Georgia fashion week 2011: la Georgia si apre all’Europa

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 14 ottobre 2011
Tra il 13 e il 16 ottobre, Tbilisi splende di glamour invece che per i soliti lampi dei razzi: stilisti, buyer, modelle, modelli e tutto il carrozzone della moda si incontrano nella capitale della Georgia per la seconda edizione della settimana della moda.

"L’idea della settimana della moda non è certo una novità se si pensa a quanti eventi di questo tipo vengono organizzati in ogni parte del mondo", dice Natali Samadalashvili, presidente del Georgian Fashion Group e una delle ideatrici del Georgian fashion week project (GFWP). Una manifestazione frivola, però, è forse più difficile da realizzare in Georgia. "Organizzare eventi legati al mondo della moda, specialmente durante una crisi economica, è complicato". Tuttavia, chi pensa che la moda possa svilupparsi soltanto nei paesi ricchi si sbaglia. "A volte siamo i primi a meravigliarci di come riusciamo a fare tutto questo. Ma qui siamo abituati a creare dal nulla". Magari è lo stile caucasico, o il culto del fai da te; dopo tutto, in Georgia il reddito medio mensile si aggira sui 150 euro.

"La Georgia è pronta per la moda"

L’appuntamento per la seconda settimana della moda di Georgia è al teatro nazionale di Rustaveli Avenue, la versione georgiana degli Champs-Elysées, dal 13 al 16 ottobre. "La Georgia è pronta per la settimana della moda", commenta le fashion blogger Taa Morchiladze, secondo cui la prima edizione, tenutasi a Tbilisi nell’autunno del 2010, è stata un vero successo. "Tantissime persone sono entrate in contatto con le collezioni di stilisti georgiani. La GFW è quasi diventata parte della vita quotidiana. "Si prevede che prenderanno parte all’evento 14 stilisti locali, assieme a ospiti e buyer stranieri. Sembra che anche lo stilista David Koma farà visita al suo paese d’origine. Il designer di appena 24 anni, ex studente del Saint Martins Central College of Art and Design di Londra, è oggi uno degli stilisti preferiti delle passerelle europee.

Per alcuni connazionali di Koma le cose non sono altrettanto facili. La stilista di moda maschile Keti Chkhikvadze ha iniziato la sua carriera in Kazakistan una decina di anni fa. Dopo aver raccolto lì i fondi necessari per dar vita alla propria azienda, è tornata in Georgia, dove ha aperto lo show room The Fashion House. Come osserva Keti, per i giovani stilisti locali la difficoltà principale è trovare degli sponsor. Keti si è accorta che dopo la prima edizione della settimana della moda, il suo nome è diventato più conosciuto. "I clienti erano più interessati ai miei vestiti, ma non ho comunque risolto i miei problemi economici./ Senza essere invitata alle sfilate di moda all’estero, sarebbe problematico per me continuare a lavorare".

Cosmesi politica

Gli stilisti georgiani hanno ancora molta strada da fare prima di riuscire ad affermarsi nella propria regione. La priorità assoluta è conquistare la fiducia dei buyer locali e internazionali. La settimana della moda crea anche una piattaforma sostenibile per il settore della moda in tutta la regione. Ma Keti è davvero convinta che la moda abbia molto da dire in Georgia. "Se lavoriamo, otterremo dei frutti di sicuro", dice. Il suo punto di vista risponde senza dubbio agli obiettivi del governo di Mikheil Saakashvili. La moda è anche un’arma politica. "Qui è impossibile fare qualunque cosa, soprattutto all’estero, senza l’appoggio del governo", spiega Natali Samadalashvili. Forse è per questo motivo che Maka Metreveli, la moglie del capo del parlamento georgiano, fa adesso parte del comitato ufficiale della settimana della moda.

Secondo Natali, la GFW sostiene l’industria locale della moda ma "migliora anche l’immagine della Georgia all’estero". È dal 2008, dai tempi della guerra con laRussia, che la Georgia cerca di rifarsi un’immagine. Dopo la Rivoluzione delle Rose del 2003, la speranze di democrazia suscitate da Saakashvili sono crollate. Le infrastrutture politiche e sociali del paese si sono indebolite e una parte massiccia della popolazione è colpita da povertà ed emarginazione. "Lo scopo della settimana della moda è far sapere a tutto il mondo quanto siano talentuosi e creativi i georgiani", dice Natali. La Georgia è certo un mercato ristretto, ma si spera che cresca."È per questo che esiste il Caucaso del Sud", conclude Natali.

Di Guler Mehdizade e Ovsanna Bagumyan. Questo è il primo di una serie di articoli pubblicati questo autunno dai partner di cafebabel.com, EuroCaucasus News. Il progetto europeo di giornalismo e multimedia per studenti di Armenia, Azerbaijan e Georgia è organizzato da Canal France International (CFI). Leggi maggiori informazioni nel blog del progetto.