Giustizia, quella sconosciuta

Articolo pubblicato il 01 novembre 2007
Articolo pubblicato il 01 novembre 2007

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La legislazione lituana ha ancora molte lacune da colmare per adattarsi alle norme imposte dall’Ue. Tra le priorità volute dai parlamentari c’è l'adozione di una legge sull'interesse generale. Ma ai lituani non sembra interessare.

Nel diritto lituano non esiste il concetto di interesse generale. Nel 1997 però il Trattato di Amsterdam ha introdotto la nozione nei Trattati di Roma, conferendole un riconoscimento su scala europea. Il piccolo Paese baltico, membro dell'Ue dal maggio 2004, avrebbe dovuto recepire e adottare il concetto nella propria legislazione nazionale. Ma che disastro!

Rompicapo giudiziario

Nel 2005 una commissione composta dal presidente delle associazioni, dai parlamentari, dai rappresentanti del mondo giudiziario e dai funzionari ministeriali si è riunita per stendere il progetto di legge. Il principio di partenza si limita a emendare le leggi preesistenti, ma le tensioni dovute alle opinioni divergenti delle diverse componenti ammesse al dibattito hanno spinto il comitato a optare per la stesura di nuove disposizioni.

Nel dicembre 2006 il disegno di legge viene depositato e nell’aprile 2007 la Commissione parlamentare incaricata di esaminarlo approva il testo modificando addirittura la Costituzione per permettere l’introduzione delle nuove norme. Ma qualcosa è andato storto. Il testo non è ancora stato votato in Parlamento. Nessuno sa se e quando questo avverrà e le associazioni sono preoccupate per lo scarso interesse dimostrato.

Il fatto è che in Lituania il sistema legislativo, alla stregua del potere giudiziario, è molto lento a causa di un eccesso di gerarchia. Daiva Alechnaviien, Procuratore generale lituano, sottolinea ad esempio che «le controversie che bloccano un disegno di legge dal 2003 non si sono ancora risolte».

Impegno zero

Liudvikas Ragauskis, 43 anni, è Presidente di un’associazione per la tutela dagli “immobili illegali” e ha fatto parte del comitato che ha redatto il disegno di legge. Al momento Ragauskis si batte, spesso sconfitto già in partenza, contro i nuovi edifici che pullulano in Lituania, grazie alle autorizzazioni ottenute per costruire in condizioni problematiche.

Liudvikas aggiunge anche che gli hanno già offerto 50mila litas in cambio del silenzio sulla costruzione di uno di questi edifici "illegali". «Le cose vanno così», si lascia sfuggire, ma secondo lui il problema principale del Paese non è la «corruzione», ma «la scarsa partecipazione dei lituani a una vita associativa».

Eredità comunista o mentalità locale? «I lituani non sono abituati a farsi carico delle questioni che li riguardano», afferma ancora Ragauski, «un po’ perché non capiscono come certi problemi possano riguardarli e un po’ perché non gliene importa proprio niente». E aggiunge che su 100 membri della sua associazione, «una delle più importanti del Paese», solo 5 o 6 sono attivi. Secondo lui il disegno di legge sull’interesse generale «è troppo innovativo per la nostra società».

Spirale infernale

Mentre le associazioni scalpitano, restano ancora molti punti oscuri da migliorare. Secondo Ragauski il disegno di legge sull’interesse generale al momento sarebbe «incompleto». Innanzitutto la disposizione non fornisce una definizione del concetto di interesse generale. In secondo luogo andrebbe migliorata la procedura che al momento prevede la possibilità di annullare l'insieme della richiesta giudiziaria nel caso in cui i giudici ritengano inopportuno il tema di interesse generale presentato dal querelante.

Che interesse c’è allora ad avviare una procedura se rischia sempre di essere archiviata? Autocensura, mancanza di legittimità: dopo lunghi anni di oppressione comunista i lituani non sono per niente abituati a rivendicare i propri diritti e sono ancora lontani dal farlo.