Fiume Kifissos, da divinità a spazzatura: l'arte lo resuciterà?

Articolo pubblicato il 16 agosto 2011
Articolo pubblicato il 16 agosto 2011
Se chiedete ad un ateniese di parlarvi del fiume Kifissos (Cefiso in italiano), ascolterete per lo più solo leggende.
Accade la stessa cosa anche a Yvonne Senouf e Corinne Weber, le menti creative della piattaforma artistica internazionale “MELD”, da cui nasce il progetto Nero: performance artistiche per un fiume scomparso, ovvero come affrontare in modo creativo la questione dell’urbanizzazione e dell’inquinamento.

"Nella mitologia greca i fiumi erano dèi e per questa ragione erano incredibilmente sacri. Oggi sono solo delle discariche a cielo aperto". Quando Yvonne inizia a parlare del destino del fiume Kifissos, si nota come sia innamorata di Atene, ma anche come sia dispiaciuta per la città. La incontro con Corinne nel suo appartamento nel quartire ateniese di Pangrati, non distante dallo stadio Panathinaiko e dal parco della città. “Il fiume Kifissos emerge in ogni singolo problema riguardante la città, dall’antichità ai giorni nostri”, afferma Yvonne.

Resti del fiume Kifissos ad AteneDa quando il fiume fu coperto dal cemento in occasione dei Giochi olimpici del 2004, non c’è praticamente più niente da vedere ed è facile capire come Kifissos sia ormai diventato solo un mito urbano. Il fatto che sia scomparso non rappresenta solo un problema estetico, ci sono state infatti conseguenze molto concrete, come l’aumento della temperatura e il peggioramento della qualità dell’aria nell’area interessata. Mentre Yvonne e Corinne scavavano nella memoria collettiva degli ateniesi alla ricerca di storie sul Kifissos, ha preso vita l’idea del progetto Nero, la prima azione artistica della neonata piattaforma MELD in cui scienziati e attivisti si confrontano in diversi progetti.

Parigi, New York, Atene: culla del progetto artistico 2.0

Davanti alla porta di casa si sente il rumore del traffico senza sosta, ma l’appartamento di Yvonne, decorato con ghirlande di fiori indiane, sembra un’oasi verde grazie al suo piccolo giardino. Tutto iniziò due anni fa, quando Corinne, che in passato ha lavorato come direttore creativo con Sam Mendes e Alejandro Gonzalez Inarritu, voleva ritrovare il suo equilibrio tra Parigi e New York.

Fondatrici di MELDGiusto il tempo di una telefonata e Yvonne, produttrice di “creative concepts”, era pronta per essere coinvolta nel progetto e un attimo dopo si era già trasferita ad Atene. Skype ha permesso di raccogliere tutte le idee che sono ora alla base di MELD: “MELD non è solo una piattaforma artistica, ma anche una filosofia di vita da cui prendono piede il lavoro collettivo e parte delle idee. MELD dovrebbe ispirare la gente ad una cultura del cambiamento. Cerchiamo di affrontare il tema del cambiamento climatico attraverso la sensibilità artistica e con una lingua che tutti capiscono”.

MELD non è solo un circolo elitario in cui qualche artista selezionato si mette a buttar via soldi con delle installazioni multimediali, bensì è un progetto con una chiara agenda politica e sociale: “Si tratta di lavorare su delle idee e non di fare soldi. Ovviamente si parte con poco, ma fa lo stesso se siamo 20 o 50 persone, l’importante è che vogliamo cambiare qualcosa”. Corinne, alludendo al fiume Kifissos, lo chiama “effetto onda”, che inizia con brevi e sporadiche installazioni e finisce per cambiare un intero paese.

“La cultura è la base dei cambiamenti, si potrebbe dire che è un catalizzatore per il cambiamento sociale e la crescita economica"

Ma non sono piuttosto l'economia e la politica che dovrebbero risolvere il problema dell'ambiente nel XXI secolo? Yvonne e Corinne la vedono in modo diverso: “La cultura è la base dei cambiamenti, si potrebbe dire che è un catalizzatore per il cambiamento sociale e la crescita economica. L'arte può essere una piattaforma neutrale, in cui persone di diversa origine e estrazione sociale possono incontrarsi e comunicare. Sta tutto nella forza delle immagini: perché dobbiamo essere sempre bombardati dalle immagini legate al consumo e non da richiami poetici che ci spronano a cambiare la nostra vita?

