Giornalismo e democrazia

Articolo pubblicato il 04 maggio 2012
Articolo pubblicato il 04 maggio 2012

Senza Giornalisti non c’è Giornalismo, senza Giornalismo non c’è Democrazia, questo è lo slogan con cui lo scorso 3 maggio, giornata mondiale della Libertà di Stampa, mille professionisti della comunicazione si sono riuniti in tutti i capoluoghi spagnoli per rivendicare i diritti all’informazione e alla libertà di stampa, tolti negli ultimi tempi dai tagli strutturali

economici e da quelli di indole ideologica. A Siviglia è stata l’APS a dare il via a quest’azione. 

Il precariato, gli oltre 6.000 licenziamenti nel settore del 2011,il sovraccarico di lavoro nei mezzi di comunicazione sembrano essere le cause principali per le quali la qualità dell’informazione sta svanendo, togliendo prestigio e credibilità ai portavoce dell’opinione pubblica che ha smesso di credere in essa. Inoltre, va sottolineato che il numero più alto di  lavoratori autonomi iscritti nel 2011 (2.098) appartengono stranamente a questo campo.  

In Spagna, così come nel resto d’Europa, la crisi economica aggrava ancora di più la cruda realtà dell’attività giornalistica, motivo con cui si spiega il perché della grande unione storica che l’associazione degli scrittori,molto individualista per tradizione, sta collaudando. Il Manifesto, chiamato “Senza giornalisti non c’è giornalismo e senza giornalismo non c’è democrazia”, è stato letto in tutta la Spagna con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini lo stato allarmante dell’indebolita professione del giornalista. Si sono invitati i poteri pubblici, le imprese di comunicazione e le società generali alla lotta per quella che una volta è stata,e  continuerà ad esserlo, la voce del popolo.   

Clara Fa­jar­do