Gated community: la prigione dorata dei ricchi

Articolo pubblicato il 02 novembre 2012
Articolo pubblicato il 02 novembre 2012
A due passi da Genk e Hasselt, una gated community diventa la residenza più lussuosa del Belgio. Progettata come un villaggio vacanze blindato, ospita persone benestanti e uomini d’affari ricchi sfondati, ossessionati dalla sicurezza e dalla privacy. Per Cafebabel, un reportage da una prigione dorata, dove la paura trova conforto nell'innovazione tecnologica.

Tutto è appositamente studiato per limitare i contatti umani, dalle mura fino alle inferriate e alle siepi. Sui tetti, ci sono telecamere di sorveglianza. È impossibile varcare le cancellate senza disporre di un codice d’accesso o senza conoscere qualcuno che vi abita. All’interno, si trova un parcheggio sotterraneo, sempre aperto, con un parco macchine degno di un sultano. Da qui un ascensore conduce direttamente all’appartamento, in modo da non incrociare il vicino della porta accanto. Una volta dentro, non dimenticate di chiudere a chiave la porta blindata! Un chiavistello come quello di una cassaforte permetterà, infine, di sentirsi davvero sicuri in casa propria. È questo ciò che avviene nella Gated community della Bokrijkpark residentie, nel cuore del Belgio.

Qui, in cinquanta appartamenti, vivono circa centotrenta persone che cercano tranquillità e sicurezza. Una fortezza, dove ci sono pochissimi bambini, perché la maggior parte dei residenti sono pensionati o uomini d’affari appassionati di “nomadismo internazionale”, ma soprattutto gente smaniosa di sicurezza. Tuttavia, Lenders & Partners, lo studio di architetti che ha ideato il progetto, non ha diffuso un clima di psicosi nella residenza: nessuna pattuglia di uomini armati, né fili spinati, né tanto meno punti d’osservazione. Tuttavia, anche se a Bokrijkpark siamo lontani dai livelli del film "La Zona", la tranquillità ha comunque un prezzo: quello della frattura sociale.

Musica in ascensore, BMW e stato di polizia

Nel parcheggio sotterraneo privato, viene diffusa musica ventiquattro ore su ventiquattro! È come un’ulteriore rassicurazione

Vian Vianen è originario dei Paesi Bassi e due anni fa ha attraversato la frontiera per trasferirsi in Belgio. È stato subito attratto da questo quartiere separato da tutto il resto. A settantadue anni, si considera più vulnerabile di prima ad eventuali aggressioni ed è per questa ragione che ha deciso di stabilirsi in uno dei sei edifici racchiusi da pareti di lillà. "Qui sto bene, mi sento sicuro, non devo preoccuparmi di nulla. Tutto è pensato in modo da sentirci pervasi da un senso di sicurezza. Pensa, ad esempio, che abbiamo un parcheggio sotterraneo privato in cui viene diffusa musica ventiquattro ore su ventiquattro! È come un’ulteriore rassicurazione, sebbene il rischio di aggressione qui sia quasi nullo". L’aspetto paradossale è che Vian non considera l’altissima probabilità di essere vittima di aggressioni in città come Genk o Hasselt."Ma alla fine", prosegue, "non si sa mai!". Christina Wanten, una dinamica cinquantenne, abita qui per motivi più o meno simili. "Viaggio molto e vivo sola. Quando torno da Singapore, Hong Kong, New York o da altre megalopoli frenetiche, mi piace ritrovare la calma e qui è considerata quasi una religione". Christina confessa di non sentirsi spesso a suo agio al pensiero della propria condizione di vita. "Sapete, io vivo sola e guadagno molto, infatti ho una grossa BMW. Il mio successo potrebbe scatenare gelosie e non ho un uomo che mi protegga. Posso finalmente dire che i muri di cinta e le telecamere rappresentano una sorta di marito!".

Francis Haumont, avvocato specializzato in sviluppo del territorio, ha un’opinione piuttosto incerta sul ghetto dorato. Da un lato, non comprende coloro che vanno in cerca della frattura sociale. "La cesura con il resto del mondo non è la giusta soluzione, così come non lo è l’instaurazione di uno stato di polizia, che non risolve nulla. È attraverso il dialogo e la creazione del cosiddetto 'stare insieme' che possiamo sperare di vivere in pace. Non costruendo muri". Eppure, il simpatico avvocato non scorge alcuna disposizione legale in grado di porre un freno all’espansione del fenomeno. "Tutti hanno il diritto di insediarsi qui, non vi è nessuna violazione della costituzione. Ma il denaro crea discriminazioni e se le gate community si estendessero, bisognerebbe applicare delle misure adatte". Francis Haumont si augura che prima di tutto le autorità lascino libere le persone di scegliere dove vivere.

L'autarchia dei ricchi in Vallonia

Maximmo-Era, un’agenzia immobiliare di Genk responsabile del progetto, respinge bruscamente quelli che considera solo discorsi allarmistici. Jos Schellens, direttore dell’agenzia, ci tiene a spiegarsi: "I nostri clienti sono fortunati. I prezzi degli appartamenti vanno spesso dai 750.000 al milione di euro. A questi si aggiungono oneri di 350 euro al mese per la sicurezza. Per acquistare un parcheggio bisogna sborsare altri 20.000 euro e l’ammontare totale diventa molto alto. Ci informiamo riguardo alle persone che acquistano da noi e vogliamo sapere da dove provengono i fondi. In questo modo sbarriamo la strada a un certo tipo di clientela".

I nostri clienti sono fortunati. I prezzi degli appartamenti vanno spesso dai 750.000 al milione di euro.

Sembra che l’autarchia non sia vista di buon occhio in Vallonia. La regione vallone si preoccupa del fenomeno che inizia a estendersi in tutta Europa. Il parlamento vallone era incandescente il 22 settembre scorso. L’assemblea sottolinea che secondo la legge "la regione vallone è il territorio di tutti i suoi abitanti", eppure, tale regione non si è opposta a un progetto di gated community a Messancy, vicino al Lussemburgo. Tuttavia, questo progetto non è stato portato a compimento per mancanza di fondi da parte dei promotori. In ogni caso, in un mondo in cui i muri crollano, le barriere cadono e i popoli si mescolano, le gated community sono come un miraggio in una realtà globalizzata. Un miraggio che finisce per attirare viaggiatori disorientati e ancora impauriti dal diverso. 

L'autore di questo articolo scrive sul suo sito ufficiale con il nome di Revizor.

Foto: copertina (cc) pensiero/flickr (sito ufficiale) Nel testo: residenza © sito ufficiale Bokrijkpark residentie, manifesto La Zona © sito ufficiale del film; video: (cc) BigIdeaInc/YouTube