«Guarda, che arriva l'uccellino!»

Articolo pubblicato il 19 agosto 2009
Articolo pubblicato il 19 agosto 2009
Tutti vogliamo far bella figura, soprattutto quando i nostri sforzi vengono immortalati.

Che sia una foto in spiaggia con gli amici o una foto ufficiale di gruppo con consorte, la moda di una volta ci fa presto sghignazzare o inorridire. In foto solo il sorriso mantiene sempre il suo fascino ed ovunque i fotografi fanno di tutto per farcelo comparire.

Macchine tecnologiche che fotografano solo volti sorridenti non sono certo d’aiuto. Chi riesce ad aspettare così tanto? E come si fa con le foto di gruppo? Ai fotografi si chiede allora di essere anche domatori ed animatori. Prima di tutto bisogna orientare il gruppo verso l’obiettivo con l’aiuto di un evergreen paneuropeo: «Guarda, che arriva l'uccellino!», si promette in italiano. Anche i francesi amano l’uccellino: «Attention, le petit oiseau va sortir!», ed i tedeschi attirano l’attenzione allo stesso modo: «Gleich kommt das Vögelchen!».

Le prime custodie sembravano dei nidi per uccelli, così i fotografi ingegnosi si facevano costruire un uccellino di metallo che muoveva le ali grazie alla spinta dell’acqua. In questo modo, non solo i bambini restavano attenti durante i lunghi tempi di posa. In inglese, si dice ancora «Watch the birdie!», in spagnolo «¡Mira el pajarito!» ed in polacco «Zobacz, ptaszek leci!».

Per facilitare il sorriso, di solito si dicono in coro parole con lunghe “i” oppure “a”. Ampiamente esportato, è il cheese inglese, che affiora anche sulle labbra dei russi come Сыр. In Polonia, ser (formaggio) e seks(sesso) fanno comparire sulla faccia un sorriso a trentadue denti. I bambini tedeschi ridono quando devono dire una parolaccia come Ameisenscheiße!(cacca di formica!). In Francia, invece, si ride pensando alle scimmiette con Ouistiti! ed in Spagna fa ridere la ¡Patata!.

Ed i musoni? Possono sempre dire che hanno un sorriso come quello delle modelle in passerella…