Flottiglia della libertà: un'onda europea si avvicina a Gaza

Articolo pubblicato il 10 marzo 2011
Articolo pubblicato il 10 marzo 2011

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Appena un anno dopo l'assalto da parte delle forze israeliane della flottiglia della libertà che si stava dirigendo a Gaza, facendo 19 morti e decine di feriti, gli attivisti europei e mondiali per i diritti dell'uomo nella striscia di Gaza ci riprovano: i porti europei vedranno le navi della seconda flottiglia della libertà levare l'ancora verso i territori palestinesi per portare aiuti
umanitari e chiedere la fine del blocco israeliano nella regione. Partenza prevista nel mese di maggio.

Durante la seconda metà del mese di maggio, in una data non ancora decisa, diverse imbarcazioni provenienti da tutto il mondo e soprattutto dall'Europa si riuniranno in angolo del Mar Mediterraneo, per poi ripartire alla volta di Gaza. Decine di organizzazioni europee riunite nella Coalizione della flottiglia della libertà per Gaza, hanno lanciato un progetto comune per ritentare l'impresa della Freedom Flotilla, attaccata il 31 maggio del 2010 dall'esercito israeliano, in acque internazionali. Il loro è un messaggio politico, umanitario e solidale. Politico, per denunciare e violare il blocco di Gaza e chiedere il rispetto del diritto internazionale; umanitario, per portare aiuto materiale a una popolazione privata di beni di prima necessità; solidale, per mostrare al popolo palestinese che non è solo nella sua sofferenza

La società civile compensa l'inazione dei governi

Al centro di questa campagna, vi è una forte presa di coscienza: "Noi, cittadini, ci stiamo mobilitando perché i governi non lo fanno, o in ogni caso non lo fanno abbastanza: tocca ora alla società civile prendersi carico di far cambiare le cose", dice Maxime Guimberteau, responsabile della comunicazione per la Plateforme Palestine, il comitato che riunisce diverse associazioni ed organizzazioni non governative francesi per la Palestina.

"Les gens sont sensibles à la cause et nous soutiennent. Nous recueillons environ 20.000€ par semaine", affirme Maxime GuimberteauSebbene la Grecia e la Svezia siano i leader di questa campagna, le iniziative di questi due paesi hanno trovato rapidamente un enorme riscontro internazionale. In un tempo molto breve, grazie quasi interamente alla partecipazione dei cittadini, più di venti paesi hanno creato una campagna avente un unico obiettivo: portare una propria imbarcazione nella flottiglia Freedom II. I canadesi e gli americani hanno già la loro imbarcazione, i turchi riparano quella, molto danneggiata, che era stata vittima del triste epilogo della prima flotta. La Malesia e l'Australia hanno rapidamente aderito al progetto. In Italia, l'imbarcazione porterà il nome di Stefano Chiarini, giornalista del Manifesto che aveva dedicato la sua vita alla solidarietà per i palestinesi e per tutti i popoli oppressi. La Spagna, forte dell'adesione di quasi 250 organizzazioni, così come di numerose celebrità, prepara la partenza di due imbarcazioni che possono ospitare 200 persone e 2000 tonnellate di aiuti umanitari.

Tour de France per Gaza

L'Europa è onnipresente con l'adesione, oltre ai paesi già citati, della Germania, della Norvegia, del Belgio, della Scozia, della Danimarca, dei Paesi Bassi, dell'Irlanda e della Svizzera. Numerose istanze di lavoro comune tra i paesi europei sono organizzate dal Coordinamento Europeo dei Comitati per la Palestina: riunioni preparatorie della seconda flottiglia della libertà si sono già svolte a Madrid, Roma e Atene.

In Francia, la mobilitazione della società civile si vede dal successo del Tour de France per Gaza, organizzato dal 2 al 26 febbraio e volto a sensibilizzare i cittadini e raccogliere fondi necessari all'acquisto dell'imbarcazione. Maxime Guimberteau, che ha partecipato alla prima settimana del tour, non ha smesso di sorprendersi piacevolmente dell'appoggio dei francesi: "Ovunque andiamo, siamo ben accolti. Le persone sono sensibili alla causa e ci sostengono. Noi raccogliamo circa 20 000 euro a settimana e l'85% di questa somma è rappresentata da donazioni di privati: di questo passo, saremo in grado di rispettare le scadenze e far partire l'imbarcazione a maggio ".

Tunisia, Egitto, Libia: segnali incoraggianti

 Quale trattamento sarà riservato alle imbarcazione che arriveranno da tutta Europa sulle coste israeliane?Certamente, la situazione geopolitica in Medio Oriente e in particolare la fine del regime di Mubarak in Egitto, porta un nuovo soffio di speranza alla causa palestinese: "Gli egiziani e i tunisini hanno mostrato la forza rivoluzionaria della società civile quando si mobilita per i suoi diritti. Hanno realizzato ciò che si riteneva impossibile anche solo tre mesi fa", dice Maxime. Anche per il successo della missione della flottiglia Freedom II queste circostanze sono incoraggianti: "Speriamo che i cambiamenti in Egitto aumenteranno la pressione su Israele per fare passare le imbarcazioni", aggiunge.

"Chiediamo rispetto dei diritti di ogni essere umano, indipendentemente della sua identità e sesso, nazionalità, cittadinanza, religione o lingua"

Tuttavia, se è vero che la causa palestinese ha assunto un ruolo simbolico, sia di unità che di divergenza tra i paesi arabi oggi in lotta per la libertà, la carta della flottiglia Freedom II afferma nelle sue prime linee che sarà là per chiedere "il rispetto dei diritti di ogni essere umano, indipendentemente della sua identità e sesso, nazionalità, cittadinanza, religione o lingua". E' fuori discussione quindi cercare un sostegno particolare soprattutto tra i simpatizzanti delle rivendicazioni "arabe". Sebbene l'esito della crociata umanitaria sia ancora incerto, essa riporta già una prima vittoria: donne e uomini europei di cultura e convinzioni politiche differenti si sono riuniti per affrontare il fallimento dei governi ed ai risultati insufficienti dell'azione dell'Unione Europea sulla questione palestinese. "Siamo tutti insieme, europei, mobilitati contro il blocco", conclude Maxim.

Per sostenere l'iniziativa "una imbarcazione francese per Gaza", visitate il sito ufficiale della campagna.

Foto: home-page : (cc)http://edo.medicks.net/flickr ; opération petit navire : cortesia di Plateforme Palestine ; Freedom Flotilla : (cc)freegazaorg/flickr