«Ho votato per Andrzej Duda»

Articolo pubblicato il 25 maggio 2015
Articolo pubblicato il 25 maggio 2015

Dawid ha 22 anni e alle elezioni presidenziali di quest'anno ha votato per Andrzej Duda, leader del partito Diritto e giustizia (PiS). Dice che si è trattato di una scelta dettata innanzitutto dalla logica e in misura minore dal suo punto di vista. Perché così tanti, tra i suoi coetanei, lo biasimano per aver votato il candidato di destra?

cafébabel: Puoi dirci qualcosa su di te?

Dawid: Sto studiando conservazione dei beni culturali all'Accademia di Belle Arti di Varsavia, ho 22 anni. Vado a cavallo e per un periodo sono stato interessato anche all'aviazione.

cafébabel: Perché hai votato per Andrzej Duda? Hai preso in considerazione altri candidati?

Dawid: Sì, ho considerato anche altri candidati, ma sono realista e so che soltanto lui ha la possibilità di vincere. Ritengo inutile votare per una persona che appare dal nulla e non ha alcun tipo di supporto. Tra i candidati che hanno una reale possibilità di vittoria, io simpatizzo di più per Duda. E' stata una scelta dettata dalla logica, più che dalle mie vere opinioni.

cafébabel: Questo non significa, quindi, che tutte le opinioni di Duda sono compatibili con le tue?

Dawid: Certo che no. Tuttavia, sono abituato a tollerare i punti di vista che non sono esattamente compatibili col mio. Inoltre, a mio parere, se il governo è espressione di un partito e il presidente viene proprio da quel partito, nel paese non accadrà mai nulla di innovativo o di creativo: tutto arriverà nel Sejm (Camera bassa del Parlamento, ndt) già morto, senza scambio di argomenti. Il presidente, però, non dovrebbere essere di parte ma avere le proprie opinioni e prendere decisioni in modo indipendente.

cafébabel: E come hai fatto a far emergere il tuo punto di vista dal discorso populista di Duda?

Dawid: Ho preso innanzitutto atto di quanto fosse successo finora nella sua carriera di politico. A quel punto, mi sono sentito in grado di giudicare il governo Komorowski e, di conseguenza, il partito al potere. E mi sono reso conto di non essere del tutto d'accordo con la loro politica. Duda, in quanto avversario, rappresenta un punto di vista leggermente diverso: di destra, conservatore ma senza mutare la sua posizione di 180 gradi. Posso anche dire di aver scelto il minore dei mali. La mia scelta simboleggia più un secco "no" a ciò che è stato che un appoggio a Duda.

cafébabel: Andrzej Duda promette di far restare i giovani in Polonia. Sei uno dei giovani polacchi che sta pensando di andarsene e che Duda potrebbe potenzialmente convincere a restare?

Dawid: No. In ogni caso, io me ne andrò e questa decisione non ha niente a che vedere con ciò che sta accadendo in questo paese ma con quello che voglio fare nella vita. Non ho intenzione di andare all'estero per guadagnare meglio ma per fare nuove esperienze e conoscere altri stili di vita.

cafébabel: Uno dei pilastri principali della campagna di Duda è una politica a favore della famiglia. Ci sono giovani, come te, che si sentono coinvolti da questa iniziativa?

Dawid: Non so cosa ne pensino quelli del mio ambiente. Io so quello che voglio dalla vita e quello che potrei volere tra 4-5 anni. Per me, la politica familiare potrebbe costituire un argomento valido per sceglire Duda. Il problema dei miei coetanei è che - e non vogliono dire che sono stupidi - vivono il "qui e ora" senza pensare troppo al futuro.

cafébabel: Circolano voci che Duda, in realtà, sia una marionetta di Jaroslaw Kaczynski (fratello di Lech Kaczynski, morto nell'incidente aereo del 2010, ndt).

Dawid: Lo stesso si potrebbe dire di Komorowski (l'attuale presidente in carica, ndt), additato come un burattino di Donald Tusk. No, credo che una persona così, come Duda, abbia semplicemente trovato un'intesa con Kaczynski. Ma penso che si tratti di un uomo indipendente. Naturalmente è candidato alla presidenza per conto del PiS (Diritto e giustizia, ndt) quindi, in qualche modo, non può che subire l'influenza del presidente ma fino a che punto, questo non lo so.

cafébabel: Adam Michnik ha detto di temere che con la vittoria di Duda e del PiS torni a governare la Polonia quella che lui chiama la regola del sospetto e della paura. Cosa ne pensi?

Dawid: Prima di tutto, la parte polacca era formata da collaboratori della polizia segreta che non hanno mai superato il controllo. Secondo me quello che stava facendo il PiS era un buon lavoro, ma perché viviamo in un paese che era sotto l'influenza di comunisti, che ha i suoi problemi ancora ben visibili. A mio avviso, questo discorso è un tentativo di fuga dalla giustizia.

cafébabel: E per quanto riguarda il sospetto in politica estera?

Dawid: Se volete il mio parere, credo che la questione di Smolensk (ovvero l'incidente aereo che, nel 2010, eliminò l'elite politica polacca, ndt) non si sia ancora risolta. Provate a pensare a cosa sarebbe potuto succedere in altri paesi, se il presidente fosse morto in un incidente aereo. Il caso della Polonia, di conseguenza, dovrebbe arrivare a una fine.

cafébabel: Duda è accusato di scambiare spesso opinione. All'inizio aveva sostenuto con forza la lotta contro la fecondazione in vitro, poi ha cambiato idea. Non ti infastidisce questo atteggiamento?

Dawid: Beh, di questo viene accusato qualsiasi politico.

cafébabel: Andrzej Duda ha portato avanti la sua campagna elettorale soprattutto nelle chiese. Pensi che ciò sia etico?

Dawid: E' coerente con le attività del PiS. E io credo che cose del genere non dovrebbero essere fatte. Non senza motivo l'80% dei giovani crede che il PiS sia un partito di "pecoroni". Posso essere d'accordo, ma credo anche che le persone che votano il PiS abbiano anche molta più esperienza di vita.

cafébabel: Come ha reagito il tuo ambiente al fatto che tu abbia votato Duda? In Polonia, oggi, è la sinistra a raccogliere la maggior parte dei consensi dei giovani, no?

Dawid: Sì, ho incontrato dell'ostracismo e sono stato criticato per aver votato Duda proprio perché la maggior parte delle persone intorno a me hanno votato per la sinistra. Tra i miei amici, però, Paweł Kukiz (attore, attivista e politico, arrivato terzo al primo turno, ndt) ha raccolto un bel po' di voti, il che ti fa capire che le cose non stanno proprio così.