Giornate Civiche Europee 2015: Crea connessioni. Pensa in modo critico. Agisci per il cambiamento.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2016
Articolo pubblicato il 13 settembre 2016

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Il 22-23 ottobre 2015, il Forum Civico Europeo ha invitato ONG, politici e cittadini al Consiglio d'Europa per le Giornate Civiche Europee. Tale evento commemorava i 10 anni di attivismo europeo a favore della democrazia, dell'uguaglianza e della solidarietà. Oltre a prevedere dibattiti e workshop, quest'anno era in concomitanza con la consegna dei Premi Europei per la Cittadinanza Democratica.

"Connect. Think Critical. Act for Change.": questo è l'invito all'azione che spiccava sullo striscione sopra il podio e rifletteva esattamente ciò che il Forum Civico Europeo chiedeva ai partecipanti all'evento. Il Forum Civico Europeo è un network paneuropeo di ONG e associazioni da tutta Europa che mirano a rafforzare lo spazio civico, incrementare la partecipazione civica e aprire un dialogo civile. Questo evento si batte per risvegliare il pensiero critico e spinge i partecipanti a porre sempre nuove domande al fine di trovare nuove idee nella lotta per ottenere più democrazia, uguaglianza e solidarietà in Europa.

 

C'era un'atmosfera speciale al momento dell'ingresso dei partecipanti nell'edificio del Consiglio d'Europa all'inizio della conferenza. "È fantastico essere qui. È un posto dove possiamo davvero sentirci a casa", hanno detto alcuni partecipanti. Questo è il genere di reazione che Antje Rothemund, del Consiglio d'Europa, è felice di sentire. Il Consiglio d'Europa prende molto seriamente il suo impegno di costruire delle sinergie con la società civile, che considera come un partner molto importante.

Lo scopo del primo giorno era discutere sulla reale possibilità di un'Europa solidale. Sono stati fatti molti riferimenti a problemi odierni, tra cui la crisi dei rifugiati. Tuttavia, la presidentessa delle Organizzazioni Internazionali Non Governative del Consiglio d'Europa, Anna Rurka, ha reclamato: "Non si tratta di una crisi dei rifugiati, è una crisi per le nazioni europee che non riescono a portare aiuto e una crisi per le nazioni che vivono un conflitto." Ha spiegato che sarebbe cruciale capire come la società civile possa essere solidale nei confronti dei rifugiati. Gli organizzatori hanno invitato tre rifugiati, dalla Siria e dall'Iraq, affinché le loro voci potessero essere ascoltate. Hanno raccontato la loro esperienza e condiviso il loro desiderio: "Un giorno ti svegli e qualunque cosa bella della tua vita ti è portata via. Chiediamo agli europei di riportare la speranza nelle nostre vite. L'abbiamo persa da troppo tempo."

Il pubblico ascoltava molto attentamente le storie dei rifugiati e l'emozione era palese sul volto di molti di loro. Probabilmente era proprio questa la reazione sperata, forse lo shock del momento del confronto con la realtà è ciò che ci voleva per svegliarci da astrazioni e discussioni teoriche.  Daniele Archibugi, uno dei relatori, ha affermato che dovremmo concentrarci sui conflitti stessi e sulle ragioni che spingono i rifugiati a lasciare i loro stati, facendo notare che sicuramente avrebbero preferito mantenere i loro legami sociali e proseguire la loro vita nelle nazioni d'origine.

Man mano che i dibattiti proseguivano, l'atmosfera si caricava sempre più di emozioni, passione e speranza. "C'è speranza!", insisteva Marta Meloni, una delle laureate dei Premi Europei per la Cittadinanza Democratica. Si è fermata per un attimo, ha guardato le persone davanti a lei e ha ripetuto: "Davvero! C'è speranza!", anche se molte di quelle persone ne erano già convinte. La signora Meloni stava predicando a chi era già credente, ma l'importante era il simbolo. Una personalità, una personalità europea, su un palco, che capisce le paure e le preoccupazioni del suo pubblico.

Molti oratori si lamentano del fatto che la società è frammentata, ma non si interrogano sul ruolo che gioca questa frammentarietà. Secondo Marius Wanders manca una leadership morale. Rurka è intervenuta ribattendo: "Sono d'accordo con il fatto che la società sia frammentata, ma non ritengo che i politici non abbiano idee!"

Il secondo giorno era dedicato a trovare soluzioni pratiche e possibili strumenti da utilizzare. Le discussioni e i workshop vertevano in particolare sulle società che mirano ad essere collaborative, connesse, aperte, inclusive e sostenibili. Secondo Marsida Bandilli, un'altra laureata dei Premi Europei per la Cittadinanza Democratica, trovare un terreno d'intesa in quest'ambito era la parte più intrigante dell'evento. Possiamo davvero dire di usare il nostro spirito critico se siamo sempre d'accordo gli uni con gli altri? E ha aggiunto: "Deve esserci un seguito. Altrimenti non c'è una reale connessione. Altrimenti è solo una bolla di sapone, sono solo parole."

"Il cambiamento parte dai giovani", era il mantra ripetuto da molti dei partecipanti, anche se Matleena Heikkinen, dell'Erasmus Student Network (ESN), considerata l'età media dei partecipanti, dubitava che questo gruppo fosse realmente rappresentato all'evento. Le è piaciuto ad ogni modo entrare in contatto con altre "persone impegnate". Ha spiegato che "non puoi cambiare il mondo con uno schiocco di dita. Devi cercare di fare del tuo meglio" e per farlo è fondamentale il contatto con le altre persone. L'ESN, per esempio, offre un supporto sociale agli studenti Erasmus durante il loro soggiorno all'estero, attraverso il servizio volontario per la comunità nella quale si inseriscono (ad esempio l'aiuto ad un orfanotrofio).

Alla fine, Jan Robert Suesser, Raffaella Bolini e Cristian Pirvulescu, vicepresidenti del Forum Civico Europeo, hanno sottolineato che la catena democratica è rotta, e hanno chiesto come potrebbe essere ricostruita. Hanno concluso con le seguenti parole: "Non dobbiamo per forza trovare una soluzione, ma dobbiamo per lo meno porci la domanda!" L'evento ha dimostrato che connettersi con gli altri, rimanere critici (anche con se stessi) e risvegliare la passione per l'azione sono i modi migliori per sviluppare queste questioni insieme e magari, un giorno, trovare delle risposte.