Giugno in musica

Articolo pubblicato il 19 giugno 2008
Articolo pubblicato il 19 giugno 2008

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Gavin Rossdale dall’inghilterra, Francis International Airport dall’Austria, The Rain e Alexander Marcus dalla Germania e i Weezer dall’America. Le novità discografiche dell’estate 2008.

Gavin Rossdale: Wanderlust

I media non gli rendono la vita facile. Il britannico Gavin Rossdale viene menzionato solo come ex front-man dei Bush o chiamato "Mr Stefani" per il suo matrimonio con l’ex front-woman dei No Doubt. Con il suo primo album da solista, Wanderlust, questi atteggiamenti dovrebbero diventare un ricordo del passato. Benché si sentano le sue origini, la musica è meno violenta. Forse dovuto al fatto che è diventato papà? Onde evitare malintesi: Wanderlust è ben lontano dall'essere un album di rock sdolcinato. Gavin Rossdale sembra aver finalmente raggiunto sé stesso. E questo dovrebbe piacere sia ai suoi vecchi fan che ai nuovi ascoltatori, che forse non sanno nulla dei suoi trascorsi.

Etichetta: Interscope/Universal

Francis International Airport: We Are Jealous, We Are Glass

Un giovane quintetto proveniente da un paesino di mucche nella bassa Austria che suona l'indie-pop come ci si aspetterebbe di sentirlo a Brooklyn. Ora i cinque membri della band, poco più che ventenni, presentano il loro album di debutto. We Are Jealous, We Are Glass è musica contro la tristezza di tutti i giorni, la follia consumista e l'obbligo di essere sempre cool e "stilosi". L’album ci parla dello "stare bene", di vedere la città dall'alto di una collina, di prendere fiato e meditare con una bottiglia di vino sulla vita, la passione e i grandi sogni. In Austria e altrove.

Etichetta: Siluh Records

The Rain: Involver

Questa band tedesca ha colto nel segno. In concomitanza con l'uscita sul mercato britannico del loro album, Involver, si sono trasferiti senza esitare a Londra. E poi via, per un tour di oltre quaranta concerti attraverso Inghilterra, Scozia e Galles. Il riscontro dei media per questa band di Colonia è stato soddisfacente, sia in Inghilterra che in Germania, dove Big Lie, il loro singolo, è passato su tutte le radio. E il video con Eva Herzigova fa bene alla vista. Al loro stile eterogeneo, che affonda le radici nel brit-pop, nel grunge e nell'alternative, bisogna riconoscere autonomia: parla sia agli amanti delle feste, pieni di voglia di ballare, sia agli individualisti alla ricerca di profondità. Il front-man, Lorenz Theuer, canta a volte in modo energico, a volte drammatico, ma è sempre coinvolgente. L’album, di prossima uscita in Germania, si farà attendere ancora un po’ nel resto d’Europa.

Etichetta: Manta Ray/Groove Attack

Alexander Marcus: Electrolore

«Indescrivibile»: questo è il commento che si sente più spesso origliando il pubblico durante un concerto di Alexander Marcus. L'ex produttore house è diventato una star assoluta di YouTube grazie ai suoi curiosi mix in lingua tedesca composti da hit, folklore e elettronica. Non si sa mai se fa sul serio quando sale sul palco con una polo rosa, degli occhialoni da pilota, una pettinatura impomatata anni Ottanta e la sua piccola mascotte, un globo chiamato, appunto "Globi". Sorge lecito il dubbio che Alexander Marcus si stia prendendo gioco del pubblico: solo così si spiegherebbe il fatto che non si faccia scomporre né dai borbottii di disapprovazione né dalle, non poche, cattiverie che gli vengono riservate. Sa di poter contare su un numero crescente di fan e, di questi tempi, tra i download legali e illegali, il suo album potrebbe scalare le classifiche di vendita. E se questo non dovesse riuscirgli, gli resta sempre la carriera a Maiorca, perché dei versi come «Papaya, Papaya, Coconut, Banana» hanno sicuramente un enorme successo quando il tasso alcolico inizia a salire.

Etichetta: Kontor/edel

Weezer

©UniversalI Weezer, i padri fondatori del college rock, sono tornati con il loro sesto album. Rifermento per molte band attuali, oggi ancora si sente la gente fischiettare Buddy Holly. Per questo, nonostante il gruppo sia americano, si merita un posto d’onore nell’agenda musicale europea. Già dal primo ascolto è evidente che il nuovo album è decisamente più sperimentale dell’ultimo, uscito più di tre anni fa. Durante la realizzazione la band è stata influenzata da generi diversi, come il metal degli anni Novanta, i Beatles e i Beach Boys. Come sempre i Weezer seguono la loro strada, che presto li porterà nelle sale da concerti di tutta Europa.

Etichetta: Geffen/Universal