Google Translate: per rompere le barriere linguistiche

Articolo pubblicato il 15 aprile 2010
Articolo pubblicato il 15 aprile 2010
Le nuove tecnologie di traduzione simultanea hanno dimostrato che la lingua non è una “barriera” sufficiente a intrecciare tutte le lingue europee per realizzare l’enorme sogno di McLuhan: creare un villaggio di comunicazione globale.

È l’inglese la lingua ufficiale dell’Unione Europea? Non parlare questa lingua è necessariamente un impedimento per viaggiare ai quattro angoli dell’Europa? La BBC ha dimostrato che non è così. Il mese scorso è stato realizzato un esperimento chiamato Superpower, “superpotere” in italiano, con lo scopo di «rompere le barriere della lingua per creare una comunicazione globale, riuscendo a portare a termine un esperimento di connessione fra le persone di diverse parti del mondo», ci spiega Hernando Álvarez, giornalista della BBC Mundo.

«Ricreare una torre di Babele, - come afferma Roberto Belo Rovella, del gruppo editoriale della BBC Mundo - è stata una pazzia. Abbiamo provato a ricreare una specie di torre di Babele; con la tecnologia sfidiamo le barriere delle lingue senza preoccuparci da quale parte del mondo una persona provenga».

Parlando con il traduttore

(Foto: malias /Flickr)In cosa consisteva questo innovativo esperimento? La risposta è molto semplice: l’obiettivo è stato quello di mettere in contatto persone provenienti da varie parti del mondo, utilizzando gli strumenti digitali di traduzione simultanea. «È stato utilizzato Google ma avremmo potuto utilizzare qualsiasi altro programma», afferma Rovella. In breve, il servizio mondiale della BBC ha utilizzato sette principali lingue da tradurre: cinese, indonesiano, swahili, portoghese, spagnolo, inglese e arabo. «Volevamo riuscire a creare un’interazione fra una persona che parla arabo e un’altra che parla spagnolo o inglese. Abbiamo scelto queste lingue, anche se avremmo potuto scegliere per esempio il russo, ma non avevamo abbastanza spazio né tempo». Inoltre, varie redazioni mondiali della BBC, come la BBC araba, si sono date appuntamento a Londra per lavorare insieme e riunire persone provenienti da ogni parte del mondo nella stupenda Shoreditch Town Hall, nel cuore della città.

Il messagio è chiaro: utilizzare gli strumenti di internet, come Google Translate, per poter ricreare il famoso villaggio globale di cui parla il sociologo canadese Marshall McLuhan, in cui le persone di ogni parte del mondo possono parlare comunicando fra loro. La BBC ha utilizzato altri mezzi digitali, come le webcams, per mettere in contatto vari bloggers provenienti da ogni angolo del mondo.

Il problema principale degli strumenti di traduzione automatica è il fatto che non danno un senso culturale alle frasi.

E che messaggio inviavano le persone, sapendo che avevano la possibilità di far sentire la propria voce in una lingua universale? «I messagi sono stati molto vari», ci spiega Rovella. Alcuni hanno mandato messaggi chiedendo la liberazione dei prigionieri politici cubani, altri facevano notare che l’esperimento era molto interessante e che poter parlare in modo globale era veramente un’ottima idea. Álvarez afferma a Cafebabel che gli utilizzatori non hanno avuto conversazioni molto “profonde” ma hanno potuto salutarsi, vedersi, iniziare una conversazione basica e che, inoltre, l’esperimento è stato positivo e le persone «vi hanno partecipato volentieri», sottolinea il direttore della BBC Mundo, il quale aggiunge che «sono stati ricevuti in totale circa 12.000 messaggi».

Dalla teoria alla pratica

©Doeki /FlickrMa in che modo le nuove tecnologie di traduzione simultanea influenzeranno i principali servizi di notizie, come quelli della BBC? Citando Álvarez, i risultati sono ancora in fase di elaborazione. BBC Mundo non ha traduttori ufficiali, ma giornalisti che lavorano nel campo (collaboratori, co-responsabili...) e che inviano informazioni da tutte le parti del mondo. «Non si tratta di una semplice traduzione dall’inglese, ma di un’elaborazione del nostro materiale», ci spiega Rovella sulla BBC Mundo. «A volte, utilizziamo il materiale de nostri colleghi in inglese perché se già tutto è pronto, non ha senso ripartire da zero, ma apportiamo sempre un tocco personale che possa fornire una visione culturale diversa», chiarisce Rovella. Per il momento la BBC non pensa di sostituire i propri giornalisti con strumenti di traduzione automatica.

Il problema principale degli strumenti di traduzione automatica è il fatto che non danno un senso culturale alle frasi. Come riesce il traduttore automatico a spiegare il senso del proverbio spagnolo “En abril aguas mil", la cui traduzione letterale in italiano è ”In aprile, migliaia di acqua”? O la frase “estás en las nubes”, che viene tradotta con ”sei nelle nuvole”, frase che non significa che una persona si trovi fisicamente fra le nuvole, ma che sia confuso?

Quindi non sono le parole la vera sfida della nuova era, ma qualcosa di molto più radicato: le barriere culturali, il senso contenuto in ogni parola, in ogni espressione, in ogni tono di voce, in ogni regione del mondo. Ci sembra che su questo punto, la tecnologia e l’Unione Europea, un’Europa che cresce costantemente, hanno ancora una lunga strada da fare.

L’analisi dell’esperimento è consultabile nel Blog delgi editori del servizio spagnolo dellaBBC Mundo, nell’articolo “¿No habla inglés?... Qué importa” ("Non parli inglese? ...Nessun problema"), scritto da Hillary Bishop.

Foto:  Alex is late/flickr, malias/flickr, Doeki/flickr