Girl Power, l'eredità femminista delle Spice Girls

Articolo pubblicato il 23 agosto 2016
Articolo pubblicato il 23 agosto 2016

(Opinione) Il Girl Power delle Spice Girls ha formato un'intera generazione di giovani adulte cresciute negli anni '90. Principi di educazione femminista? Non proprio, ma considerando la velocità non proprio celere con cui procede il processo di uguaglianza del genere, un po' di Girl Power negli anni 2010 non può certo fare male.

Io e le Spice Girls condividiamo una lunga e appassionante storia. Sono stata iniziata nel 1997, alla tenera età di nove anni, grazie al film Spiceworld. «We're the Spice Girls, yes indeed. Just Girl Power is all we need» dicevano Emma, Geri, Victoria, Mel B e Mel C, e così iniziò la mia dipendenza da loro. Dipendenza a cui seguirono l'acquisto di entrambi gli album, la raccolta di ogni piccolo frammento delle "Girls", nonché litigi con la mia amica Ann-Kathrin su chi di noi fosse Geri (ovviamente io). Non sapevo l'inglese, ma sapevo a memoria tutte le canzoni. Da un momento all'altro poi diventai adulta, o quantomeno venni considerata tale: i poster delle Spice Girls scomparvero dalle pareti, mentre i CD rimasero ad impolverarsi sullo scaffale. Solo ai party anni '90 e 2000 cedevo (e cedo tuttora) completamente al mio passato da groupie delle girl bandWannabe? Solo in pista.

Dopo la maturità mi sono trasferita in Francia, all'Institut d'Etudes Politiques a Lille, sotto la guida di Miss Monganne, docente d'inglese. A Miss Monganne piaceva impostare i seminari in maniera innovativa, perciò tutti noi dovevamo tenere una presentazione sul tema "Il più grande contributo della Gran Bretagna al mondo".  Ben 15 minuti senza appunti. Quasi come una TED Talk, prima che qualcuno sapesse cosa fosse. I miei compagni parlavano di whisky, Jack lo Squartatore (il suo contributo alla storia del mondo non è esattamente chiaro: un sacco di donne morte?) e Monty Python. Io parlavo delle Spice Girls. In particolare, del Girl Power.  Perché, come tutti sanno, le Spice Girls hanno inventato il Girl Power ("potere alle ragazze", n.d.t.), rendendo così un prezioso contributo alla storia del mondo. Miss Monganne era scettica: «Mais Julia, was it riiiiilly the Spice Görls?» (Ma Julia, erano davvero le Spice Girls?).

Ad alta voce, sfacciata, vivace e senza paura

Ma certo! L'eredità delle Spice Girls può essere compresa solo se si guarda al passato. A quel tempo, metà degli anni Novanta, non c'erano le varie Beyoncé, Rihanna o Taylor Swift, che negli ultimi anni si sono fatte carico di diffondere i messaggi femministi con determinazione, ma c'erano le cosiddette boyband (Take That e Oasis), e negli Stati Uniti il movimento punk femminista Riot Grrrls acquisiva fama, mentre Alanis Morissette esprimeva in "You oughta know" la propria rabbia, anche se la sua musica sembrava essere ancora troppo provocatoria. 

Susan Faludi nel suo libro Backlash scrive della battuta d'arresto che ha vissuto il movimento femminista. "Femminismo" era considerata essere una brutta parola che si presumeva non dovesse essere utilizzata. Ed è qui che le Spice Girls entrarono in gioco. Erano chiassose, sfacciate, vivaci e senza paura. Cantavano di amicizia femminile ("If you wanna be my lover, you gotta get with my friends"), di sesso sicuro ("Put it on, put it on") e, soprattutto, di essere semplicemente se stessi ("Come on and do it/ Don't care how you look it's just how you feel"). Dovunque andassero e cantassero diffondevano il "Girl Power". Un concetto che Victoria definì come: «Essere te stessa, fare ciò che vuoi e far amicizia con altre ragazze».

Era chiaro che il loro concetto non fosse sofisticato quanto quello di Judith Butler in Questione di genere o Germaine Greers in L'eunuco femmina.  Le Spice Girls non erano certamente le femministe perfette: preferirono il Girlpower al concetto di "Femminismo", definendo peraltro la "Lady di ferro" Margaret Thatcher come la "prima Spice Girl". Girl Power è semplicemente un termine che "esprime il Femminismo degli anni Novanta", ha scritto il gruppo nella sua biografia.  Nonostante le Spice (o proprio a causa loro), i messaggi femministi divennero di tendenza: Indipendenza, Uguaglianza, Libertà di parola e Solidarietà femminile. Non avevano vergogna, e sembravano divertirsi un mondo. Ancora oggi ci si aspetta che le donne non siano né troppo forti, né troppo appariscenti. Alle Spice Girls non importava, si comportavano semplicemente come volevano.

Spice Girls vs. Judith Butler

Ovviamente tutto questo faceva parte di una strategia. In fondo le Spice Girls erano state ingaggiate per piacere alle ragazze e vendere un sacco di dischi. Tuttavia non si fermarono a questo. Quando il loro management e la loro casa di produzione si rifiutarono di realizzare la loro visione artistica, le Spice Girls presero le loro registrazioni e cercarono una nuova casa discografica. In principio le Spice Girls erano un po' come un Cavallo di Troia.  Il messaggio femminista veniva infiltrato furtivamente nella vita di ogni giorno. Il loro femminismo era divertente e accessibile, parlavano alle ragazze e alle donne che altrimenti non avrebbero affrontato l'argomento. Le strade del Femminismo sono molteplici, e alcune persone le hanno scoperte grazie a cinque ragazze inglesi più che a Judith Butler. 

Ho letto Judith Butler e Germaine Greer, ma resta il fatto che anche le Spice Girls hanno plasmato il mio Femminismo.  «Sii te stessa, fa' quel che devi fare»: ecco come cerco di vivere. E non sono la sola. Il Girl Power è un concetto che oggi trova molto sostegno tra le giovani donne. Il 7 luglio 2016, per il 20esimo compleanno di WannabeGlobal Goals Campaign ha pubblicato una nuova versione dei video per attirare l'attenzione sull'uguaglianza dei diritti per le donne nel mondo. Il Girl Power può non essere ciò di cui abbiamo bisogno, ma considerando la lentezza biblica con cui si procede in termini di uguaglianza di genere, la giusta dose non può far altro che bene.