I 5 luoghi storici di Milano che non conosci e che amerai

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2016

Alla ricerca dell'antica Milano e della sua identità perduta: vi raccontiamo 5 luoghi storici milanesi poco conosciuti che svelano tutte le fasi dell'evoluzione della città, da Sant'Ambrogio all'Unità d'Italia.

Milano Sotterranea e la basilica perduta di San Giovanni in Conca

Milano sotterranea è senza dubbio un percorso affascinante e ricco di sorprese. Sotto il manto stradale che è diventato il nuovo volto della città a inizio 1900, si possono trovare sepolti chilometri di passaggi segreti e cunicoli che, passando per cripte, bunker e cantine, ripercorrono la storia della città dalle sue origini fino alla seconda guerra mondiale. I sotterranei di piazza Duomo vengono riscoperti nel 2012 durante il lavoro di restauro al monumento equestre di Vittorio Emanuele II: questi passaggi erano stati completamente dimenticati e non risultavano su nessuna mappa o catasto. Sotto il lastricato della piazza si snoda un labirinto di stretti cunicoli che percorre il centro storico collegando le cripte e le fondamenta  degli antichi  centri nevralgici della vita religiosa a politica milanese in periodo romanico e alto medievale. Scendendo sotto piazza Duomo si incontra il battistero di San Giovanni alle fonti, che sorgeva tra le limitrofe cattedrali di Santa Maria maggiore e di Santa Tecla. Proseguendo il percorso, in corrispondenza di quella che oggi è piazza Missori si arriva ad un vero gioiello: la cripta della basilica paleocristiana di San Giovanni in Conca, risalente al IV-V secolo.

La cripta e parte dell'abside sono l'unica traccia di una grande basilica sormontata da un campanile alto 24 metri: le rovine vennero demolite nel 1885 per dare spazio alla viabilità. La cripta però, con il suo elegante soffitto a volta sorretto da 18 enormi colonne in mattoni, è sopravvissuta e ricorda la magnificenza dell'antico edificio. Milano sotterranea prosegue con le rovine della città romanica: il teatro romano, il mausoleo di Valentiniano II e il foro. Vi sono poi catacombe romane, cristiane e germaniche in corrispondenza di San Lorenzo e Sant'Eustorgio, oltre a ossari e canali idrici sepolti. Particolarmente suggestiva è infine la Ghirlanda, una strada interrata che circonda il castello Sforzesco passando sotto il suo fossato. Altri passaggi sotterranei ancora inesplorati sono stati scoperti in corrispondenza della stazione Centrale.

Casa degli Atellani e la Vigna di Leonardo

Situata proprio di fronte a Santa Maria della Grazie, la Casa degli Atellani fu edificata da Ludovico il Moro nel XV secolo ed è l'unica casa rinascimentale di Milano che abbia mantenuto la propria struttura originaria intatta, anche se ampliata e rimaneggiata a cavallo tra il 1800 eil 1900. Varcato il cancello della facciata, si entra in un mondo di arte e bellezza conservatosi incredibilmente intatto per più di 500 anni: sale affrescate, salotti magnifici e un ampio cortile interno.

La sorpresa è però custodita nel giardino: è una vigna molto particolare. E non solo per il fatto di trovarsi in pieno centro a Milano: la casa degli Atellani custodisce quella che è stata la vigna di Leonardo da Vinci. Ludovico il Moro, per ringraziare Leonardo del Cenacolo, gliela donò e la fece piantare nel retro della casa degli Atellani. Il vigneto, di circa 8300 metri quadrati, fu coltivato da Leonardo stesso con grande cura e passione. Le piante originarie sopravvissero per secoli fino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale quando un incendio le distrusse. Nel 2013 il terreno è stato ripulito dalle macerie e sono state ritrovate le radici del vigneto e da maggio 2015, in concomitanza con Expo, si è deciso di aprire la visita della vigna al pubblico. L'archeologia botanica ha ricostruito il DNA della vite originaria ed è stato possibile ripiantare la vigna così come la conobbe Leonardo.

San Satiro e parete prospettica di Bramante

La chiesa di Santa Maria presso San Satiro è un luogo celebre della storia dell'arte, ma conosciuto solo da un pubblico di nicchia. Costruita in vari secoli di stratificazioni architettoniche comprese fra IX e XIX secolo, il capolavoro che la impreziosisce risale al 1476 e porta la firma di Bramante. Il committente Gian Galeazzo Sforza voleva una chiesa di impianto monumentale, ma la struttura si sarebbe addossata a un muro di altra proprietà, impedendo così la realizzazione del coro dietro l'altare. Bramante trovò la soluzione: una fuga prospettica sulla parete di fondo che crea un trompe l'oeil, simulando in 97 centimetri di profondità un coro di circa 10 metri, con colonne e soffitto decorati. La finzione è di un realismo stupefacente: chi entra nella chiesa ignaro della parete prospettica ci mette qualche minuto a comprendere ed elaborare l'inganno ottico. 

San Bernardino alle ossa

Una delle chiese più inquietanti del mondo è sicuramente San Bernardino alle ossa. Tra XII e XIII secolo la chiesa si trovava di fianco a un ospedale per lebbrosi e una delle sue camere era adibita a deposito per i resti dei defunti. Quando l'edificio religioso venne ampliato e ristrutturato nel XVII secolo, l'architetto Carlo Buzzi decise di utilizzare le ossa e i teschi che affollavano la piccola chiesa dell'ordine dei Disciplini per ornare le pareti della sala delle riunioni. Ne risultò un ossario che divenne presto luogo di culto per i religiosi locali. Ci si accede attraverso uno stretto corridoio che sbuca in una stanza che definire inquietante è davvero un eufemismo. La scelta di usare ossa e teschi come decorazioni in realtà è ben comprensibile se si pensa che il '600 fu l'epoca buia di tutta Europa, caratterizzata dalla peste, dalle carestie e dalle guerre di religione. L'ossario è forse il lascito barocco che ci fa comprendere più chiaramente quale fosse l'umore degli uomini vissuti in un'epoca così oscura.

Palazzo morando

Palazzo Morando è uno storico palazzo milanese del 1700 ed ospita oggi il Museo di Milano, una collezione di dipinti e manufatti che ripercorrono la storia della città dal barocco ai giorni nostri. Il percorso espositivo è diviso in due parti. La prima è stata inaugurata nel 1934, quando il Comune acquisì la collezione Beretta, una raccolta di dipinti, sculture e stampe che raccontano la trasformazione urbanistica di Milano fra 1600 e 1800. Nelle stanze attigue sono stati invece ricostruiti gli ambienti della casa nobiliare del 1700, con tanto di mobilio e accessori. Dal 2010 il palazzo ospita anche parte della collezione delle Raccolte delle arti pplicate del Comune a cui è stata aggiunta un'esposizione di vesti e uniformi d'epoca. Dal 1995 il palazzo ha ospitato varie mostre sulla storia di Milano: l'illuminismo in città, un'esposizione sulle cinque giornate e una sul Risorgimento e l'industrializzazione. La più recente mostra esplora le antiche vie d'acqua di Milano, in uso per più di un millennio e interrate a inizio 1900.