FRANCIA: 50 SFUMATURE DI SCIOPERO

Articolo pubblicato il 06 luglio 2014
Articolo pubblicato il 06 luglio 2014

Come ogni anno, appena arriva la bella stagione, la Francia viene scossa dai movimenti di protesta. Quest'anno sono i protagonisti principali dei notiziari assieme alla Coppa del Mondo. SNCF, precari, proprietari di locali. I "ribelli" sono così tanti sorgono spontanee due domande: i francesi scioperano di più che in passato? E più spesso rispetto agli altri europei?

Se vi tro­va­te a Pa­ri­gi da qual­che gior­no, avre­te sen­z’al­tro do­vu­to aspet­ta­re pa­rec­chio prima di pren­de­re il treno, vi sa­re­te la­men­ta­ti dopo aver sa­pu­to che forse il vo­stro fe­sti­val pre­fe­ri­to sa­reb­be stato an­nul­la­to e avre­te ma­ga­ri do­vu­to cam­bia­re i vo­stri piani per­ché il bar sotto casa non par­te­ci­pe­rà alla festa della mu­si­ca. I cori delle pro­te­ste so­cia­li ri­schia­no di di­ven­ta­re la nuova hit del­l’e­sta­te fran­ce­se.

Il dop­pio di quan­to si pensa

Qual­che tempo fa la SNCF (la So­cie­tà Na­zio­na­le delle Fer­ro­vie dello Stato fran­ce­si) cha con­clu­so lo scio­pe­ro più lungo dal 2010. I pre­ca­ri del mondo dello spet­ta­co­lo con­ta­no di stra­vol­ge­re l’or­ga­niz­za­zio­ne dei prin­ci­pa­li fe­sti­val esti­vi, uno su tutti quel­lo di Avi­gno­ne. Al di là delle sin­go­le ri­ven­di­ca­zio­ni -trop­pe e trop­po varie per es­se­re qui men­zio­na­te in ma­nie­ra esau­sti­va- come ogni anno, non ap­pe­na il ter­mo­me­tro su­pe­ra i 20 gradi, la Fran­cia torna fe­de­le al fa­mi­ge­ra­to culto dello scio­pe­ro. Tut­ta­via, se la tra­di­zio­ne sus­si­ste, le do­man­de per­si­sto­no. E sono po­chis­si­me le (va­li­de) ri­spo­ste alle que­stio­ni uni­ver­sa­li: i fran­ce­si scio­pe­ra­no più che in pas­sa­to? E più spes­so ri­spet­to agli altri paesi eu­ro­pei?

Se da un lato i con­flit­ti col­let­ti­vi danno ai media fran­ce­si e stra­nie­ri pane per i loro denti, dal­l’al­tro sono rari i mo­vi­men­ti so­cia­li che di­mo­stra­no un’im­pre­ci­sio­ne sta­ti­sti­ca così lam­pan­te. In Fran­cia, per­si­no l’or­ga­ni­smo pre­di­spo­sto a ela­bo­ra­re e dif­fon­de­re i dati sta­ti­sti­ci re­la­ti­vi agli scio­pe­ri – la Dares (l’I­sti­tu­to fran­ce­se di ri­cer­che, studi e sta­ti­sti­che) ri­co­no­sce­va già nel 2008 in un do­cu­men­to in­ti­to­la­to “Ana­li­si degli scio­pe­ri nelle im­pre­se” che il di­spo­si­ti­vo di mo­ni­to­rag­gio degli scio­pe­ri “rap­pre­sen­ta da tempo un pro­ble­ma” e che fino agli anni 2000 “la fonte am­mi­ni­stra­ti­va (cioè, l’I­spet­to­ra­to del La­vo­ro ndr) aveva in real­tà sot­to­sti­ma­to di oltre la metà la quan­ti­tà di gior­na­te di non-la­vo­ro”. In breve, le gior­na­te di scio­pe­ro dei fran­ce­si erano in real­tà il dop­pio di quel­le di­chia­ra­te.

