Guida pratica alle elezioni europee

Articolo pubblicato il 07 aprile 2009
Articolo pubblicato il 07 aprile 2009
Sette giovani su dieci non hanno votato alle elezioni europee del 2004. Il tiepido interesse rivela una mancanza di chiarezza? S’impone la necessità di una piccola messa a punto. Ecco un assaggio per farvi venire l’appetito (politico), a soli tre mesi dagli scrutini.

Per chi votare?

Voterete per i deputati europei che siederanno in Parlamento. il che significa 736 eletti, secondo il Trattato di Nizza, mandatari per 5 anni. Ogni Stato membro dispone di un numero di eurodeputati proporzionale alla sua popolazione globale. Dai 99 per la Germania ai 5 per Malta.

A cosa serve un eurodeputato?

(Foto: Parlamento europeo)Questo personaggio, di solito non più molto giovane, passa il suo tempo tra le sedute plenarie a Strasburgo e le riunioni a Bruxelles, le due città-sedi del Parlamento Europeo (chiamiamolo Pe). Il Pe, dunque, è la sola istituzione dell’Unione eletta direttamente dai cittadini. Allla sua testa si trova un Presidente eletto, in questo caso dai deputati, per una mezza legislatura (due anni e mezzo).

Membri del Pe, la vostra missione, se l’accettate, è: partecipare alla creazione della legislatura europea su dei temi che toccano direttamente il cittadino europeo (uguaglianza di diritti, protezione ambientale…); fissare il budget annuale dell’Ue con il Consiglio dei ministri; controllare le attività dell’Ue (commissioni d’inchiesta, controllo economico, censura della Commissione…). Qui la lista dei deputati attuali.

E ora le sigle incomprensibili

Queste abbreviazioni designano i partiti europei che si distinguono dai gruppi politici (alleanze di partiti). Per esempio: il gruppo Adle, che risiede al Pe, riunisce i partiti Eldr (Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori) e Pde (Partito democratico europeo). E dunque, all’interno dell’Ue, al Pe, l’Adle è l’Eldr e il Pde…e (Commissione europea)allora, non vi viene ancora voglia? Una volta eletti i 736 deputati attraverso l’Unione europea, vengono suddivisi in partiti o gruppi politici europei. Alcuni eurodeputati non rientrano in alcun gruppo: si trata dei “non iscritti”, tra cui troviamo molti di estrema destra. Il francese Jean-Marie Le Pen, membro del Fronte Nazionale, attualmente ne fa parte. Oggi non si può dire con certezza in quale gruppo si riuniranno i candidati eletti, tant’ è che i partiti nazionali di solito sono affiliati ad un gruppo politico europeo. Tali gruppi devono essere composti da un minimo di venti membri, provenenti da almeno un quinto dei paesi dell’Ue (ossia attualmente sei paesi).

Un assaggio dell’attuale Pe

Il partito maggioritario, scusate il gruppo maggioritario, il conservatore Ppe-De, occupa il 37% delle sedi nell’emiciclo. Ed il suo ex-Presidente, il tedesco Hans Gert Pöttering, è a capo del Pe.

Le elezioni: che facile!

(Foto: Parlamento europeo)Per votare alle elezioni europee dovete assolvere a tre condizioni fondamentali: avere 18 anni, (16 in Austria), essere iscritti alle liste elettorali, non essere privati del proprio diritto di voto. In Belgio, in Grecia, a Malta e in Lussemburgo, è obbligatorio presentarsi al momento dello scrutinio.

A seconda dei paesi, il voto si organizza o meno in circoscrizioni: a differenza di Spagna e Svezia in cui il voto è nazionale, in Polonia, Italia e Inghilterra il voto è organizzato per circoscrizioni. Infine in Germania il sistema è misto poiché i partiti possono presentare i loro candidati su scala regionale (Land), di diversi Länder o a livello nazionale. Il sistema di rappresentazione proporzionale s’impone a tutti i paesi: il numero d’elettori è proporzionale al numero di suffragi ottenuti. Ma gli Stati applicano in seguito dei tipi di scrutinio differenti. Con lo scrutinio “a liste bloccate” gli elettori votano per un partito che impone una lista ed un ordine di candidati. I candidati eletti vengono dunque presi nelle liste secondo il loro ordine di apparizione. Nei paesi che praticano lo scrutinio a “voto preferenziale” gli elettori votano per una lista e possono esprimere la loro preferenza per un candidato, o per diversi… ancora una volta, dipende!

Certi paesi fissano un limite di suffragi al di sotto del quale non sono ammesse liste per la ripartizione delle sedi incarichi. Così un limite del 5% dei voti espressi è stato deciso in Francia e in Germania. Insomma…il Trattato di Lisbona prevede di uniformare questo caos elettorale con una procedura comune all’intera Ue. Più chiarezza significa maggiore accessibilità.

Quando si vota?

Eserciterete il vostro dovere di cittadini il 7 giugno 2009 per la maggioranza dei paesi europei, il 6 giugno per la Slovacchia, la Lettonia, l’Irlanda, la Repubblica Ceca, Cipro e Malta, il 4 giugno in Olanda e in Inghilterra. Alcuni tra loro organizzano i seggi in due giorni. I risultati finali usciranno l’8 giugno. Il sito del Pe pubblica una carta interattiva che indica, tra le altre cose, le date delle elezioni e il numero dei deputati da eleggere per i 27 Paesi membri.

Come faccio se sono espatriato?

Spagnolo residente in Francia? Di solito si vota nel proprio paese di residenza o nel proprio paese d’origine. Ma ancora una volta le legislazioni cambiano a seconda dei paesi: in Ungheria e in Irlanda ad esempio, il diritto di voto è riservato ai cittadini dell’ Ue domiciliati sul territorio nazionale. E se credete di poter votare due volte il vostro deputato preferito, dimenticate l’idea: il doppio voto è vietato!

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