Gli spagnoli che avvitano la Germania

Articolo pubblicato il 22 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 22 ottobre 2013
Sono giovani, istruiti e pieni di voglia di fare, ma non hanno nessun futuro nel loro Paese: sono i tanti spagnoli che vanno in cerca di fortuna in Germania. Ricardo Garcia Méndez è uno di loro.

Ricardo ricorda molto bene la sua prima settimana a Osnabrück, in Germania. Era aprile e faceva freddo: molto più che in Spagna, nella sua Vigo, lungo la costa della Galizia. Al suo arrivo parlava poco il tedesco, ma le aspettative erano grandi. Davanti ai suoi occhi: pane nero, birra Weizen e una maniacale puntualità. Dopo 7 mesi trascorsi in città, sono proprio questa maniacale puntualità e la precisione a essere diventati un'abitudine per il ventunenne meccanico d'auto, valori a cui i suoi istruttori tedeschi danno molto importanza.  Quando Ricardo si sdraia sotto l'auto con la sua tuta blu, ogni cosa torna ad avere un senso. Con rapidità avvita e svita, smonta e rimonta i motori. Al centro della Volkswagen di Osnabrück, la chiamano "cosmetica per auto": è qui che Ricardo lavora dal 5 aprile. 

CHE CAVOLO E’ QUESTO GENITIVO?

Ricardo è uno dei 19 apprendisti spagnoli che sono arrivati in primavera per svolgere un tirocinio di 3 mesi.  Un progetto ideato da Jürgen Claus, responsabile per l'istruzione, la cultura e lo sport del distretto rurale di Osnabrück. Jurgen è consapevole che, a causa della crisi, i giovani spagnoli hanno poche possibilità nel loro Paese. Secondo dati recenti, la disoccupazione in Spagna ha raggiunto il 26% e quella giovanile addirittura il 55%. "Se non ci occupiamo noi di questa situazione, chi lo farà?", domanda Jurgen. Così, dal 2011 a oggi, ha dato la possibilità a 40 apprendisti spagnoli di svolgere un tirocinio in Germania.

La giornata di Ricardo inizia presto rispetto agli standard spagnoli: alle 9 deve già essere in officina. Dopo un breve "hola chicos" si continua a conversare in tedesco perché il ragazzo deve esercitarsi. "All'inizio, comunicare è stato difficile", racconta il giovane, che continua: "capivo poco, annuivo solamente e speravo che non mi venissero poste domande". Imbarazzato sorride e due fossette compaiono ai lati della bocca di questo spagnolo, alto quasi due metri. Ma c'è una domanda a cui Ricardo ancora non trova risposta: che cavolo è questo genitivo?

Nell'officina dove Ricardo lavora ci si occupa dei cosiddetti "danni alla carrozzeria": macchine scassate e zone di assorbimento ammaccate. "Questo lavoro mi diverte, ogni automobile è diversa", racconta Riccardo. Con le dita piene di grasso si piega verso il cofano del motore e stringe alcune viti. Per il suo lavoro riceve quasi sempre complimenti. "In questa officina lavorano 113 persone. È incredibile come Ricardo si sia integrato, nonostante la barriera linguistica e l'alto numero di colleghi", dice Helge Stütze, il suo mentore.

Ricardo arrossisce di nuovo; finge di non aver sentito nulla e infila entrambe le mani sotto la sua protezione da lavoro, sulla quale spicca una targhetta con il suo nome. Anche quest'ultima ha la sua importanza: è un segno che il ragazzo ce l'ha fatta. Ricardo è stato assunto dalla Volkswagen come operaio specializzato e guadagna 2000 euro lordi al mese. Almeno fino ad agosto 2014 ha un posto fisso. Proprio come lui, altri 10 dei 19 iniziali apprendisti hanno firmato un contratto d'assunzione. Secondo Jürgen Claus, questi dati indicano che il progetto sta portando i suoi frutti. 

Al termine del suo lavoro Ricardo passeggia volentieri nel centro storico di Osnabrück e si concede una delle numerose birre tedesche. Se c'è qualcosa della Germania che lui apprezza oltre alla birra? "Salchichas, würstel!", afferma imbarazzato. Con la mente vuota fissa la sua fredda Weizen, come se cercasse una risposta alle tante domande che gli passano per la testa. Ce la farà a rimanere ancora a lungo in Germania? La sua fidanza, Raquel, che è arrivata 6 settimane dopo di lui, riuscirà a trovare un posto alla facoltà di medicina? La Spagna si risolleverà dalla crisi?

vida española

Quando Ricardo parla della "vida española" i suoi occhi si illuminano. Diventa subito chiaro quanto conti per lui la patria. Cionnonostante il ventunenne sa che in Spagna, al momento, non avrebbe futuro: "Se fossi là, sarei ancora disoccupato", afferma sicuro. Molti dei suoi amici che sono rimasti a casa non hanno un impiego. In Germania invece, Ricardo e la sua compagna si possono persino permettere un appartamento e un cagnolino: Bruce, un cucciolo di Boxer di 4 mesi. Nel suo piccolo, il cagnolino permette alla coppia di sentirsi un po' più a casa. Lo hanno comprato il giorno in cui Raquel ha lasciato la Spagna, prima di affrontare in auto i 2000 km che la separavano da Osnabrück. "Siamo arrivati senza un divano, senza una televisione e senza un piano, ma con il cane", racconta Raquel. Nostalgia di casa? "Per lo più ci mancano la nostra famiglia e i nostri amici", dice lei. Per Natale però, la coppia vuole tornare a Vigo.

Mano nella mano, i due passeggiano davanti al Heger Tor, attraversano il centro storico di Osnabrück e raggiungono il parco comunale. A guardarli, ispirano tanto ottimismo. Eppure sono in cammino verso un futuro che nessuno dei due sa cosa avrà in riservo per loro.