Germania: le idee politiche viaggiano in bus

Articolo pubblicato il 21 settembre 2017
Articolo pubblicato il 21 settembre 2017

Nelle settimane prima delle elezioni, un piccolo manipolo di giovani impegnati nel dialogo e nelle azioni civili ha attraversato la Germania a bordo di un bus per incontrare di persona gli elettori. Berlino è stato il punto di arrivo e il momento per fare un bilancio.

E' un grande bus rosso, impossibile da non notare. In tutte le città dove si è fermato ha fatto parlare di lui. Ed è giusto così...perché era proprio questo il suo obiettivo. Il "Bus degli incontri" è un progetto che mette insieme più associazioni motivate a mettere insieme le loro forze per stimolare un dibattito democratico nel periodo caldo per la campagna elettorale.

Cosa pensano e sentono i tedeschi? Quali sono le loro speranze e le loro paure? Per ascoltarli e aprire un dibattito Shai, Julia e Tilmann propongono un caffé e una piccola pausa ai passanti. Una volta attirate dai colori sgargianti del bus, le persone si siedono attorno ad una tavola imbandita per l'occasione e mangiano una merenda preparata nella cucina allestita all'interno del mezzo. Et voilà, un salone per la discussione è pronto.

Tutte le opinioni sono le benvenute. Tutti i temi vengono trattati senza pregiudizi. Tra quelli che sono sempre saltati fuori: la convivenza e il razzismo. Numerosi sono i pensionati, in cammino per andare al mercato, che si fermano e si lasciano catturare dalla discussione. Si lamentano della loro pensione che non basta mai, del loro sentimento di declassamento, le loro ansie nel vedere il volto del paese cambiare con l'arrivo dei rifugiati. Nell'arco della stessa giornata si passa da persone che sono spaventate a persone che sono impegnate attivamente nell'accoglienza e nell'integrazione.

Dal 4 al 17 settembre il team di una quindicina di partecipanti, in maggioranza ragazzi del mondo dell'associazionismo, ha incontrato più di 500 persone in 13 città differenti.  Le loro azioni sono passate anche attraverso i social network e attraverso un video-diario che raccontava gli eventi della giornata.

Al "terminal" di Berlin, i volontari del progetto hanno tirato le somme attorno a tre assi:  la città, il paese e le speranze per il futuro.  « Quali sono i problemi più sentiti dalle persone e cosa si può fare per rispondere in modo sensato?- spiega Julia Hübner, una partecipante. Quello che vogliamo fare è cercare di trasmettere tutto questo ai nostri responsabili politici».

Il progetto è stato sostenuto dall'organizzazione « Offene Gesellschaft » (società aperta), da fondazioni come la Robert-Bosch-Stiftung, ma anche grazie a un crowdfunding lanciato dai volontari stessi e da un piccolo investimento pubblico del ministero per le Politiche Familiari.

Attraverso la cucina o la musica, con dei piccoli concerti improvvisati, o dei giochi di ruolo è stato facile appassionare le persone. Qualche volta è stato fatto anche l'esperimento "del contatto visivo", ovvero guardare a lungo negli occhi uno sconosciuto in silenzio. Tutte le scuse sono buone per instaurare un dialogo!

E' stata anche un'occasione per le associazioni per fare esperienza sul terreno.  Social Impact Lab de Berlin, i network « Get engaged », Salaam Shalom Initiative, Kleiner Fünf e gli chef di  d’über den Tellerrand hanno tutti dato una mano nel bus. Prossima fermata? Le elezioni del 24 settembre.

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Questo articolo è stato realizzato con il sostegno dell'Office franco-allemand pour la Jeunesse (OFAJ).