Gli Hooligans della sintassi: una penna rossa contro odio e razzismo

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 20 ottobre 2016

Internet è ormai pieno di commenti razzisti, tanto che in Germania si è avviato un dibattito pubblico sulla loro possibile gestione. Ma c'è qualcuno che se ne occupa già: sono gli "Hooligans contro la sintassi", che da due anni si sono incaricati di correggere ironicamente gli errori di battitura dei "rabbiosi" del web.

Rosso. Il colore preponderante nei miei compiti in francese. Margini affollati da «G» rosse per la grammatica, «O» per l'ortografia... e per ogni rigo fiumi di linee ondulate, perché «l'espressione non era adeguata al contesto». Quei tempi sono solo un ricordo (anche se non sono migliorata molto in francese), eppure ci sono persone che continuano a subire correzioni anche lontano dai banchi di scuola, e per mano degli HoGeSatzbau, gli Hooligans della sintassi.

Dietro questo nome vi sono tre persone, che si fanno carico di puntare il dito contro i commenti pieni di odio che brulicano sul web. Niente penna rossa, perché gli HoGeSatzbau correggono gli errori con puntini e parentesi quadre. Ma il concetto non cambia: segnalare errori ortografici, grammaticali e sintattici. Proprio come a scuola, ma con una risata in più.

In effetti i "teppisti" di HoGeSatzbau non sono di certo professori. E a dirla tutta, il loro bersaglio non è la forma dei messaggi. A loro interessa solo scatenare una reazione. Come spiega Kiki Klugscheißerhool, uno dei fondatori del progetto, a loro interessa «che i commenti acquistino visibilità. Molti leggono questi commenti e passano oltre.  Noi vogliamo renderli visibili e, con l'aiuto delle correzioni, gridare: "Guardate e reagite!"». E funziona. Ogni giorno vengono pubblicati più di 100 commenti dai fan della pagina HoGeSatzbau. Il bello è che i tre non fanno altro che rendere ogni commento carico di odio visibile, e al resto ci pensano i loro follower. «Si sa già come rispondere a questo tipo di commenti» aggiunge Kiki.

Mentre si lavora peraltro si trovano spesso commenti in grado di far ridere di gusto. Perché lo scopo è anche quello di criticare le intenzioni dei "rabbiosi" con il sorriso. Kiki, però, precisa: «Non scherziamo sul fatto che alcuni non sappiano scrivere». Ma è pur vero che i ragazzi di HoGeSatzbau si divertono a leggere commenti che invocano un nazionalismo sfrenato, scritti in un tedesco sgrammaticato. C'è meno da ridere dinnanzi alle dichiarazioni di Frauke Petry (presidente dell'AfD, ndr) o di Lutz Bachmann (fondatore del movimento PEGIDA, ndr). «Mi danno sui nervi perché penso all'influenza che esercitano questi due personaggi in Germania» confessa Kiki.

Un premio non senza conseguenze

A settembre i tre membri dell'iniziativa sono stati ricompensati per il loro attivismo, ricevendo il riconoscimento pubblico "Smart Hero Award". Questo premio viene assegnato da Facebook e dalla Stiftung Digitale Chancen (fondazione per le opportunità digitali, ndt), con il patrocinio dei ministeri tedeschi dell'Economia e della Famiglia.

Ma gli Hooligans contro la sintassi non meriterebbero questo nome se, in occasione della premiazione, fossero rimasti in silenzio: dopo aver ringraziato il pubblico per il sostegno, hanno sferrato un attacco alle organizzazioni che li stavano premiando. «Non ci sarebbe bisogno di questa iniziativa se ci pensaste voi ad agire», hanno detto i tre vincitori mascherati.

Poi, rivolgendosi a Facebook: «Siamo stanchi di ricevere un messaggio che dice il contenuto "rispetta gli standard della comunità", mentre incoraggiamo ogni giorno i vostri utenti a battersi contro la misantropia».

L'iniziativa esiste ormai da due anni. È stata creata in risposta alla comparsa degli HoGeSa, una banda di bulli razzisti di Colonia che si fanno chiamare "Gli Hooligans contro i salafiti". «Molta gente ha capito di poter impugnare il proprio diritto alla libertà di espressione», racconta Kiki, che osserva come il fenomeno sia in espansione in Germania, Italia e Inghilterra. «Sicuramente esiste in altri paesi, di cui però non conosco la lingua», aggiunge. 

In Germania si è aperto un grande dibattito sulla possibile gestione di questi commenti di odio. Quest'estate la giustizia tedesca ha persino creato un precedente: il 13 luglio la polizia ha condotto delle perquisizioni degli autori di commenti razzisti in 14 dipartimenti. Il messaggio che si è voluto fare passare è che l'anonimato di internet non autorizza a fare tutto ciò che si vuole. È un inizio, ma le autorità politiche «devono ancora affrontare seriamente la questione», ricorda Kiki. Nel frattempo, i tre Hooligans rimarranno in azione. Penna rossa (o per meglio dire, tastiera) in mano.