Goethe ama ancora l'Italia, 200 anni dopo

Articolo pubblicato il 07 novembre 2016
Articolo pubblicato il 07 novembre 2016

A 200 anni dalla pubblicazione dell'opera "Viaggio in Italia" di Wolfgang Goethe, l'Istituto Italiano di Cultura ha incaricato il reporter di viaggi Andrea D'Addio e la fotografa Laura Droße di ripercorrere l'itinerario dell'autore da Monaco a Catania a bordo di una Fiat 500. Ecco com'è andata l'avventura Goethe liebt Italien.

Due settimane per ripercorrere il Viaggio in Italia che Wolfgang Goethe, ancora giovane, compì in 10 mesi partendo il 3 settembre 1786 (con un passaporto falso recante il nome Philip Möller, peraltro) e pubblicando l'omonima opera 30 anni più tardi. Il passaporto di Andrea D'Addio, giornalista di viaggi attivo da tempo a Berlino, e della fotografa Laura Droße, è invece una Fiat 500 con la serigrafia di Goethe tra le rovine romane, e la scritta "Goethe liebt Italien" (Goethe ama l'Italia, ndr). Si tratta di un'iniziativa dell'Istituto Italiano di Cultura a Berlino, che promuove in Germania la cultura e la lingua italiana, non tanto (o non soltanto) per documentare come i costumi e i paesaggi del Bel Paese siano cambiati dai tempi del Grand Tour del poeta tedesco, quanto per restituire nel modo più vivido il senso di cosa sia l'Italia oggi. Anche perché in sole due settimane (ottobre 2016) era impensabile toccare tutte le città che volle visitare Goethe.

Pillole di italianità da Nord a Sud

Partendo da Monaco di Baviera, Andrea e Laura hanno visitato Trento, Verona  dove il poeta apprezzò soprattuto l'Arena – e Venezia, città in cui Goethe vide per la prima volta il mare. Anche se, ad onor del vero, pur elogiandone le architetture con fiumi di inchiostro, non omise di riportare piccole delusioni legate alla sporcizia e all'incuria della città lagunare. Anche Andrea e Laura si sono lasciati affascinare dalla Serenissima, scrivendo sulla pagina Facebook GoetheliebtItalien: «C'è così tanto da vedere che siamo un po' in ritardo».

Il viaggio procede poi verso Bologna, mentre le foto di Laura e i post di Andrea raccontano in tempo reale le impressioni agli utenti con gli hashtag #aufgothesspuren,  #goethelibtitalien e #EntdeckeItalien. E se a Venezia si è materializzata l'immagine   distopica di una «Passeggiata sul canale con vista su camera di signore spaparanzato sul letto in accappatoio con smartphone in mano» (sic, dalla loro pagina Facebook), è a Bologna che i due si ricongiungono con il poeta a 2 secoli e mezzo di distanza: «Bologna, vista dalla Torre degli Asinelli, stupì Goethe 230 anni fa, e stupisce chiunque vi salga anche ora» scrive Andrea in un post.

A Bologna mangiare non è sicuramente un problema, e tra i locali più singolari visitati c'è il Senza Nome,  primo bar in Italia gestito interamente da sordi che alterna magicamente tranquillità e caos:  «L'atmosfera è gioviale. A guardarla distrattamente da fuori la gestualità italiana si confonde con quella canonica dei sordi, nessuna differenza. Ed è bello così». Saltata la tappa che Goethe fece ad Assisi: sono pochi i giorni a disposizione, e Roma Caput Mundi incombe già. Fu una tappa fondamentale del Grand Tour di Goethe, che restò a Roma all'andata dall'ottobre 1786 al febbraio 1787, e al ritorno per un periodo ancora più lungo. Assistette alle celebrazioni di Ognissanti, rimanendo un po' deluso dal carattere austero della festa e anche dalla figura di Papa Pio VI. Della Basilica di San Pietro in Vaticano invece scrisse: «M'è divenuto chiaro come l'arte, al pari della natura, possa trascendere ogni rapporto comparativo». 

Napoli, città che Goethe definì "libera, allegra e vivace", conquista anche Andrea e Laura, e se lo scrittore tedesco per arrivare in Sicilia aveva utilizzato un battello, i due imbarcano la loro 500 in nave, e in un post del 20 ottobre annunciano il loro arrivo a Palermo.

Palermo, arte e colore

La città non ha bisogno di presentazioni: la bellezza marmorea di Piazza Pretoria, il barocco dei Quattro Canti e del Cassaro Antico, i ficus e i palmeti più grandi d'Europa. Riportano gli incontri con il cantante Fabrizio Cammarata e con il giornalista e regista Pif, che racconta del suo ultimo film di cui sono tanto curiosi anche a Berlino. E ancora lo street food, il colore dei fichi d'India e dei mercati, di cui Andrea scrive: «Al mercato di Ballarò abbiamo comprato una manciata di pomodorini da mangiare come se fossero frutta. Quando abbiamo detto alla signora se c'era un modo per lavarli ci ha guardato un po' strana. Le ho dovuto spiegare che avremmo voluto consumarli subito, che abitiamo a Berlino, che gli stessi costano anche 12€/kg in alcuni supermercati, non 90 centesimi come ora da lei e peraltro sanno solo di acqua. Lei ha chiamato il garzone della panetteria davanti al suo banchetto e gli ha dato i pomodori. Dopo un minuto li riavevamo in una busta completamente risciacquati. "Quanto le dobbiamo?". "Niente, gustateveli" ci ha risposto con una gentilezza e un affetto materno che ci ha stretto il cuore. Nel giro di tre minuti erano già finiti».

Riflessioni post viaggio

Riguardo alla Sicilia, Goethe scriveva:  «L'Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto». Intervistato, Andrea ci spiega che per lui la Sicilia è la chiave per vivere bene: se la qualità della vita, nonostante tutti i problemi, in Italia è ancora altissima, ed è sufficiente un viaggio come questo per accorgersi di tante cose che di solito vengono date per scontate, in Sicilia la qualità della vita è ancora più alta. Ma per Andrea le chiavi di lettura dell'Italia sono tante. Una delle più importanti quella di Roma: lo colpisce molto la "capacità" della città nell'ospitare una mescolanza di giovani che provengono da tutta la Penisola, e cercano in qualche modo di emergere lì. 

Chiediamo infine ad Andrea di raccontarci l'aspetto formativo del suo viaggio in Italia. Quello di 230 anni fa cambiò notevolemente Goethe, come evidenziato dallo scrittore Matteo Nucci: il carattere degli italiani, il loro modo di trascorrere le serate, ricercare il tempo libero e il piacere lo sorpresero. «Questa nuova libertà influenzò in modo più produttivo le meditazioni e gli studi di Goethe». Andrea, pur sottolineando che si è trattato di un viaggio di due settimane in condizioni e stati d'animo del tutto favorevoli, ci racconta che questo viaggio gli ha fatto prendere coscenza dell'Italia e degli italiani: «Questo battersi con la situazione politica e sociale sfavorevole è un'ingiustizia compensata da un calore umano e una creatività non comuni. La voglia di fare e l'intraprendenza degli italiani superano la frustrazione causata dallo status quo, una fattore che trovo molto importante».

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Palermo.