Hackera la tua bici!

Articolo pubblicato il 29 luglio 2016
Articolo pubblicato il 29 luglio 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Hackathon- combinazione tra “ hack” e “marathon” è un neologismo che si è rapidamente diffuso e sembra essere entrato a far parte di tutte le aree. Cylehack è un collettivo per l'hackeraggio delle bici. Tra il 24 e il 26 Giugno, 30 città da Melbourne a Cape Town hanno partecipato a questo evento globale. Cafébabel era curioso di vedere cosa sarebbe venuto fuori dal Cyclehack di Bruxelles.

   Noi ti diamo gli strumenti, il resto lo fai tu.

Per la sua seconda edizione, gli organizzatori di Cyclehack Brussels miravano a prototipare un metodo, piuttosto che a programmare un software. Come ha detto uno degli organizzatori, Marlies Deforche: “ non tutte le hackathon devono riguardare le app”.

Per spingere i cyclehackers ad adottare un approccio fai da te, gli atelier partner Cyclo Molenbeek e Fablab.iMAL hanno aperto le proprie porte, fornendo ai partecipanti ogni genere di strumento, dalle chiavi a forchetta alla stampante 3D.

L’evento è stato inaugurato venerdi sera con un’introduzione da parte di alcuni cyclehackers dell’edizione 2015. Pierre Dornier ha presentato Velofabrik, un’idea per produrre bici sul territorio che è diventata poi un progetto sostenibile. Poi a seguire, la fase di ideazione in cui i partecipanti hanno discusso e identificato le barriere architettoniche per i ciclisti di Bruxelles. Una volta individuate e scritte, i partecipanti hanno appeso i fogli a una corda e le hanno lette agli altri.

   La sicurezza prima di tutto

Per degli osservatori, come noi,  che lasciano la hackathon venerdi sera e tornano la domenica pomeriggio per le presentazioni finali, è stato qualcosa di magico. Barriere come le “ scivolose grate di areazione della metro” o “come poter esprimere la mia frustrazione nel traffico” si erano trasformate in qualcosa di tangibile attraverso un approccio partecipativo e un metodo per prove ed errori.

Non meno di 8 team hanno presentato le proprie idee, lavorando solitamente in piccoligruppo di 2 o 3 persone. I problemi più seri e di vitale importanza che Cyclehack di Bruxelles ha sottolineato sono state le buche per le strade della città e le grate scivolose della metro che sono pericolose per i ciclisti. Comunque, le comunità unite tra loro e le autorità devono fare di più per permettere la sicurezza del ciclismo a Bruxelles.

    E il vincitore è...

Se ci fosse un un premio per il cyclehacker più presente, andrebbe sicuramente a uno degli organizzatori, Jonas, che ha preso parte a tre progetti. Inoltre ha statisticamente aumentato le sue probabilità di vincere, cosa che alla fine è successa. 'Velo Psht Psht', questo il nome del progetto, ti permette di lasciare un’impronta della tua bici sul terreno per poi reclamare il tuo spazio sulla strada.

Una semplice e geniale struttura fatta con qualche cavo e vernice spray ti permette di farlo con la stessa facilità con cui suoni il campanello della tua bici. Con un costo di produzione stimato di 15 euro, il progetto ha  attratto ammiratori in rete; sembra che i primi ordini stiano partendo.

   Le altre soluzioni

Ket Lamp, uno schermo LCD personalizzabile per esprimere i tuoi sentimenti sulla strada. E’ la risposta alla mancanza di interazione tra ciclisti. Equipaggiato  con Ket Lamp sotto il sellino, il ciclista può lasciare andare le proprie emozioni. C’è di sicuro un motivo per cui il progetto ha come slogan “ con amore dal profondo del mio cu...”.

Skyrack risolve due problemi in uno, la mancanza di parcheggio per le bici e l’abbondanza di garage. “Un cloud storage per biciclette” come l’ha chiamato qualcuno tra il pubblico, è una maniglia che permette di parcheggiare la bici sopra la serranda del garage

Velo M2 riguarda la creazione di un modulo intercambiabile che può essere attaccato alla bici e diventare un componente aggiuntivo multifunzionale: da una fonte mobile di energia e un cinema all’aperto.