­da a Tbi­li­si. Nel mag­gio 2013, invece, è stato ac­cu­sa­to di van­da­li­smo dopo uno scon­tro fi­si­co scop­pia­to tra di­ver­si lea­der di UNM al ri­sto­ran­te "La Trufe", a Tbi­li­si. 

Fuori dalla di­co­to­mia tra­di­zio­na­le com­po­sta da UNM e da Sogno Geor­gia­no, c'è il can­di­da­to in­di­pen­den­te Di­mi­tri Lor­t­ki­pa­na­d­ze. Gui­da­ta da Nino Bu­r­ja­na­d­ze (ex pre­si­den­te del par­la­men­to e sosia di Mar­ga­ret That­cher che fu una con­ten­den­te se­mi-se­ria nelle ele­zio­ni par­la­men­ta­ri del 2013) una coa­li­zio­ne di nu­me­ro­si par­ti­ti di op­po­si­zio­ne, co­no­sciu­ta come Po­si­zio­ne Unita, ha no­mi­na­to Lor­t­ki­pa­na­d­ze quale can­di­da­to sin­da­co per la città. La car­rie­ra po­li­ti­ca di Lor­t­ki­pa­na­d­ze dif­fi­cil­men­te si può con­si­de­ra­re un suc­ces­so. In­si­gni­fi­can­te mem­bro del par­la­men­to dal 2008 al 2012, ha fatto un'of­fer­ta in­frut­tuo­sa per la ca­ri­ca di pub­bli­co di­fen­so­re nel 2009 e non è riu­sci­to ad as­si­cu­rar­si la po­si­zio­ne di di­fen­so­re ci­vi­co nel 2012. In ef­fet­ti, la mag­gior parte del suo sup­por­to viene dalle fa­mi­glie dei car­ce­ra­ti, di cui i di­rit­ti ven­go­no vee­men­te­men­te di­fe­si dal partito. Ma per quan­to la di­fe­sa di chi è die­tro alla sbar­re sia en­co­mia­bi­le, l'u­ma­ni­tà di Lor­t­ki­pa­na­d­ze viene messa in di­scus­sio­ne dal suo at­teg­gia­men­to vio­len­to verso altre mi­no­ran­ze emar­gi­na­te. Il can­di­da­to è co­no­sciu­to nella ca­pi­ta­le per un di­scor­so omo­fo­bo ri­la­scia­to in pub­bli­co, vi­sua­liz­za­to da mi­glia­ia di per­so­ne su You­Tu­be.

Se la car­rie­ra di Lor­t­ki­pa­na­d­ze la­scia a de­si­de­ra­re, la sua can­di­da­tu­ra è da pre­fe­ri­re a quel­la di Asmat Tka­bla­d­ze per la sola ra­gio­ne che lei ha ef­fet­ti­va­men­te un pas­sa­to po­li­ti­co di cui par­la­re. Il can­di­da­to del par­ti­to la­bu­ri­sta è molto co­no­sciu­ta in città ma non per il suo re­cord di voti. Una ve­lo­ce ri­cer­ca su Goo­gle vi con­dur­rà alla sua pa­gi­na di IMDb, prov­vi­sta di un elen­co dei suoi film più fa­mo­si. Forse al mo­men­to di sce­glie­re un can­di­da­to, il par­ti­to la­bu­ri­sta ha de­ci­so che sa­reb­be stato me­glio sce­glie­re qual­cu­no che non aves­se tra­scor­si di in­tol­le­ran­za. 

E que­sti sono solo al­cu­ni dei can­di­da­ti più co­no­sciu­ti. Que­sto 15 di giu­gno, Tbi­li­si farà squa­dra con spe­ran­zo­si cac­cia­to­ri di ca­ri­che pub­bli­che, la mag­gior­par­te dei quali non hanno una pos­si­bi­li­tà di vin­ce­re con­tro l'o­mo­fo­bo at­ta­ca­bri­ghe che rap­pre­sen­te­rà una sfida im­por­tan­te per il ra­gaz­zo im­ma­gi­ne di Sogno Geor­gia­no. Al­cu­ni di que­sti can­di­da­ti in­clu­do­no Tei­mu­raz Mur­va­ni­d­ze, sce­no­gra­fo no­mi­na­to dal par­ti­to "Geor­gia's Way" del­l'ex mi­ni­stro degli este­ri Sa­lo­me Zou­ra­bi­ch­vi­li; Mi­kheil Sa­lua­sh­vi­li, can­di­da­to no­mi­na­to dal par­ti­to "Nel nome del Si­gno­re - il Si­gno­re è la no­stra Ve­ri­tà", che ha ot­te­nu­to lo 0.08% dei voti nelle ele­zio­ni pre­si­den­zia­li del 2013; in­fi­ne, Ina Ina­sh­vi­li, pro­prie­ta­ria del­l'or­ga­no di stam­pa Obie­q­ti­vi, me­glio co­no­sciu­ta per la sua af­fi­lia­zio­ne ad uno degli uo­mi­ni pre­sen­ti in un video ero­ti­co di­vul­ga­to pub­bli­ca­men­te che ha por­ta­to alla de­ten­zio­ne del­l'ex de­pu­ta­to mi­ni­stro degli in­ter­ni, Gela Kh­ve­de­li­d­ze. 

With this au­spi­cious as­sem­ble of con­ten­ders, can anyo­ne real­ly won­der why Nar­ma­nia would win by a land­sli­de? Con que­sto fa­vo­re­vo­le in­sie­me di con­ten­den­ti, dav­ve­ro c'è qual­cu­no che si chie­de per­ché quel­la di Nar­ma­nia sarà una vit­to­ria schiac­cian­te?