Graham Watson: «Economie lassiste e non trasparenti non sono appannaggio dei liberali»

Articolo pubblicato il 05 giugno 2009
Articolo pubblicato il 05 giugno 2009
Le elezioni europee che si terranno a giugno saranno la prima battaglia sotto la morsa della recessione. I parlamentari europei condurranno delle campagne sull’ambiente, la giustizia e la politica estera ma, in cima alle preoccupazioni dei cittadini rimane la questione economica. Coloro che daranno l’impressione di avere la soluzione migliore avranno successo.
La parola a Graham Watson, leader dell’Alde (Alleanza per i Democratici e Liberali europei).

Il primo passo da compiere he deve essere compiuto è quello di essere chiari nell’individuare le responsabilità. Ai nostri avversari piace ricorrere alla parola “liberale” quando è il momento di dare colpe per la crisi finanziaria: totalmente ingiusto e non deve essere tollerato. Economie estremamente lassiste e un rifiuto a garantire la trasparenza nel settore finanziario, non sono appannaggio dei democratici liberali: al contrario, queste sono politiche tradizionalmente favorite dalla destra e adottate dalla sinistra che non è stata capace di proporre alternative valide. Se diamo uno sguardo ai nomi dei politici che più spesso vengono associati alla parola “sperpero” durante gli ultimi dieci anni (George Bush, Tony Blair e Gordon Brown tra i più di rilievo), appare chiaro che il boom economico e l’attuale crisi che abbiamo vissuto, sono stati favoriti da coloro che impallidivano al solo pronunciare della parola “liberale”. Come democratici liberali perciò, dobbiamo dimostrare che, piuttosto che esser stata la causa della crisi, abbiamo le giuste politiche per far in modo che questa recessione sia il più breve e il meno dannosa possibile e preparare le basi affinché tale situazione non si ripeta. Come realizzare tutto questo?

Come fare in modo che questa crisi sia il meno possibile dannosa?

Investimenti e riforma delle istituzioni finanziarie

(European parliament)Per iniziare, dobbiamo puntare su un pacchetto di stimoli economici che investirà i fondi pubblici per un’occupazione produttiva. Se i governi nazionali, la Banca Europea per gli investimenti e l’Unione stessa, si concentrassero nel promuovere la ricerca, lo sviluppo e progetti per l’ambiente, potremmo arrestare la disoccupazione ed emergere dalla recessione sul lato giusto della curva della tecnologia pulita: investendo per esempio sullo sviluppo del Ccs (la cattura e lo stoccaggio del biossido di carbonio)che preverrebbe la fuga di emissioni nell’ambiente.

Secondo: dobbiamo fare chiarezza assoluta sul fatto che noi vogliamo una riforma reale delle istituzioni finanziare a livello nazionale, europeo e globale. I democratici liberali sono convinti che il percorso più sicuro per creare nuovi posti di lavoro e prosperità, sia quello verso un mercato forte e flessibile, ma allo stesso tempo siamo convinti che onestà, trasparenza e una riforma delle leggi devono essere applicati per evitare una caduta del mercato. Per far sì che si arrivi ad un mercato nel quale i cittadini possano trarre benefici, sono necessari un’autorità finanziaria europea, riforme del Fmi, Omc e Banca Mondiale. Se i governi europei non dovessero trovare un accordo su come realizzare questi obiettivi, la nostra influenza risulterebbe debole; se invece potessimo unirci in maniera pragmatica, saremmo maggiormente capaci di effettuare il cambiamento. È questo il consenso che i democratici liberali europei stanno cercando di creare.

«Con una rappresentanza di cento parlamentari siamo il terzo maggior partito che il Parlamento abbia mai avuto»

Oggi, i parlamentari liberali e democratici siedono insieme nell’Alde: con una rappresentanza di cento parlamentari siamo il terzo partito che il Parlamento abbia mai avuto (103 seggi su 785). Detto questo, in queste elezioni il nostro obiettivo è quello di ottenere più seggi . Sarebbe una pazzia per i nostri partiti aspirare a prendere il posto della destra o della sinistra. Al contrario, dobbiamo dimostrare che questi termini di paragone sono ormai obsoleti ed irrilevanti. Durante gli ultimi anni, i governi di entrambe le parti, hanno vegliato sull’impoverimento delle libertà civili, la degradazione dell’ambiente e la catastrofe di mercati scarsamente regolati. I democratici liberali devono dimostrare di saper offrire politiche nelle quali i cittadini sono al primo posto: dove gli individui sono liberi di prosperare, dove la sicurezza è assicurata non solo dallo stato, ma nello stato. Il nostro manifesto politico europeo insieme a quelli nazionali dimostrano come vorremmo realizzare tutto questo: è arrivato il momento di far sentire le nostre voci.

Il parlamentare europeo Graham Watson è il leader del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (Alde)

Prima pubblicazione 12 maggio 2009.