Gramatik: la scienza dei rave

Articolo pubblicato il 01 agosto 2017
Articolo pubblicato il 01 agosto 2017

Molto probabilmente è uno dei migliori produttori musicali al giorno d’oggi anche se non tutti sanno chi sia davvero Gramatik. Forse perché, dall’infanzia passata in Slovenia al ritiro negli Stati Uniti, Denis Jašarević  è passato da un percorso tradizionale alla celebrità. Il successo dell’artista è basato sui fatti e non sull’aiuto della fortuna. Ecco il nostro meticoloso ritratto.

La fine di una serie TV è sempre traumatica. Breaking Bad? Tosta. Dexter? Inaspettata. Lost? Uno shock. Alla fine sono gli sceneggiatori a rovinare tutto. “Come può una serie così avvincente avere un simile finale?” Questa è la tirata filosofica con la quale Gramatik ha esordito alle 2 del mattino, dietro le quinte del festival musicale Papillons de Nuit, da qualche parte in Normandia.  

Solitamente si impiegano una o due ore per difendere la propria opinione. Gramatik ci mette solo pochi minuti. Nina, la sua compagna, alza due dita per indicare quanto tempo rimanga prima che inizi lo spettacolo. “È il momento di andare”, dice lei con voce calma. L’artista sloveno si dirige verso il palco dove 25000 persone lo stanno attendendo, impazienti di ballare. Nessun problema.

Dopo un’ora di spettacolo Gramatik non dimentica della chiacchierata . Alza le mani al cielo, spegne il MIDI-pad e se ne va con indifferenza. Come se non fosse accaduto nulla nell’ultima ora, inizia a parlare degli “pseudo-demoni” che gestiscono le multinazionali e che, a turno, hanno il controllo persino sui programmi televisivi più popolari.

Gramatik ha scritto testi propri a partire dai 14 anni. Ha sempre fatto ciò che desiderava: dal mixare varie tipologie di musica, al progettare formule matematiche sul palco, al parlare de Il trono di spade 30 secondi prima di un concerto. 15 album dopo ogni cosa sembra essere al suo posto. Una delle sue tracce più funky "Muy Tranquilo" dal volume “Street Bangerz”, ha oltre 8 milioni di visualizzazioni su Youtube. Gramatik ha vinto due Beatport Music Awards ed è sulla buona strada per iniziare degli arrangiamenti cinematografici. Ma in questi giorni, l’artista trentaduenne torna in tour in Europa per presentare le sue nuove creazioni che potrebbero diventare un album nel prossimo anno. La prima traccia è un nuovo singolo chiamato "Recovery",  con Eric Krasno, l'artista americano vincitore di Grammy. E come al solito, Denis Jašarević  (il vero nome dell’artista) ci mette sempre un po’ di sé nel pezzo: si era appena ripreso da un infortunio alla gamba, ciò significava che doveva prendersi una pausa dal tour.

1 + 1 = 1

Denis sembra essersi completamente ripreso. La sua giacca a vento, il suo cappello neri e i suoi occhiali mostrano l’immagine di un uomo che è forte e in salute, pronto a fare uno spettacolo. Seduto nel freddo ristorante di un hotel nella Bassa Normandia, l’artista sloveno racconta il rapporto tra la sua vita e la musica: “Non sono il tipo di persona in grado di separare sè stesso e la propria visione del mondo dalla propria  musica. Sono io a crearla. Do un titolo ad un pezzo in base a ciò che è importante per me così da poter far luce su esso.” 

Dopo aver indagato un po’ è chiaro che nel suo ultimo album Epigram, uscito a Marzo 2016, Gramatik ha fatto proprio questo. Gli stessi “pseudo-demoni” che manomettono gli show televisivi sono sinonimi di "Corporate Demons",  una delle canzoni dell’album.  “La canzone racconta dell'idea del mondo delle multinazionali gestito da pseudo-demoni. Distruggeranno centinaia di vite prendendo semplicemente una decisione seduti in un ufficio da qualche parte a Wall Street e poi si addormenteranno come bambini. Questa, per un essere umano, è proprio una caratteristica da demone.

