Giornata del patrimonio: quando i massoni aprono le porte del loro tempio  

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 12 ottobre 2016

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Evergreen delle riviste con poca ispirazione, la massoneria risveglia ancora oggi fantasie oscure e misteriose. In occasione delle giornate del patrimonio, rispettabili «fratelli» ci hanno guidato nel dedalo del Grande Oriente del Belgio. Verdetto: sembra che la massoneria, una volta segreta e potente, sia diventata un Rotary club di provincia.

In genere, la massoneria, società detta «discreta e non segreta», fa comunque ben attenzione a non far entrare «profani» nei suoi templi, i luoghi di riunioni delle «logge» massoniche, in cui regolarmente i membri della confraternita si ritrovano per dibattere d'attualità, scienze, filosofia e filantropia.

Tuttavia, il 17 e 18 settembre, il pubblico è stato invitato a visitare questo discreto edificio in via Laeken. Come avviene per i numerosi luoghi che risvegliano l'immaginario collettiva (cfr. le piramidi egiziane circondate dalle bidonville) la visita al Grande Oriente del Belgio ha causato qualche delusione.

Nata qualche secolo fa nell'ambiente dei costruttori di cattedrali, la massoneria è stata in passato una confraternita segreta. Diventata davvero influente a partire dal XVIII secolo, secolo in cui si diffonde notevolmente negli Stati Uniti, la massoneria deve la sua celebrità al mistero di cui è avvolta. I membri sono tenuti al segreto dal giuramento che fanno ai confratelli di non rivelare né la loro identità, né le decisioni prese nelle famose logge. Al centro del mistero massonico, fonte inesauribile di fantasie, troviamo la cerimonia del rito d'iniziazione che, anche se diversa in base all'obbedienza, si svolgeva più o meno secondo le stesse tappe. La cerimonia simbolizza la morte del profano e la resurrezione dell'iniziato. 

Nonostante sia un'organizzazione non confessionale, ancora oggi la massoneria continua a costruirsi su un linguaggio simbolico che si fonda sui rituali e su una ricca iconografia. Sappiamo che simboli come l'occhio della provvidenza, la squadra e il compasso, il triangolo equilatero appartengono alla confraternita e rappresentano molto più di semplici attributi da muratore e architetto.

"Nel tempio, tutto è simbolo"

Senza cadere nella teoria del complotto massonico, che in generale coinvolge personalità che vanno da Washington a François Hollande, passando per Napoleone, la gita al tempio prometteva di offrire almeno qualche storiella sulle attività e il simbolismo di un sistema che si dice sia il più denso e influente del mondo.

Ascoltare questo «maestro», per giunta architetto, che recitava in modo piatto al nostro gruppetto lo svolgimento di una sessione di lavoro tra fratelli è stata una grande delusione.

In questo splendido edificio in stile egiziano, nel quale ognuno dei tre templi sorge su dodici colonne decorate con scarabei, bassorilievi e stucchi, pavimenti a scacchi, lune e soli su entrambi i lati della squadra e del compasso che contengono la G del Grande Oriente, ci sembrava ci fossero argomenti da spiegare.

Alla domanda dul significato di tutti questi simboli, la nostra guida ha semplicemente risposto che ognuno è libero d'interpretarli come vuole. Non c'è stato nessun commento neanche sull'affresco gigante che rappresenta la costruzione del tempio di Salomone.

Eppure sarebbe stato interessante fornire qualche spunto di riflessione sull'architettura, la scenografia e l'iconografia del luogo. Soprattutto perché il titolo del programma della guida era «Nel tempio tutto è simbolo». Siamo senza dubbio stati in un luogo pieno di significati e ne siamo usciti mogi mogi, molto insoddisfatti.

Vi ringraziamo di lasciare il vostro CV e la lettera di motivazione nella cassetta della posta

Abbiamo raggiunto il culmine della delusione nell'ascoltare le domande che bruciavano le labbra dei visitatori: «Perché siete elitisti? Perché è una società segreta? Come si può diventare membro?». Il nostro interlocutore ha così potuto restare vago, spiegando che conosceva dei fratelli idraulici o elettricisti, che se la società fosse stata segreta non avrebbe aperto le sue porte e oggi noi non saremmo nel tempio, prima di aggiungere che per gli interessati a entrare a far parte della confraternita basta lasciare un CV con lettera di motivazione nella cassetta della posta.

Anche il dibattito semantico sul senso della parola «tempio» e il suo significato nella semiotica massonica, con un prete membro dell'orgnanizzazione, ha dato luogo a una risposta laconica: «é così perché è sempre stato così».

Si è insistito sulle attività filantropiche dell'organizzazione e sulla ricerca dello sviluppo personale attraverso le sedute di dibattito e le conferenze mensili, come in un brutto discorso da team building d'impresa.

Forse i massoni hanno bisogno di una piccola spinta nella comunicazione, dopo aver chiuso le porte per tre anni di seguito in occasione delle giornate del patrimonio. Forse è stata l'occasione per ridorare un blasone ossidato e macchiato dai rumori. O forse la regola del segreto è stata applicata a nostra insaputa.

Ma, dopo tutto, ognuno è libero d'interprtare come vuole i silenzi nei discorsi annacquati della nostra guida massone.