Guantanamo e le pudendae europee

Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Il Parlamento europeo chiede agli Stati membri di accogliere alcuni ex-prigionieri di Guantanamo sul territorio dell'UE e di assumersi le proprie responsabilità. “Il problema dell'Unione è che alcuni paesi europei si erano legati alla politica estera di Bush: ora bisogna domandare le responsabilità dei governi”.
Accusati di terrorismo per aver girato un documentario

“Anch'io sarei un 'individuo pericoloso' se mi avessero trattenuto illegalmente in prigione per sette anni!” esclama l'eurodeputato di estrema destra Bruno Göllnisch durante la sessione di delibera e voto. Così reagisce ai 55 eurodeputati che avrebbero votato contro la risoluzione, giustificandosi con i loro colleghi dicendo che “quei prigionieri sono definiti 'pericolosi' e, secondo la CIA, 61 di quelli liberati sono tornati a esercitare attività terroristiche,”. Clive Stafford Smith, avvocato direttore dell'ONG statunitense Reprieve, mette in guardia contro questo ragionamento: “Tre dei miei clienti sono stati accusati dalla CIA di aver ripreso attività terroristiche una volta rilasciati, solo per il semplice fatto di aver partecipato a Londra alla produzione di un documentario di denuncia su ciò che avviene a Guantanamo.”

Il silenzio complice dell'Europa

La prigione di Guantanamo

542 eurodeputati hanno votato a favore della risoluzione felicitandosi -come Willy Meyer- del fatto che “gli Stati Uniti abbiano abbandonato la politica estera del rispondere a un crimine con un crimine”. In compenso, il Parlamento europeo chiede a Obama il permesso di accedere ai dossiers dei furti secreti CIA sul suolo europeo, così che la commissione di inchiesta del Parlamento possa completare il proprio rapporto. Basandosi su questo sospetto di collaborazionismo da parte dei paesi europei, Carlos Coelho, deputato conservatore portoghese, ha dichiarato: “Il nostro fino ad ora è stato un silenzio complice. Il Consiglio non ci ha aiutati in questa situazione, ma fortunatamente la Commissione ha fornito tutti i documenti che gli sono stati richiesti”. E non dimentichiamoci che fu proprio l'attuale presidente della Commissione, il portoghese Durão Barroso, ad organizzare la riunione alle Azzorre dove Bush, Blair e Aznar decisero per la guerra in Iraq”.

Il punto su Bagram

Il socialista Lambriridis conclude il suo intervento con un pizzico di disillusione: “Neanche uno tra tutti i Parlamenti nazionali europei ha richiesto di visionare il rapporto sui furti CIA in Europa. Solo il Congresso statunitense vi si è interessato”. Ma non tutti sono soddisfatti e qualche deputato vuole spingersi oltre: “Guantanamo non è la sola prigione illegale: domandiamoci ad esempio cosa avviene a Bagram, in Afganistan”, reclama l'europarlamentare verde Buitenweg.