Germania: al primo posto per l’ecologia

Articolo pubblicato il 25 settembre 2009
Articolo pubblicato il 25 settembre 2009
Si cita sempre la Germania come la prima della classe per il rispetto dell’ambiente. È la politica che permette di instaurare delle regole ma, tra buone condotte e temi tabù, il Paese può ancora migliorare.

Seduti ai tavolini fuori da un caffè parigino, Mélanie e Philippe approfittano degli ultimi raggi di sole dividendosi delle fragole. Hanno partecipato al programma televisivo Report Terre, sul canale francese France 5 che ha inviato dieci giovani, dai 20 ai 27 anni, in giro per l’Europa alla scoperta di iniziative ecologiche. Tirando le somme, secondo loro, gli eco-cittadini europei sono tedeschi. Philippe ha apprezzato la purezza dell’aria di Freiburg e Schonau. Mélanie si è, invece, fermata a Monaco di Baviera. Dalla bionade (marca di limonata bio, ndr) al cibo biologico venduto nei treni, passando per i bar specializzati in birre bio, è la presenza ormai naturale dei comportamenti ecologici in Germania che li ha segnati.(C.V)

«In Francia abbiamo tendenza a parlare soprattutto dei Paesi scandinavi, per via dei loro progetti impressionanti», ci dice Philippe, giovane ingegnere. «Ma i cittadini dei Paesi del Nord sono meno sensibili all’ecologia che i tedeschi», fa notare Mélanie che vive in Norvegia. Per trovare una spiegazione a questo comportamento responsabile, i due giovani sottolineano l’importanza della politica. «Il partito dei Verde è più potente che altrove», ricorda Mélanie riferendosi alle ultime elezioni del Parlamento europeo. 

Più del 6 % di energie rinnovabili 

Per Carola Wesbuer che è membro dei Giovani Verdi Tedeschi, non c’è da esitare: «La politica influenza, tramite le leggi, la creazione di tasse», citando immediatamente la legge sull’energia rinnovabile, il fiore all’occhiello dell’ecologia tedesca. «Grazie a lei, dal 2000, la percentuale delle energie rinnovabile è passata dal 6 al 15%». Al pari passo con la politica, il secondo ruolo spetta sia «alle ONG o ai media», sia alle aziende. Messo da parte il prodotto in se stesso, è tutta la gestione dell’azienda che deve essere ecologica: «o smistamento dei rifiuti, l’energia solare, l’uso della bici per recarsi al lavoro…».

Le poste in gioco future? Evitare che agli automobilisti sia permesso di andare a 200 km orari sull’autostrada, la Mercedes che si vanta di costruire delle «Smart ecologiche» allorché sono ancora le grosse cilindrate che vendono di più. Come i Vedi, l’Ong Greenpeace milita per una limitazione della velocità a 120 km orari. «La Germania vive molto della sua industria automobilistica ormai in crisi. È l’occasione di cambiare il corso delle cose», dichiara Philippe. «Bisogna innovare per incitare a consumare in maniera differente».

Economia pseudo ecologica

Questa «economia pseudo ecologica» irrita Mélanie: «Sono stata un po’ delusa di constatare che le motivazioni rimangono più economiche che realmente ecologiche. Ma, se il cambiamento delle mentalità deve passare da qui, perché no in fondo».

A quelques semaines des élections, la campagne contre le changement climatique bat son plein pour influencer le vote des électeurs. Car les contradictions sont encore importantes. A la suite du 27 septembre, les Verts comptent rester centrés sur les points-clés de leur programme : « Investir dans l’énergie renouvelable pour lutter contre le charbon, les centrales nucléaires et la crise économique. Imposer ceux qui gaspillent le plus. Créer un million d’emplois dans les énergies renouvelables, l‘éducation et la santé. » Verdict le soir du 27 septembre 2009.(haikus/flickr)

A qualche giorno dalle elezioni tedesche, la campagna contro il cambiamento climatico è al suo apice per cercare di influenzare gli elettori, perché le contraddizioni sono ancora molte. Dopo il 27 settembre, i Verdi vogliono restare concentrati sui punti chiave del loro programma: «Investire nell’energia rinnovabile per lottare contro il carbone, le centrali nucleari e la crisi economica. Tassare quelli che sprecano di pi. Creare un milione di posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, l’educazione e la salute». Il verdetto è atteso per il 27 settembre 2009 a sera.

Foto: (cc) CoffeelatteCindy B/ etsy.com/shop/MyTelltaleHeart