Gotovina e la caduta degli eroi

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2005
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2005

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

I negoziati di adesione con la Croazia avevano una spina pungente: la latitanza del generale croato Ante Gotovina, che da quattro anni sfuggiva al Tribunale contro i crimini di guerra dell’Aja. Ma ieri la sua lunga fuga ha avuto fine.

Indubbiamente è più facile sbarazzarsi di un Capo di Stato comunista che di un eroe nazionale. Esperienza che sta vivendo il governo croato adesso. Come molti altri degli Stati dell’ex Jugoslavia, infatti, negli anni Novanta la Croazia ha dovuto risolvere un duplice problema: da un lato occuparsi dei rappresentanti del regime comunista, e dall’altro fronteggiare quelli del regime di guerra nazionale, tra i quali molti ricercati dal Tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni Unite. Il Tribunale continua intanto a dare del filo da torcere al Paese, dal momento che la cooperazione con L'Aja riveste un ruolo fondamentale sulla via dell'adesione della Croazia all'Ue. Per questo finora sono stati consegnati alla giustizia 625 dei 626 croati indagati per crimini di guerra. Solo uno mancava da quattro anni all'appello: il generale Ante Gotovina. Che si era rifugiato al caldo delle isole Canarie, nelle quali è stato catturato ieri, dopo quattro anni di latitanza.

Le mani su Govina

Ante Gotovina, ma chi era costui? Nato nel 1956 sull’isola di Pasman, sulla costa adriatica, non lontano da Sibenick, a sedici anni se ne andò di casa per lavorare come marinaio e in seguito entrò nella Legione straniera francese. Lavorò per i servizi segreti privati ed addestrò unità paramilitari in Argentina e Guatemala. Nel 1991 tornò in Croazia con l’intenzione di fare carriera nell’esercito, di cui divenne generale di brigata dopo appena un anno. Il suo più grande “successo militare” fu l’Operazione Oluja (“tempesta”), che ebbe luogo nel 1995. L’offensiva rappresentò la fine della separatista Repubblica Serba della Krajina, fine che permise alla Croazia di riconquistare un terzo del proprio territorio, occupato dalla Serbia dal 1992. Stando allo stesso Tribunale per i crimini di guerra, nel corso dell'operazione persero la vita centocinquanta serbi, mentre 200.000 fuggirono già prima dell'incursione dell'esercito croato. E il generale Ante Gotovina divenne per i croati un eroe nazionale.

Nel 2000 il generale Gotovina è stato “mandato in pensione” dal neoeletto Presidente Mesic e appena un anno dopo il Tribunale per i crimini di guerra della ex Jugoslavia lo ha accusato dei crimini commessi nel ’95, durante l’Operazione Oluja. Da allora Gotovina era latitante, fino a ieri, giorno della sua cattura. E il Tribunale dell’Aja non era comunque l’unico a voler mettere le mani su Gotovina: un tribunale francese lo ha già condannato a 5 anni di carcere per rapina.

L'Ue a piene papille gustative

La decisione dell’Ue di rinviare le trattative d'adesione con la Croazia, resa nota il 15 marzo 2005, aveva gettato nuovo scalpore sulla vicenda. Pochi giorni prima infatti, la principale delatrice di Gotovina, Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite, aveva accusato la Croazia di non collaborare pienamente con il Tribunale dell'Aja alle sue ricerche. Il 20 settembre la stessa del Ponte incolpa la Chiesa cattolica di nascondere il generale Gotovina in un convento francescano della Croazia. Il Vaticano e il capo della conferenza episcopale croata, Anton Suljic, respingono le accuse.

Agli inizi di febbraio, la delatrice rivede improvvisamente le sue opinioni. Dopo aver ribadito le sue accuse contro il governo croato l’1 ottobre, appena due giorni dopo la Del Ponte rende noto che il Paese sta collaborando da vicino con il Tribunale internazionale. Una dichiarazione che spiana la strada per i negoziati di adesione tra l’Unione e la Croazia. C’è da chiedersi se l'Austria non avrebbe forse ostacolato i negoziati con la Turchia, approvati al contempo, se quelli con la Croazia non fossero stati intrapresi.

Ma mentre la Croazia continua a celebrare il 4 agosto, giorno della vittoria croata sulla Krajina, come festa della liberazione nazionale, e a vedere Gotovina alla stregua d’un eroe nazionale, sul fronte europeo la sua cattura ha un riflesso notevole: ora la Croazia può davvero cominciare a gustare l’Unione Europea.