Germania: come vivere su una casa galleggiante

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2010
Articolo pubblicato il 08 ottobre 2010
Visto che non ci sono barriere commerciali all'interno dell'Unione Europea, delle barche anonime registrate in Europa possono gironzolare su e giù per le rotte acquatiche europee. Le case galleggianti sono la prova di una nuova tendenza abitativa. Una donna ci racconta la sua storia.

Estelle e Espen vivono in una provincia a nord-ovest della Germania, vicino alla città di Oldenburgo. Espen è attualmente responsabile del reparto qualità nell'ambito della costruzione delle navi tedesche AIDA a Papenburg, mentre Estelle fa lavori occasionali e trascorre la maggior parte della sua giornata lavorando alla loro casa galleggiante, la barca high-tech in acciaio AURYN. La loro versione romantica de La Storia Infinita diventerà realtà nel maggio del 2011, quando veleggeranno in direzione della Norvegia meridionale (Espen è originaria di Vestfold) proseguendo per la Manica, e poi giù verso le Isole Canarie passando per la Francia (Estelle è di Les Hauts de Seine), poi Portogallo e Marocco. E dopo aver navigato attraverso i Caraibi, progettano di fermarsi nelle isole del Pacifico. Ecco l'intervista:

cafebabel.com: Estelle, sei stata sempre interessata al settore nautico?

Estelle: Ci siamo conosciuti frequentando l'università a Southampton, dove ci siamo laureati in geografia marittima e architettura navale. Da lì ci siamo trasferiti sulla costa atlantica francese per lavorare alla costruzione della Queen Mary 2, lavoro che ha spianato la carriera per Espen nel settore della costruzione di navi da crociera. Sono solamente quattro le nazioni in Europa che hanno officine navali in grado di ospitare il cantiere per la costruzione di navi da crociera (Saint-Nazaire in Francia, Papenburg in Germania, Helsinki in Finlandia e altre tre in Italia). Gli è stato offerto un lavoro nel cantiere tedesco e siccome avevamo bisogno di soldi, ci siamo trasferiti qui, altrimenti non lo avremmo neanche preso in considerazione.

cafebabel.com: Cosa c'è di così speciale in una casa galleggiante?

Estelle: Abitare su una barca significa libertà. Se non ti piacciono i tuoi vicini puoi spostarti. Se sei stufo di una nazione puoi cambiarla. Non siamo vincolati dalle bollette, e se ci fosse un problema all'impianto elettrico o idraulico, saremo noi a ripararlo. E' il nostro investimento: sudore, lacrime e risate. Vivere su una barca ti fa sentire piccolo e vulnerabile. Devi piegarti alla furia degli elementi, il mare, il vento e la corrente, tutto ciò ti aiuta a vedere la tua vita in prospettiva. Dopotutto siamo solo minuscole particelle di un grande universo.

cafebabel.com: Dove hai imparato l'arte di navigare?

Estelle: I norvegesi imparano a navigare prima ancora di mettere il pannolino. Abbiamo entrambi completato il nostro esame D5LA presso la Northern Course Norwegian sailing school a luglio del 2010. E' l'equivalente dello Yacht Master britannico. Espen aveva già la licenza nautica norvegese di base, e abbiamo entrambi seguito il corso per skipper RYA day skipper course  qualche anno fa. Ma abbiamo deciso di seguire un sistema norvegese che prevede un solo capitano a bordo e un secondo in comando. Io sono il secondo, mentre il capitano stabilisce i compiti.

cafebabel.com: Cosa suggeriresti, da un punto di vista psicologico, a chi vorrebbe vivere in mare?

Estelle: Psicologicamente avrete dei crolli. I soldi si esauriranno e impiegherete molto più del tempo che avevate previsto per portare a termine ogni compito. Quando non raggiungerete gli obiettivi che vi eravate prefissati, non abbattetevi. Prendete un libro che possa ispirarvi, scritto da chi è partito prima di voi, come il marinaio inglese Robert Knox-Johnston. Immaginatevi già in viaggio. Se non è davvero quello che volete, non fatelo. Se le persone non capiscono il perché vogliate farlo e non vi supportano, diffidatene. Andare per mare è uno degli 'sport' più sociali che possiate fare. Troverete nuovi amici in ogni porto. E' molto più difficile parlare ai propri vicini quando si vive in un edificio di quindici piani di quanto lo sia su di un molo. Inoltre i telefoni satellitari e le radio VHF vi consentono di essere connessi con altre barche e con familiari ed amici. Il mondo è pieno di persone che bloccano i loro istinti di socialità. Secondo la mia esperienza, le persone che vivono in mare non sono state contagiate dal decadimento sociale.

cafebabel.com: Non ti sentirai disconnessa?

Estelle: Il mio ambiente naturale è la barca a cui mi sento molto connessa. Se invece ti riferisci alle comunità e culture locali, ci sarà una inevitabile distanza, dalla quale però si può comunque imparare senza esserne influenzati. Non rimpiangerò di certo quello che mi lascio alle spalle. Questo mondo fatto di globalizzazione e materialismo è l'esatto opposto di ciò che significa vivere su una barca: ovvero semplicità.

cafebabel.com: Com'è una tua giornata tipo?

Estelle: Non ci sono giornate tipo! Ogni giorno è incentrato sulla fotografia e sull'imparare il modo di avviare un'attività prima della nostra partenza prevsita per maggio 2011. Per i prossimi tre mesi dovrò tradurre un manuale tecnico di 120 pagine per una compagnia che realizza software di mappatura. In cambio ci forniranno gratuitamente le mappe digitali e il software per il nostro intero percorso. Diversamente la barca occuperebbe la maggior parte del mio tempo. Spero in un periodo senza piogge, così potremo finire tutti i lavori all'esterno prima che arrivi l'inverno: smerigliare e verniciare il ponte, ingrassare e verniciare il legno, risistemare l'albero e la vela, rivestire la vasca e il gasometro con la fibra di vetro, preparare per l'inverno il motore ed il sistema di riscaldamento, trovare un fornitore per l'acciaio e per una coperture resistente da utilizzare per il pavimento. Stiamo anche decidendo se useremo la barca per fini commerciali oppure no. Ci sono così tanti lavoretti da fare che la lista potrebbe essere infinita. Puoi non pensarci finché non è necessario, ma devi farlo prima che lo diventi.

Case-gallegianti in Europa: tre punti chiave

I Paesi Bassi sono in testa nel fare della casa-galleggiante uno stile di vita. Ce ne sono circa 10.000, di cui 2.400 nella sola Amsterdam, che ospita anche l'unico museo sulle case galleggianti d'Europa.

Secondo l'associazione Proprietari Barche Residenziali, sono in circa 15.000 a vivere su fiumi, canali ed estuari del Regno Unito nel 2009. Le licenze per le residenze galleggianti sono rilasciate dal British waterways board e si deve inoltre pagare una tassa comunale. La casa galleggiante più costosa del Regno Unito è stata acquistata in Francia, si trova a Londra e costa attualmente 1 milione si sterline.

Le leggi dell'Unione Europea stabiliscono che ogni nuova imbarcazione deve essere costruita secondo le direttive per le imbarcazioni da diporto (RCD) e che soddisfino i requisiti di sicurezza. E' possibile introdurre altre barche nell'Unione Europea, ma per rivenderle è necessario che abbiano la marcatura CE.

Foto: per gentile concessione di Estelle