Hors lits, l'arte a domicilio in tutta Europa

Articolo pubblicato il 26 giugno 2017
Articolo pubblicato il 26 giugno 2017

In primavera, la rete di artisti Hors lits ha trasformato una serie di appartamenti di Parigi in teatri dell'intimità in cui svolgere spettacoli unici. Questo progetto, lanciato dodici anni fa da un gruppo di ballerini, si è ora esteso in lungo e in largo in tutta Europa. Monaco di Baviera, Bruxelles, Barcellona e Lisbona sono già state contagiate. Ecco il reportage.

Alcuni canti lirici salgono dal piano terra di un appartamento situato nel decimo arrondissement di Parigi. Al suo interno dieci giovani ragazze, provenienti da Berlino, cantano l'opera con indosso tutù verdi e rosa. Le luci al neon illuminano il salone in cui si svolge lo spettacolo; circa una trentina di persone, stipate nell'appartamento, si scambiano qualche sguardo divertito per poi focalizzarsi infine sulle BaroqueBitches.

Questo spettacolo fa parte delle serate organizzate dalla rete di Hors lits il 21 e il 22 aprile 2017. Il progetto ha visto la luce nel 2005 grazie ad alcuni ballerini di Montpellier, ma ha potuto godere di una risonanza a livello europeo grazie alla partecipazione di grandi città come Monaco di Baviera, Bruxelles, Barcellona, Venezia e Lisbona. Qual è il concept? «Un percorso itinerante all'interno della città lungo il quale i partecipanti hanno la possibilità di visitare quattro appartamenti, uno dopo l'altro. In ognuno di questi un artista diverso si esibisce liberamente», spiega Matthieu Sparma, membro dell'organizzazione per la rete di artisti dell'Ile-de-France. Per quanto riguarda il nome, Hors lits, il riferimento è a un assolo di danza ideato da Leonardo Montecchia, fondatore e capo della rete di artisti, che si svolge per l'appunto attorno a un letto. «Volevamo riprendere i nomi di alcuni eventi come "hors-murs" o "hors-séries", tipici di una cultura francese talvolta burocratica», riporta l'artista argentino, 45 anni. Oggi i membri di Hors lits hanno conquistato una ventina di città in tutta la Francia.

Riconcepire l'arte

La seconda tappa del percorso si trova a dieci minuti di cammino dal primo appartamento. «E' molto piacevole passeggiare per Parigi da un appartamento all'altro. Si scoprono molte cose nuove», si rallegra Célia Corbet, studentessa di 23 anni. «Manifestazione, manifestazione!» scandiscono alcune persone in strada mentre osservano il gruppo di partecipanti. All'entrata dell'appartamento, situato al quinto piano, si è invitati a togliersi le scarpe visto che una ballerina danza solitamente a piedi scalzi sul quel pavimento. La stanza, con un ampio parquet in mostra, è occupata da una coppia di artisti. Lei attrice, lui violinista. Insieme inscenano uno spettacolo: Ex-Nihilo, una ricerca filosofica all'interno di un «musical teatrale improvvisato ed effimero», così lo definisce il violinista cinquantacinquenne. Abituati a spettacoli più «convenzionali», il duo prova per la prima volta il pezzo del progetto di Hors lits: «La parte più difficile è rientrare nei tempi, lo spettacolo deve essere piuttosto breve», continua l'artista.

Il tour prosegue a Parmentier, undicesimo arrondissement. Lo sfondo cambia. Quattro persone, al centro della stanza, osservano il pubblico da sedute. Parte una musica incalzante («Blue Monday» di New Order). I protagonisti sembrano volersi alzare ma è come se qualcosa li tenesse incollati a terra. L'impedimento simboleggia «il momento in cui avresti voglia di ballare ma non trovi il coraggio per farlo», spiega l'attrice Lucile Rey definendo il suo pezzo "catartico". «Cerchiamo di raffigurare ciò che non è raffigurabile», aggiunge infine Romain Pichard, il coreografo della compagnia. Lo spettacolo si conclude con gli attori e gli spettatori che, da perfetti sconosciuti, si uniscono per ballare insieme sotto gli sguradi curiosi dei vicini appostati alle finestre. 

