Gli italiani e le carte di credito: "I soldi veri sono di carta"

Articolo pubblicato il 11 aprile 2016
Articolo pubblicato il 11 aprile 2016

Il No Cash Day è un’iniziativa nata nel 2011 che invita i cittadini italiani ad usare esclusivamente le carte di credito per i propri pagamenti, evitando i contanti per un giorno intero. Considerata la nota avversione degli italiani nei confronti dei pagamenti elettronici, è possibile immaginare un futuro di sole carte di credito?

«Preparati a mangiare tanto, non fare mai affidamento sugli orari degli autobus e porta sempre con te del denaro contante». Questi sono stati i tre consigli dei miei amici prima che mi trasferissi in Italia. Per quanto riguarda il primo consiglio, non ho di certo avuto problemi ad abituarmi alla deliziosa cucina italiana. Inoltre ho imparato a bruciare le calorie di troppo facendo una bella passeggiata, invece di stare ferma ad aspettare alla fermata dell'autobus. Quello che invece continua a lasciarmi perplessa è l’amore degli italiani per il pagamento in contanti.

"È così facile!"

Ogni volta che ordino un caffè al bar e mi rendo conto di non avere contanti nel portafogli, maledico l’abitudine di negozi e ristoranti italiani di non dare la possibilità di pagare con carta di credito. Le ragioni della lentezza con cui l'Italia sta adottando il pagamento elettronico sono da ricercarsi in fattori culturali molto complessi, uno dei quali è la mancanza di fiducia nei confronti del cosiddetto denaro "intangibile".

«I soldi veri sono fatti di carta», mi ha detto un anziano signore qualche settimana fa, in una piccola tabaccheria di San Giovanni, a Roma. La tabaccaia si era rifiutata di vendermi delle gomme da masticare dopo avermi visto tirare fuori fuori la carta di credito dal portafoglio. L’anziano mi ha mostrato una banconota da 5 euro mentre indicava il pacchetto di sigarette che voleva comprare. «È così facile!», ha aggiunto, mentre io mi allontanavo alla ricerca di un altro negozio.

Quel giorno avevo lasciato i contanti a casa di proposito: volevo vedere per quanto tempo sarei riuscita a sopravvivere in quella città facendo affidamento solo sulla mia carta di credito. Ho avuto quest’idea traendo ispirazione dal No Cash Day, un’iniziativa italiana lanciata nel 2011 con lo scopo di sdoganare e promuovere i pagamenti elettronici in tutto il paese, svoltasi quest'anno il 5 aprile.

Durante il mio esperimento ho visitato piccoli negozi e supermercati, dove ho fatto acquisti per un totale compreso tra i 2 e i 10 euro. Nella maggior parte dei casi, i commessi mi hanno guardato estrarre la mia carta di credito con stupore, nonostante il terminale per il pagamento elettronico fosse proprio lì, accanto alla cassa. Inizialmente pensavo che almeno i supermercati non fossero ostili al pagamento con carta di credito, finché una giovane commessa di un supermarket in zona Esquilino mi ha informato che, per pagare con la carta, ci sarebbe stato bisogno di una spesa minima di 50 euro. 

Una volta raggiunta la stazione Termini per acquistare un biglietto del treno per Perugia – dov'ero diretta per partecipare al Festival Internazionale del Giornalismo – sono corsa con gioia verso la biglietteria automatica. Perfino l’hotel dove avevo prenotato per la mia permanenza a Perugia mi aveva inviato un’email di conferma sulla quale campeggiava un perentorio: "Pagamento in contanti".

"Una questione di fiducia"

Secondo alcune statistiche, l’89% delle transazioni degli italiani avviene in contanti. La media europea è del 60%. Daniela, un architetto di Roma, sostiene che se si acquista in negozietti più piccoli o al mercato sia più sicuro pagare in contanti. «Però, se devo pagare in un negozio che conosco, preferisco usare la carta di credito», spiega. «Penso sia una questione di fiducia».

Fabio, un regista di Teramo, usa la carta di credito solo per i pagamenti online, come ad esempio per prenotare i posti presso i festival di cinema. Ma lo fa semplicemente perché non ha alternativa: «Pago sempre in contanti: quando vado a fare shopping, al ristorante. Penso che sia il metodo di pagamento più sicuro perché c’è una transazione diretta e non c’è il rischio che una terza parte possa accedere ai miei dati personali». 

Oltre alla scarsa fiducia nei confronti delle transazioni elettroniche, anche le commissioni aggiuntive vanno a scoraggiare l’uso del pagamento tramite carta di credito. I commercianti affermano che le banche addebitano fino al 2% di commissione per ogni transazione, un costo che non possono permettersi.

Alfredo, un imprenditore romano, racconta un piccolo aneddoto. Un giorno voleva comprare qualche dolce. Non aveva contanti con sé e il negoziante non accettava la carta di credito, quindi ha dovuto camminare per ben 10 minuti prima di trovare un Bancomat e poter finalmente avere la sua dose giornaliera di zucchero. «Sarebbe stato molto più facile se avessi potuto pagare tramite carta, ma capisco che i negozianti vogliano evitare le commissioni aggiuntive».

Un rapporto del 2014 sul riciclaggio del denaro in Italia sottolinea come il pagamento in contanti sia il metodo preferito dall’economia sommersa, proprio perché rende le transazioni non tracciabili e assolutamente anonime. Grazie al pagamento in contanti infatti negozi e ristoranti possono evitare di emettere fattura, e quindi dichiarare guadagni inferiori (con conseguenti minori tasse da pagare, n.d.r.). L'uso dei contanti aumenta il rischio di attività illecite, in definitiva.

"Non dimenticarti di dimenticare i contanti!"​

Geronimo Emili, promotore del No Cash Day, la vede diversamente. Egli sostiene che i consumatori non siano a conoscenza di quanto sia la produzione di denaro cartaceo costosa, considerando stampa, trasporto, numerazione e i vari dispositivi anti-falsificazione. Emili afferma che, solo in Italia, ogni cittadino paga circa 200 euro di tasse all’anno per coprire queste spese di produzione. «Cosa ci costa di più, quindi? Le commissioni bancarie o stampare denaro?».

L’iniziativa del No Cash Day, promossa da sponsor come l’Associazione dei Banchieri Italiani (ABI), Banca Sella e Payleven, invita i cittadini a rinunciare ai contanti per un giorno. Anzi, come recita lo slogan a "Non dimenticarsi di dimenticare i contanti!".