Germania, United colors of Bundestag

Articolo pubblicato il 20 settembre 2005
Articolo pubblicato il 20 settembre 2005

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Anziché stabilizzare la situazione politica i risultati delle elezioni parlamentari del 18 settembre hanno aumentato la confusione. E rischiano di portare ad un governo instabile e debole.

Non si può certo dire che i tedeschi fossero soddisfatti del governo uscente di Gerhard Schroeder. Ma a quanto pare oggi non sono neanche sicuri di volere al suo posto Angela Merkel: colei che prometteva di sfoderare il suo arsenale di riforme sociali, se fosse divenuta “Cancelliera”. Anziché premiare una maggioranza parlamentare a tinta unica, i tedeschi hanno impugnato una tavolozza di colori. I "neri" Cristiano-democratici della Cdu hanno superato di un pugno di voti i "rossi" socialdemocratici del cancelliere uscente. A uscire vincitori sono i "gialli" liberali della Fdp – che raggiungono il 10% delle preferenze –, così come i “verdi” e i "rossoscuri" del Partito della Sinistra che possono ritenersi soddisfatti del loro 8% di preferenze ciascuno.

Coalizione tricolore o jamaicana? Tutto è possibile

Chi sarà il Cancelliere? Né i conservatori né il governo rosso-verde, incapace d'ottenere la maggioranza dei voti. I partiti devono concludere delle alleanze se vogliono governare. Le combinazioni di colore più incredibili sono ormai realtà: potrebbe uscire una coalizione rosso-nera (Spd e Cdu), oppure una coalizione tricolore (Spd, Verdi e Fdp). Allo stesso tempo, senza bisogno di assumere droghe leggere, possiamo immaginare un'alleanza "jamaicana", dai colori della coalizione che la formerebbe: nero per la Cdu, verde per i Verdi e giallo per l’Fdp. Una coalizione che disporrebbe di seggi a sufficienza per aggiudicarsi le redini del Bundestag, e quindi del Paese.

L'enigma rimane comunque irrisolto: chi sarà il prossimo Cancelliere? Angela Merkel, che ha ottenuto il 3% in meno di Edmund Stoiber, candidato della Cdu alle elezioni del 2002, è la grande perdente di queste elezioni. Gli uomini forti della Cdu (che sono stati eletti al governo delle regioni della Germania federale) potrebbero addirittura rimpiazzarla con un altro candidato al posto di Cancelliere. E nel caso della suddetta alleanza tricolore il nuovo Cancelliere altri non sarebbe che il vecchio Gerhard Schroeder.

La gioia di Ankara

Nessuno in Europa vuole rallegrarsi di queste elezioni incolore. Tony Blair contava su un governo tedesco di coalizione nero-gialla disposta ad appoggiare le sue aspirazioni in favore di un'Europa liberista. Cattive notizie anche per Nicolas Sarkozy, candidato alle presidenziali francesi del 2007. Il quale cercava, alla stregua della Merkel, di riparare alle "pecche dello Stato Sociale"; e dunque sperava in un’eclatante vittoria di quest'ultima. Invano. Solo Ankara può rallegrarsi della situazione. Anche se la Cdu riuscisse a piazzare un membro del suo partito alla Cancelleria, non riuscirebbe comunque ad ottenere voce in capitolo nell'imporre il suo punto di vista in materia di adesione della Turchia all’Ue.

Fiaccata dalla crisi, l'Unione Europea non potrà probabilmente puntare sulla dinamicità di uno degli Stati membri più potenti. La Germania si concentrerà sulla propria politica nazionale per qualche anno, e sarà pertanto incapace d’ispirare ai suoi partner lo slancio di cui hanno bisogno. Certo, nessuno dei partiti papabili per assumere il governo del Paese prevede un cambiamento radicale della politica comunitaria ed estera di Berlino. Ma un governo instabile, dotato di un Cancelliere debole non farà di sicuro miracoli per la costruzione comunitaria. Un passo falso per la Germania. E per l’Europa tutta.