Il gruppo di Hors lits termina il tour con un'ultima tappa nel quartiere di Saint-Ambroise, situato sempre nell'undicesimo arrondissement. L'appartamento, avvolto nella penombra, è pieno di CD e dischi in vinile. Mentre gli spettatori si mettono comodi, una ragazza è seduta al bancone della cucina e la lampada dell'ufficio le illumina il volto in una maniera singolare. Indossa un tailleur elegante e comincia un lungo monologo. La voce è robotica e il vocabolario burocratico. Lo spettacolo, intitolato Tutto ciò che non sono, è un flusso inarrestabile di termini specifici. Al termine del monologo gli organizzatori, gli artisti e gli spettatori si riuniscono in un bar: l'atmosfera è piacevole, se non addirittura familiare. E' l'occasione giusta per conoscere nuove persone, scambiarsi numeri di telefono e confrontare le proprie opinioni. Insomma, ognuno ha l'opportunità di dire la sua.

Dall'Europa al Messico

Ballerino di professione, Leonardo Montecchia auspica la fine del monopolio statale sul suo stipendio dal momento che, a suo avviso, le politiche culturali sarebbero artefici di «molta politica ma ben poca cultura». Un contributo obbligatorio dell'ammontare di dieci euro a persona è previsto dal progetto Hors lits per tutti i suoi membri. «La mancanza di un contratto ci permette di essere completamente indipendenti», sottolinea Matthieu Sparma. Secondo lui, questi artisti contribuiscono alla delocalizzazione dello spettatore dal teatro: «Miriamo a farlo uscire dalle istituzioni per portarlo in un luogo più intimo», afferma sempre Matthieu Sparma, ponendo l'accento sul fatto che «i soldi devono restare fuori dalla discussione». La rete di artisti sta prendendo piede grazie al passaparola anche se, a detta dell'organizzatore, non vi è interesse a rendere Hors lits un movimento di massa. 

Hors lits, progetto nato con poche ambizioni, sta diventado sempre più popolare con il passare degli anni. «L'intenzione all'inizio non era neppure quella di creare una vera e propria rete», racconta Leonardo, ricordando che mai avrebbe immaginato un simile riscontro per il suo progetto. «L'idea era semplicemente quella di creare qualcosa intorno a un letto, per rappresentare l'intimità». Tuttavia, negli ultimi cinque anni, ben diciotto città europee hanno abbracciato il progetto, ma non è finita qui. Hors lits è arrivato persino in Messico e in Tunisia. Di fronte a tanto entusiasmo, Leonardo sta cercando di restare in contatto con tutti gli interessati, senza però mirare a controllare il progetto nelle sue varie sedi. «Vorrei che il progetto diventasse autogestito. A Barcellona, per esempio, è pieno di gente che vorrebbe farne parte!», racconta l'artista. 

La rete di artisti di Hors lits si differenzia molto a seconda del paese in cui si svolgono gli spettacoli e risponde chiaramente a esigenze diverse. A Barcellona la proposta è quella di «creare uno spazio alternativo per artisti non catalani in quanto la presenza della creazione artistica locale è molto forte», spiega Leonardo. A Tunisi, gli artisti di Hors lits hanno appena dato il via alla sesta edizione del progetto. Questa volta però con un obiettivo diverso: in Tunisia l'arte è arrivata fin nelle strade, dove serve spesso da mezzo di espressione e contestazione politica. L'idea innovativa proposta dal progetto Hors lits ha tutta un'altra impostazione, ovvero quella, accentuata dal suo fondatore, di testimoniare un «atto di esistenza».