Fuck For Forest: il porno diventa ambientalista

Articolo pubblicato il 13 novembre 2015
Articolo pubblicato il 13 novembre 2015

Esistono vari modi per salvare la foresta pluviale: comprare una cassa di birra Krombacher, fare donazioni a un'organizzazione ambientalista oppure… scaricare un porno. Sì, avete letto bene. L'iniziativa Fuck For Forest divulga contenuti pornografici e organizza performance erotiche per proteggere la foresta pluviale. Ina, un'attivista berlinese, ci parla di questo curioso progetto.

Fuck For Forest (FFF), nasce nel 2005 in Scandinavia. Leona Johansson e Tommy Hol Ellipsen, norvegese lei e svedese lui, stavano esplorando la loro sessualità di coppia, e in comune avevano anche un grande amore per la natura. Proprio questo ha ispirato in entrambi l'idea di fondare Fuck For Forest. «Perché non usare, una buona volta, il vecchio motto "Sex sells" per una giusta causa?» mi spiega Ina. All'inizio il progetto era di piccole dimensioni. Poi, dieci anni fa, gli attivisti hanno spostato la loro sede a Berlino. Da allora Fuck For Forest non ha smesso di crescere. Nel frattempo è nato un secondo gruppo in Messico. Ma Ina aggiunge: «Non è facile dare una definizione unica e costante a FFF, perché ogni attivista deve avere la possibilità di mettere in pratica le proprie idee».

Il sesso è parte della natura

Tutto molto bello, ma mi chiedo: come si salva la natura con il sesso? «La sessualità non fa parte della nostra natura?», controbatte Ina. Piano piano, inizio a capire quali sono le motivazioni degli attivisti di FFF. «Il sesso è radicato nella nostra natura,» insiste l'attivista berlinese. Un altro scopo dell'organizzazione, infatti, è quello di cambiare l'immagine che l'opinione pubblica ha della nudità e della sessualità. Oltre ai porno, sulla homepage del sito di FFF, gli attivisti organizzano molte performance artistiche di strada, per lo più come mamma li ha fatti. Quando le chiedo se così facendo non offendono il pubblico pudore, Ina mi risponde: «Credo che il dialogo su questi temi sia fondamentale per ottenere una società più tollerante».

Il funzionamento della piattaforma online è semplice: gli attivisti condividono gratuitamente le loro foto e i loro video porno. Nella homepage, i sostenitori possono richiedere la password di accesso in cambio di una donazione mensile. «Contrariamente a un porno tradizionale, noi possiamo garantire che tutti i partecipanti si sono divertiti davvero nel produrre il materiale,» chiarisce l'attivista. Nessuno riceve un compenso o delle istruzioni. Sono mostrate delle esperienze sessuali autentiche. FFF usa il denaro raccolto per diversi piccoli progetti di protezione ambientale. «La maggior parte riguardano il Sud America e si occupano di temi come il rimboschimento, la conservazione degli habitat naturali e la protezione della flora e della cultura locali,» racconta Ina.

Poca fiducia nelle politiche climatiche

Fuck For Forest è un'organizzazione non profit, per cui nessuno riceve uno stipendio fisso. Una parte del ricavato è spesa in attività ben precise come il volantinaggio, le performance o l'organizzazione di un progetto. Ad esempio La Manzano Podrida (la mela marcia) è uno dei progetti messicani. Gli attivisti hanno acquistato circa 27 ettari di foresta ben conservati e li ha posti sotto la propria tutela. Ina precisa: «Vogliamo anche istituire un centro informazioni sulle piante medicinali con un giardino privato».

In occasione della Conferenza globale sul clima COP21 (che si terrà a Parigi tra novembre e dicembre), gli attivisti non hanno ancora organizzato nessun evento: «Temo che per questa volta dovremo mettere l'appuntamento in lista di attesa, perché a dicembre è previsto lo spostamente della sede di Berlino». Fuck For Forest ha le idee chiare su cosa aspettarsi da una politica climatica che propone il cambiamento. «Ovviamente, speriamo in risultati positivi. Ci dovrebbero essere molto più controllo e trasparenza a livello internazionale per quanto riguarda luoghi e condizioni di produzione». Ma la loro fiducia nei politici è limitata, dal momento che proprio la politica attuale è stata alla base della creazione di Fuck For Forest.

_

Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.

_

Tradotto dalla redazione locale di cafébabel Torino.