G20: spazio ad un futuro diverso?

Articolo pubblicato il 30 marzo 2009
Articolo pubblicato il 30 marzo 2009

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La stampa europea commenta il comportamento dei leader mondiali al vertice di Londra. Timori per la mancanza di una visione comune e critiche a Sarkozy. La rassegna stampa di Eurotopics.

Gândul, Romania

©eurotopicsIl quotidiano rumeno Gândul parla del clima teso – e inatteso – del G20: «Due fattori esplosivi hanno minato le negoziazioni: le differenze d’opinione dei partecipanti – per quanto riguarda la riforma del sistema finanziario internazionale – e le cattive notizie in arrivo dall’economia mondiale per quanto riguarda le ripercussioni politiche e sociali del vertice. La crisi mette in difficoltà i governi e porta le persone in strada a manifestare. (…) Non si potrà bloccare la crisi se non si combattono le sue cause, cioè la grande differenza tra l’economia reale e quella finanziaria».

Les Echos, Francia

Secondo il giornale economico francese Les Echos, i capi di stato e di Governo hanno tutti obiettivi diversi al G20 di Londra: «Sono tutti concordi nel sostenere che questo G20 non deve fallire (…) Ma appare subito evidente che questo vertice è soprattutto “venti io”. Barack Obama viene a predicare la buona novella a degli europei un po’ intimoriti; Nicolas Sarkozy vuole mettere ordine nel capitalismo; Hu Jintao vuole che la Cina sia finalmente riconosciuta come uno dei grandi timonieri internazionali. Si potrebbe andare avanti con la lista con Gordon Brown che tenterà di presentarsi come il salvatore dell’economia mondiale e mantenere, così, il suo posto alla guida dell’Inghilterra, o con un’Angela Merkel preoccupata, soprattutto, di evitare ai suoi compatrioti di rivivere l’incubo dell’iperinflazione. Di fronte alla prima recessione globale del dopo guerra che può fare quest’ammasso di voci scomposte?» 

©Room1834/flickr

The Independent, Regno Unito

Il quotidiano progressista The Indipendent nota che Francia e Germania stanno cercando di rubare la scena all’Inghilterra sa l G20: «L’obbiettivo – in ritardo e troppo mediatizzato – dei dirigenti delle due più grandi economie nazionali fa apparire sotto un altro angolo il progetto di gestione dell’economia mondiale. L’associazione di un nuovo Presidente americano alla Casa Bianca, di una Cina in pieno slancio, di una Russia più disponibile e di un’alleanza franco-tedesca più forte è un segno di cambiamento. Ieri gli Usa e l’Inghilterra sono sembrati improvvisamente più piccoli, la Cina più grande e l’Europa continentale una potenza con la quale si dovranno fare i conti. Oggi una ridistribuzione del potere potrebbe sembrare illusoria se si considera un piano d’azione centrato sugli Stati Uniti o sulla Gran Bretagna. Se cosi non fosse potremmo pensare a un futuro diverso».

De Morgen, Belgio

Il quotidiano De Morgen sostiene che al G20 si è creato un nuovo fronte tra, da una parte, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, e dall’altra Barack Obama: «La visione americana secondo la quale il mercato libero e senza regole è più vantaggioso e longevo e che bisogna limitare al minimo le imposizioni morali ai super bonus e altri tipi di guadagno. Questo non piace a Sarkozy che preme per ottenere una regolamentazione del mercato globale (…). Esiste effettivamente il pericolo che le differenze di opinione portino a una dichiarazione finale senza effettivi contenuti. Sarebbe un peccato. In effetti, solo qualche mese fa, quando le conseguenze della catastrofe apparivano chiare, molti politici speravano che questo vertice portasse ad una nuova Bretton Woods, con regole più ferree per il mondo della finanza».

Cinco Días, Spagna

Il giornale economico Cinco Días commenta la minaccia del Presidente francese Nicolas Sarkozy di lasciare il G20 se non vedrà risultati sul controllo dei paradisi fiscali come spererebbe: «L’accento teatrale posto sui paradisi fiscali è doppiamente ironico. Prima di tutto perché non ha nulla a che fare con la crisi attuale. E, secondo, perché la Francia protegge alcune delle mecche di questi investimenti in Europa : Andorra e Monaco. (…). Visto che solo un terzo degli elettori francesi sembra soddisfatto del suo operato, Sarkozy potrebbe cercare di fare qualcosa di grande. Un atteggiamento di questo tipo indicherebbe che ha ancora molto da imparare su come ci si comporta sulla scena internazionale. Ma la sua minaccia è già puerile, se non irresponsabile. È il momento, per il Presidente francese, di diventare adulto».

Rassegna stampa del 2 aprile.