I babeliani del 2013

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2013
Articolo pubblicato il 22 dicembre 2013

Se per que­st'an­no ne avete ab­ba­stan­za di Obama, del papa e di Miley Cyrus non sco­rag­gia­te­vi. Ecco, solo per voi, una car­rel­la­ta di ba­be­liani di spic­co che hanno la­scia­to un segno in­de­le­bile nel 2013.

GEN­NA­IO: Pinar Selek

Ac­cu­sa­ta di ter­ro­ri­smo, per­se­gui­ta­ta dalla giu­sti­zia turca ed esi­lia­ta a Stras­burgo da un anno: stia­mo par­lan­do di Pinar Selekso­cio­lo­ga nata a Is­tan­bul. Al­l'e­tà di 42 anni, è di­ven­ta­ta il sim­bo­lo fem­mi­ni­le della lotta per la di­fe­sa dei di­rit­ti umani.

FEB­BRA­IO: Arta Do­bro­shi

In­si­gni­ta di due no­mi­na­tion come mi­glior in­ter­pre­te nel film Il ma­tri­mo­nio di Lorna (2008) dei fra­tel­li Dar­denne; vin­ci­tri­ce del pre­mio come mi­glior at­tri­ce al 24fps In­ter­na­tio­nal Short Film Fes­ti­val per il cor­to­me­trag­gio Baby (2010), l'at­tri­ce 32en­ne è di­ve­nu­ta in po­chis­si­mo tempo la punta di dia­man­te del Ko­sovo, suo paese na­ta­le, sulla scena in­ter­na­zio­na­le. Per il mo­men­to, Arta pre­ferisce mo­stra­re le sue curve sul tap­pe­to rosso di Can­nes e sogna, un gior­no, di ve­sti­re i panni di Su­per­wo­man

MARZO: De­ni­sas Ko­lo­my­chis

Di­chia­rar­si gay, in un paese come la Li­tua­nia, che sta at­tual­men­te at­tra­ver­san­do una si­tua­zio­ne cri­ti­ca e de­li­ca­ta, è una scel­ta co­rag­gio­sa che im­po­ne ri­spet­to. Ci­tan­do le sue stes­se pa­ro­le, De­ni­sas è "uno di quei rari esem­pla­ri che ne par­la­no in ogni in­ter­vi­sta".

APRI­LE: Inna Shev­chenko

Te­me­va­te che non ne avrem­mo par­la­to. E in­ve­ce sì. Nel de­da­lo degli even­ti av­ve­nu­ti in oc­ca­sio­ne della contro­ver­sa le­ga­lizza­zione del mat­rimonio in Fran­cia, l'at­ti­vista ucrai­na ha fatto sen­ti­re la sua in­fluen­za sulla scena eu­ro­pea. E pen­sa­te che è per­si­no an­no­ve­ra­ta tra le pe­ro­na­li­tà più in­fluen­ti del­l'an­no. 

MAG­GIO: Chris­tophe Chas­sol

Il com­po­si­to­re fran­cese si è sem­pre mo­stra­to re­stio a in­ci­de­re le sue mu­si­che su un cd. No­no­stan­te que­sto, molti sono d'ac­cor­do sul fatto che con il suo nuovo album In­dia­more, Chas­sol abbia scrit­to uno dei di­schi più im­por­tan­ti del­l'an­no. Im­per­di­bi­le.

GIU­GNO: Alice Zeniter 

Età: 26 anni. Segni par­ti­co­la­ri: con un libro ha con­qui­sta­to due na­zio­ni. Som­bre di­manche è stato ac­cla­ma­to sia in Un­ghe­ria (suo paese d'a­do­zio­ne) che in Fran­cia dove Alice ha vinto il pre­mio Livre Inter 2013

LU­GLIO: ALEX DUD­SON

Nel bel mezzo del­l'e­sta­te, que­sto ra­gaz­zo in­gle­se ha avuto l'i­dea più ge­nia­le della sua ge­ne­ra­zio­ne: dare vita a un ma­ga­zine per sta­gisti, scrit­to da sta­gi­sti. Stia­mo par­lan­do di In­tern ma­ga­zine: uno sguar­do at­tua­le per i gio­va­ni che si af­fac­cia­no al mondo del la­vo­ro.

AGOSTO: Lena Klimova

Sap­pia­mo bene cosa ri­schia­no i gio­va­ni in Rus­sia che si ra­du­na­no per op­por­si alle leggi an­ti LGBT implementate dal go­ver­no di Pu­tin. Lena ne è con­sa­pe­vo­le ma no­no­stan­te ciò ha crea­to De­ti-404 (un grup­po di so­ste­gno per i gio­va­ni gay) che già conta al­l'at­ti­vo più di 1 000 mem­bri.  

SET­TEM­BRE: Musta Barbaari

James Ni­kan­der ri­mar­rà nella sto­ria per es­se­re stato il primo rap­per di co­lo­re della Fin­lan­dia. La cosa che più ci tocca è il fatto che le of­fe­se ri­ce­vu­te gli hanno valso il so­pran­no­me di Musta Bar­baari (il bar­ba­ro nerondr.). Come dice lui: "non mi spac­co la schie­na per il la­vo­ro, visto che fac­cio già il la­vo­ro più duro in Fin­lan­dia: sono un nero!".

OTTOBRE: Ricardo Garcia Mendez

Gio­va­ni, edu­ca­ti, con un ba­ga­glio cul­tu­ra­le da fare in­vi­dia per­si­no alle ge­ne­ra­zio­ni che li hanno pre­ce­du­ti. Ma in S­pagna non c'è posto per loro. Non ri­ma­ne altro che fare le va­li­ge e an­dar­se­ne in Germania. Ri­cardo lo ha già fatto. 

NOVEMBRE : Jan-Ole Gers­ter

Non ci sono altre pa­ro­le per in­tro­dur­re Jan-Ole Gers­ter: è la nuova star del ci­ne­ma te­de­sco. Dopo aver de­but­ta­to come as­si­sten­te per­so­na­le del pro­dut­to­re del film Good­bye, Lenin !, il re­gi­sta pub­bli­ca sul gran­de scher­mo nel 2012 Oh Boy, un film in bian­co e nero su un ra­gaz­zo di Ber­li­no ormai alla de­ri­va. Suc­cesso im­mediato. Per il resto, il ci­neasta 35en­ne si de­fi­ni­sce come "il Fran­ken­stein di tutti i suoi pro­ta­go­ni­sti".

DI­CEMBRE : Jean-Paul Pas­tor Guzmán

In oc­ca­sio­ne della Gior­na­ta in­ter­na­zio­na­le del mi­gran­te, ca­fé­ba­bel di Ber­lino ha or­ga­nizzato un con­corso fo­to­gra­fi­co mi­ra­to a cat­tu­ra­re la real­tà di molti gio­va­ni no­ma­di ap­pro­da­ti in Eu­ro­pa. Jean-Paul, fo­to­gra­fo te­de­sco di ori­gi­ne ci­le­na, si è ag­giu­di­ca­to la vit­to­ria con la sua serie di scat­ti in­ti­to­la­ta Hello Cri­sis.

VE­DE­RE : I BA­BE­LIA­NI deL 2011 e QUEL­LI deL 2012.