Hillary come Ségolène "ma anche" Veltroni

Articolo pubblicato il 04 novembre 2007
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Articolo pubblicato il 04 novembre 2007
Martedì scorso Hillary Clinton ha ufficialmente raggiunto il club dei para-politici (e si potrebbe dire anche para qualcos'altro...) di casa nostra. La moglie dell'ex Presidente Bill ha infatti risposto con un "si, no, forse" a una questione che sta avvelenando l'America: quella dei clandestini.
Il Governatore di New York ha infatti proposto di rilasciare la patente di guida anche agli immigrati senza regolare permesso di soggiorno per motivi pratici scatenando le critiche dei repubblicani. A una precisa domanda dell'animatore del dibattito tra i candidati alle primarie, Hillary ha prima detto di "capire" le scelte di Eliot Spitzer. Poi, visibilmente in difficoltà, ha chiesto la parola per precisare che non aveva detto di esser d'accordo. E infine ha rimesso una pezza dicendo che non era poi una cattiva idea. Il suo tentennamento ricorda la disastrosa campagna di Ségolène Royal. La candidata socialista si era mostrata troppo indecisa su questioni-chiave come l'entrata della Turchia nell'Ue dicendo che avrebbe indetto un referendum per far decidere i francesi e dando "mixed signals". Da ultimo Veltroni, appena uscito vincente dalle primarie del Partito Democratico, è stato preso di mira dalla satira di Crozza (vedi video sotto) per la sua capacità a non saper scegliere. Hillary, Ségolène, Veltroni: se la para-politica puo' forse servire a vincere le primarie come dimostrano l'italiano e la francese, non basta per vincere la guerra delle elezioni vere e proprie. Madame Royal non lo spiega a Hillary forse perché la senatrice di New York aveva rifiutato di incontrare l'allora candidata anti-Sarkozy, giudicata troppo "radical".