nella neb­bia sta­ti­sti­ca

Per cor­reg­ge­re il tiro di ben tre de­cen­ni di lieve er­ro­re, la Dares si serve ormai di un nuovo me­to­do. Oggi, in ma­te­ria di con­flit­ti col­let­ti­vi del la­vo­ro, il prin­ci­pa­le in­di­ca­to­re sta­ti­sti­co è di­ven­ta­to il vo­lu­me annuo di “gior­na­te in­di­vi­dua­li non la­vo­ra­te” (in fran­ce­se ab­bre­via­to con JINT). Sem­bra però che que­sto si­ste­ma non sia molto amato: le ul­ti­me cifre pub­bli­ca­te sul sito della Dares (al­tri­men­ti ir­rag­giun­gi­bi­li ndr) ri­sal­go­no in­fat­ti al 2007 (ma sono re­gi­stra­te in uno stu­dio del 2009 ndr) e par­la­no di 128 JINT ogni 1000 la­vo­ra­to­ri. Non c’è quin­di al­cu­na pos­si­bi­li­tà di col­lo­ca­re tem­po­ral­men­te que­sti dati, poi­ché gli studi pre­ce­den­ti non si ba­sa­va­no sullo stes­so me­to­do di cal­co­lo. Per sa­pe­re se i fran­ce­si scio­pe­ra­no di più che in pas­sa­to, ap­pun­ta­men­to al 2015. La Dares in­fat­ti con­du­ce la sua in­da­gi­ne sulle di­ver­se forme di con­flit­to del la­vo­ro ogni 6 anni.

Stes­sa sto­ria se vo­glia­mo col­lo­ca­re i dati geo­gra­fi­ca­men­te. Vari studi hanno in­fat­ti già sot­to­li­nea­to l’as­sen­za di uno stan­dard eu­ro­peo per quan­to ri­guar­da i dati sui con­flit­ti del la­vo­ro. So­la­men­te le sta­ti­sti­che com­pa­ra­ti­ve ela­bo­ra­te dall’Or­ga­niz­za­zio­ne In­ter­na­zio­na­le del La­vo­ro (ILO) ri­sul­te­reb­be­ro af­fi­da­bi­li. Se non fosse che l’ul­ti­ma in­da­gi­ne sul dia­lo­go so­cia­le ri­sa­le al 2005 ed è de­di­ca­ta esclu­si­va­men­te al col­lec­ti­ve bar­gai­ning (tra­du­ci­bi­le con “con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va”), che rap­pre­sen­ta il pro­ces­so tra­mi­te il quale i sin­da­ca­ti e le or­ga­niz­za­zio­ni pa­dro­na­li giun­go­no ad un com­pro­mes­so. Al­l’in­ter­no di que­ste con­trat­ta­zio­ni gli scio­pe­ri co­sti­tui­sco­no un ele­men­to ben poco si­gni­fi­ca­ti­vo. Altra al­ter­na­ti­va: la Fon­da­zio­ne eu­ro­pea per il mi­glio­ra­men­to delle con­di­zio­ni di vita e di la­vo­ro di Du­bli­no (Eu­ro­found). At­tra­ver­so la me­dia­zio­ne di un or­ga­ni­smo chia­ma­to EIRO, que­sta fon­da­zio­ne ha com­mis­sio­na­to nel 2010 uno stu­dio che ri­pren­de gli stes­si re­fe­ren­ti sta­ti­sti­ci della Dares fran­ce­se (i JITN). Da tale stu­dio è emer­so che, du­ran­te il pe­rio­do 2005-2009, la Da­ni­mar­ca si è ag­giu­di­ca­ta il primo posto nella clas­si­fi­ca eu­ro­pea delle gior­na­te non la­vo­ra­te (159,4), se­gui­ta a poca di­stan­za dalla Fran­cia (132 ma cal­co­la­te nel pe­rio­do 2005-2008), e dal Bel­gio (78).

Una scom­mes­sa prima dei ri­go­ri

Da al­lo­ra, più nulla. Ep­pu­re, negli altri paesi vi­ci­ni, è molto meno com­pli­ca­to sa­pe­re il nu­me­ro (re­cen­te) delle gior­na­te di scio­pe­ro. In Ger­ma­nia basta an­da­re sul sito del­l’A­gen­zia Fe­de­ra­le per l’Im­pie­go (Bun­de­sa­gen­tur für Ar­beit), che rac­co­glie il nu­me­ro di pre­av­vi­si di scio­pe­ro di ogni azien­da con più di 10 di­pen­den­ti. Pochi click ed è pos­si­bi­le sa­pe­re che i te­de­schi ne hanno an­nun­cia­ti ben 1384 solo nel 2013. Lo stes­so vale per la Spa­gna: il sito della Con­fin­du­stria spa­gno­la (CEOE) pub­bli­ca (in modo in­com­ple­to, certo, ma re­go­la­re ndr) il nu­me­ro di scio­pe­ri tra gen­na­io e apri­le 2014, che equi­va­le a 389.

Prima di riu­sci­re a sa­pe­re se i fran­ce­si oggi scio­pe­ra­no più che in pas­sa­to, si fa­reb­be in tempo ad at­tra­ver­sa­re la Fran­cia in treno in pieno mo­vi­men­to SNCF. E sa­pe­re se i fran­ce­si scio­pe­ra­no più degli altri eu­ro­pei è un po’ come scom­met­te­re sulla vit­to­ria di una squa­dra prima dei calci di ri­go­re.