Il mondo di Denis non è pieno di arcobaleni, unicorni e brillantini. Odia vivere nell’ignoranza. Il suo mondo è squallido ma onesto, qualcosa che si riflette in maniera esplicita nella sua musica e nella scelta dei titoli delle sue canzoni. Anche dietro i suoi occhiali niente di lui è oscuro. Il cinico continua a svelare la sua visione del mondo: “ Un sacco di problemi nel mondo derivano dal fatto che nessuno ha minimamente idea di cosa stia parlando.” Ma anche se è facile fare una chiacchierata sardonica con l’artista sloveno, c’è un altro lato del suo carattere. Con un barlume di speranza continua : “ Penso che la cosa più importante per poter sopravvivere e diventare una civiltà benestante sia l’intelligenza emozionale…e basando tutto sulla logica e la ragione.”

Losing my religion

Logica e ragione si traducono in scienza. “Dico sempre che se fossi intelligente abbastanza da essere uno scienziato è proprio ciò che vorrei essere. Perciò la musica per me è la seconda miglior cosa poiché, effettivamente, posso crearla”, aggiunge umilmente. La fisica quantistica, la fisica teoretica e l’astronomia contaminano il suo account Twitter. Musica e scienza sono inseparabili. Come un’immagine speculare di Eistein che sarebbe stato un violinista se non fosse stato conosciuto per il suo lavoro di fisico, Gramatik è ispirato da entrambe le immagini. Epigram, il suo ultimo album, è pieno di riferimenti scientifici. “Room 3327”, per esempio, allude alla stanza dell’hotel di New York nella quale Nikola Tesla trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita. Inoltre cita l’inventore della Bitcoin, Satoshi Nakamoto, intitolando col suo nome una delle canzoni dell’album.

Per  Gramatik entrambi gli ambiti vanno oltre la loro funzione originale. La musica ha la capacità di cambiare le vite “nel modo in cui la scienza cambia le vite quando realizza un braccio protesico per le persone alle quali è stato amputato o sono nate senza un braccio”, spiega. Ecco perché tutta la musica di Gramatik si può liberamente scaricare online: “l’uomo che inventò la cura per la polio la distribuì gratuitamente, non volle brevettarla…Se la mia musica può ispirare anche un solo scienziato perché possa inventare qualcosa che aiuti davvero l’umanità, allora la mia missione qui sarà compiuta. Mi sentirei un uomo completo.” Può non aver ancora toccato la scienza ma ha toccato tante vite. I fan di Gramatik sono infinitamente grati all’artista perché permette loro di usufruire della sua musica gratuitamente. Alcuni fan gli hanno scritto confidandogli che la sua musica ha avuto degli effetti terapeutici ed hanno poi donato del denaro “alla causa” dopo aver superato un periodo difficile delle loro vite.

Ma da dove arriva questa mania per la scienza e la fisica? Come tante ossessioni, la si può ritrovare nell’infanzia di Gramatik. In una piccola cittadina della Slovenia, chiamata Portorož , il giovane crebbe in opposizione alla religione. Nonostante la maggior parte del paese sia romano-cattolico, la sua famiglia è musulmana. “Tutti i nostri nonni sono credenti, un aspetto che si è affievolito nel corso delle generazioni. Sento che i miei genitori erano credenti per compiacere i loro stessi genitori che vivevano la fede inconsciamente. E i loro genitori ancora di più (quindi)…” Parlando con la nonna avvertiva la differenza generazionale. Mentre lei era profondamente devota all’Islam il giovane Denis non sembrava intenzionato a capire questa fede. “Non ci sono prove…non dovresti dimostrare l’esistenza di un essere soprannaturale che si suppone  stia a guardare ogni nostro movimento da una nuvola lassù nel cielo?” ride perplesso. La scienza è la sua religione e anche se potrebbe essere tentato dall’idea della vita dopo la morte, Denis preferisce rimanere con i piedi per terra.