L'arte può cambiare la vita: anche far rinascere fiumi morti

Il progetto Nero [νερό significa „Acqua“; n.d.r] è in primo luogo un'azione artistica sul posto, che negli ultimi mesi ha avuto una risonanza incredibile. Tutto è iniziato a Berlino, quando l'artista tedesco Alexander Schellow ha esposto alcune pitture e audiovisivi sul tema dell'acqua. Da un invito di Yvonne e Corinne, Schellow è arrivato ad Atene e ha trascorso ore lungo il corso del fiume Kifissos. La memoria di questo ambiente esplorato attraverso tutti i sensi è stata ricostruita da Schellow che, ritornato a Berlino, ha composto una serie di disegni con uno stile delicato e minuzioso, utilizzando la tecnica del puntinismo. Infine, le opere sono state riassemblate in brevi filmati. “Il disegno è in questo caso uno strumento della memoria e cambia anche la percezione di alcuni luoghi specifici”, osserva Schellow.

Anche gli artisti greci Danae Stratou e Maro Michalakakos stanno lavorando sul Project Nero

Schellow sente che lo scambio con la gente che ha incontrato sulle rive di Kifissos, per lo più immigrati dall'Albania, Bangladesh o di origine Rom, è importante tanto quanto la discussione con scienziati, politici e sociologi. “Il lavoro reale è proprio il processo che porta a unire posizioni differenti e strati isolati della società”. Schellow non si vede come un artista “tradizionale”, è interessato soprattutto alle interazioni tra le persone nelle strutture spaziali, questo include non solo la questione ambientale ma anche la tematica della migrazione. Per questa ragione Corinne e Yvonne stanno organizzando sempre più spesso piccole feste multiculturali nei quartieri di immigrati che si trovano intorno al fiume Kifissos, dove albanesi, rom, kenioti e greci si incontrano e si parlano.

Installazioni “verdi” e feste multietniche

Poiché i disegni e i film di Schellow sono stati concepiti e ambientati sul luogo del fiume, Yvonne e Corinne volevano esporli sul posto. Ma la crisi economica ha messo loro i bastoni tra le ruote e hanno dovuto ridimensionare i loro progetti. Di fronte al periodo di catastrofico indebitamento degli stati e di rivolte sociali la gente non può sprecare soldi per costose proiezioni multimediali, pensa Yvonne. Anche questa è l’influenza dell’ambiente sull’arte: “Noi vogliamo interagire con la società e vedere delle azioni concrete, non solo fare bei discorsi. Ora tutti parlano ma nessuno fa qualcosa. Invece, questo è il momento migliore per concretizzare idee, sogni e visioni!”, spiega Corinne. “Non vogliamo promuovere un’arte usa e getta, effimera, bensì opere che durino nel tempo”.

Il progetto Nero vive ancora e soprattutto attraverso il laboratorio Neraki, in cui bambini di diverse estrazioni etniche e sociali guardano i filmati di Schellow e creano proprie opere sul fiume Kifissos. “Non vogliamo che tutti la pensino come noi. MELD non è un’ideologia, ma è un progetto aperto al cambiamento”. Yvonne e Corinne si impegnano a non mettere troppa carne sul fuoco. Hanno fatto del bene al fiume: anche se si trova ancora sotto il cemento e circondato da superstrade, almeno alcuni ateniesi lo avranno ripescato dalla loro memoria.

Questo articolo fa parte del progetto Green Europe on the ground 2010-2011, una serie di reportage realizzati da cafebabel.com sullo sviluppo sostenibile. Per saperne di più su clicca su Green Europe on the ground.

 Foto: home-page (cc)Flóra/flickr; Testo (cc)CoreTechX/flickr; Yvonne e Corinne (foto privata); Video: Youtube; Disegno : Alexander Schellow