Giunone? Piena di money

Articolo pubblicato il 18 aprile 2007
Articolo pubblicato il 18 aprile 2007

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Asia Minore, VI secolo a.C. Un ricco mercante greco si sveglia di soprassalto: ha avuto un’idea geniale. Al diavolo il baratto e le cianfrusaglie! Perché non dotarsi di un nuovo strumento di scambio e semplificarsi la vita una volta per tutte? E così, dalle parola “valutare”, (pronuncia nomizo) o “legge”, (pronuncia nomos), si ottiene (pronuncia nomisma), la "moneta" come la conosciamo oggi. Da cui anche numismatica, il collezionismo di monete.

Qualche colpo di martello su lastre metalliche dopo, e la prima moneta cesellata vede la luce in Lidia, l’attuale Turchia. Quattro secoli dopo la moneta attraversa il Continente e arriva a Roma. Qui nomisma diventa moneta a causa di una stranissima storia con protagonista... la dea Giunone. La moglie di Giove aveva ricevuto l'epiteto di Moneta (in latino "colei che avverte") nel 396 a.C., quando i Galli attaccarono Roma durante la notte e le oche del Campidoglio, sacre alla Dea, svegliarono il console Manlio che poté così organizzare il contrattacco e battere gli invasori. In seguito, nel 269 a.C., la prima zecca di Roma fu fondata proprio vicino al tempio di Giunone Moneta e la sua effigie coniata sulle monete dell'epoca. Da qui l'associazione di idee tra Giunone Moneta e il significato attuale del termine "moneta" che, mille anni dopo, è utilizzato in moltissime lingue tra le quali l’inglese (money) o il francese (monnaie).

Le lingue neolatine conservano peraltro il ricordo anche del denarius latino: il nostro denaro si traduce in spagnolo come in catalano con dinero. I tedeschi hanno prestato la parola Geld all’antico inglese. Che assomiglia molto alla parola gold (oro) dell’inglese moderno, ma non ha alcun rapporto con il prezioso metallo. Francesi e greci usano però un metallo meno prezioso per riferirsi ai soldi: argent e argyros, l’argento. L’est europeo non ha conservato che le monetine. Il peníze ceco, il pienidz polacco e il pénz ungherese si riferiscono probabilmente ai coppers (“rame”) inglese o ai pence (plurale di penny), le unità monetarie usate nei Paesi anglosassoni.