Giorni contati per il "fish and chips"

Articolo pubblicato il 18 maggio 2012
Articolo pubblicato il 18 maggio 2012
“Chi dorme non piglia pesci”, dice un proverbio. E chi piglia pesci non può più dormire tranquillo: il “fish and chips”, piatto tipico della cultura britannica, rischia di sparire dal menù. Una cattiva gestione delle risorse marine potrebbe portare, nel lungo periodo, alla scomparsa di alcune specie ittiche. La posta in gioco è alta, e il pasto in gioco è altamente calorico!
Il principe Carlo d’Inghilterra ha lanciato un appello a favore della pesca sostenibile, necessaria per salvaguardare la fauna marina e, di riflesso, un simbolo nazionale inglese.

FIl “fish and chips” è un piatto a base di pesce e patatine, entrambi fritti. Chi non lo ha mai mangiato, gustato e apprezzato? Un filetto di pesce bianco, in genere di merluzzo, viene impastellato e impadellato nell’olio bollente, lo stesso in cui vengono fritte le patatine. E se per caso fosse ancora troppo leggero e poco nutriente, è servito con ketchup e maionese. . È il cibo da portar via, il cibo consumato in strada, in viaggio, durante un picnic e altrove. Insomma, parafrasando una pubblicità di biscotti, è sempre l’ora del “fish and chips”! E che dire a questo punto, forse che sia giunta la sua ora dopo circa 150 anni di vita, felicemente festeggiati nel 2010?

Questa specialità inglese rischia di scomparire drasticamente dal menù a causa della pesca intensiva, che comporta la riduzione delle risorse ittiche presenti nei mari e negli oceani. "Il modo in cui ci procuriamo il pesce oggi influenza il fatto di averlo a disposizione domani": questo è l'allarme lanciato dal principe Carlo d'Inghilterra, nel corso del suo intervento al World Fisheries Congress di Edimburgo, dove si è espresso in qualità di fondatore dell'Unità Internazionale per la Sostenibilità (ISU).

Il “fish and chips” è il piatto inglese per antonomasia. Nel Regno Unito il suo consumo assorbe circa il 25% del pesce bianco consumato in totale nel paese, così come il 10% delle patatine fritte. Tuttavia, questa specialità è molto diffusa anche oltre la frontiera, in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. Se da un lato si tratta di alimenti certamente gustosi e prelibati, c'è anche il rovescio della medaglia: essi sono fritti e fortemente calorici. Per esempio, una porzione di “fish and chipsha in media più di 500 calorie... Se esagerate nel consumo, finirete per essere fritti anche voi!

Pertanto, se siete indecisi e non sapete ancora che pesci prendere per pranzo o per cena o per una piacevole gita al mare, optate per un pasto non a base di pesce fritto.

Ve ne sarà grato in primis il merluzzo stesso, poi il vostro stomaco, quindi le associazioni ambientaliste e, probabilmente, perfino il principe Carlo.

Foto di copertina: (cc) psd/flickr; nel testo: (cc) cwgc/flickr.