Gli odiosi otto di Tarantino

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2016

Le critiche per Django Unchained devono aver toccato nel profondo Tarantino: le recensioni negative fanno male ma a quanto pare sono state davvero costruttive. Lo dimostra The Hateful Eight, in cui Quentin torna a fare Quentin. In arrivo nelle sale italiane il prossimo 4 febbraio. Cafébabel Firenze intanto vi dice la sua.

La sinossi

Una tempesta di neve in arrivo fa sì che due cacciatori di taglie, con una prigioniera dall’occhio nero al seguito e un futuro sceriffo condividano l’ultima diligenza, direzione Red Rock. Sosta obbligata alla “Merceria di Minnie”, un negozio/rifugio dove il nostro gruppo incontra altri quattro misteriosi personaggi. Lei invece non c'è. 

La pellicola è divisa in sei capitoli e inizia con un’atmosfera da giallo, stile Agatha Christie: otto personaggi chiusi in una stanza, il sospetto che uno di loro sia complice della prigioniera Daisy Domergue. Il ruolo dell’investigatore è affidato a Samuel L. Jackson, nella parte del Maggiore/Cacciatore di taglie Marquis Marren, il quale conosce bene la Merceria di Minnie e sente che qualcosa non quadra.

Qualcuno come al solito fa qualcosa di sbagliato e da qui in poi torna il puro stile Tarantino: spari, spari, altri spari e tanto sangue.

Tarantino per il sociale, ma sullo sfondo...

La questione razziale a differenza di Django Unchained, è un elemento importante della trama, ma non gira tutto intorno a questo: il Maggiore afroamericano Marquis ha combattuto con gli Unionisti, il futuro sceriffo Chris Mannix è ammiratore dei Confederati, uno dei misteriosi clienti di Minnie è un vecchio generale Confederato, quindi nei dialoghi non mancano accese discussioni, ma questa volta siamo ben lontani dal tono paternalistico dell’ultimo film, Tarantino riesce ad essere sé stesso regalandoci scene splatter e svolte inaspettate. Il ritmo iniziale puó risultare lento, ma un po' di pazienza e l’attesa verrà ricompensata.