Il sogno sloveno

La campanella suona, si esce da scuola. Due ragazzini dell’età di 12 e 13 anni camminano lungo il marciapiede di Portoroz, con le mani in tasca pensano a cosa poter fare. Il piccolo paese confinante con la Croazia e l’Italia non offre delle prospettive interessanti ai due giovani. La Slovenia è antiquata e pittoresca. Un ragazzo dice all’altro: “Hei sai cosa? Mio fratello  sul computer ha questo software con il quale  puoi creare della musica.” E così, si apre una porta. Gramatik iniziò a creare la musica al computer tanto tempo fa ma divenne subito il suo segreto meglio mantenuto. “Iniziammo a improvvisare qualcosa con il primo Cubease quando l’amico di mio fratello non era a casa. Se avesse saputo che stavamo utilizzando il suo computer ci avrebbe massacrato di botte” ammette. All’inizio i due ragazzi mixarono la musica che meglio conoscevano:l’ hip hop. Iniziarono a scrivere rime in sloveno rappando sui beat creati da loro stessi. Era una fase di apprendimento; la produzione della migliore musica digitale scarseggiava ed era lontana e il rap sloveno ancora di più.

Denis arriva da una famiglia di operai. Prima che realizzasse di voler diventare un produttore musicale e prima di avere un lavoro vero e proprio ha dovuto supplicare i suoi genitori perché gli comprassero un computer. L’idea di essere un artista autonomo era solo quello: un’idea. “Arrivando da una piccola nazione, non ci sono tante opportunità inoltre non appartenere ad una famiglia facoltosa che possa finanziarti ed investire per te” queste sono alcune delle difficoltà che ha dovuto affrontare prima di uscire dal guscio ed assaporare il successo.  

Quanto più sentiva la sua passione per la musica tanto più comprendeva che la Slovenia non era il posto dove restare. Nel 2011, all’età di 27 anni, Denis si trasferì nel paese dei sogni: gli Stati Uniti. “In America le opportunità non hanno fine” spiega “ecco perché la chiamano il sogno americano. Hai mai sentito qualcuno affermare di vivere il sogno europeo? No!”

Giro completo

Ma Denis non ha perso i contatti con la sua patria. Ogni anno  torna in Slovenia per fare un concerto. La prima volta in cui la sua musica iniziò a scalare le classifiche, gli sloveni erano sorpresi di sentire che uno dei loro compatrioti stava rendendo la Slovenia grande negli Stati Uniti. Ma internet non conosce confini ed il fatto che la sua musica sia in rete gratuitamente significa che Denis può aver successo a livello mondiale. “Ciò ha ispirato tanta gente. Ci sono un sacco di nuovi produttori in Slovenia che stanno realizzando delle belle cose, anche i ragazzini di 16 o 17 anni.” L’artista li prende sotto la propria ala protettrice e lancia alcuni dei loro lavori con la sua casa discografica Lowtemp Music.

Senza neanche un pizzico di arroganza, Denis spiega quanto stimolante sia vedere così tanto progresso nel suo paese, soprattutto dopo la guerra iugoslava. “C’è stato un periodo in cui nella mia regione non c’era speranza. Eravamo una democrazia giovane, la Slovenia ha solo 20 anni.” Anche se non è completamente d’accordo con i cambiamenti politici verificatisi negli anni nel suo paese d’origine, è speranzoso per i suoi giovani. “È un incessante susseguirsi di alti e bassi, proprio come sta accadendo ora in America. Penso sia importante motivare le giovani generazioni, andare oltre i confini del proprio piccolo paese.”

Il tempo finisce. Nina posa delicatamente la sua mano sul braccio di Denis per dirgli che manca solo un’ora all’inizio del suo concerto. “Mi bastano 20 minuti per essere pronto”, risponde con naturalezza. Il cameriere passa per controllare che tutto sia a posto. Continuando con i suoi discorsi sulla musica e la capacità di quest’ultima di cambiare le vite e il grande successo dei suoi pezzi nel suo paese d’origine, Denis aggiunge:“Ho sempre detto che se non fosse stato per la musica,il cinema e l’arte in generale mi sarei ammazzato.” In vari modi, la musica e la scienza sono ciò che lo mantengono sano. Anche se, in effetti, avere una mente così razionale non è sempre la cosa più semplice. “A volte ho sperato di essere più ignorante perché l’ignoranza è beata. Speravo di poter essere quel tipo di persona…(ma) la musica e l’arte ti danno un senso di sollievo. Rimarrò nei paraggi e continuerò a fare questo per un po’.” Per un pò o per tutta la vita?

“La vita è solo per un momento,” conclude Denis.