Firas Alshater: da rifugiato a star di YouTube

Articolo pubblicato il 29 marzo 2016
Articolo pubblicato il 29 marzo 2016

Il suo video “Wer sind diese Deutschen?” ("Chi sono questi tedeschi?") ha avuto più di 600.000 visualizzazioni. Firas Alshater, rifugiato siriano e star di YouTube, vive da 2 anni e mezzo a Berlino. L’abbiamo incontrato nel suo piccolo ufficio nel quartiere di Friedrichshain, dove ci ha raccontato del suo passato in Siria, del suo nuovo canale YouTube e del suo rapporto con “questi tedeschi”.

cafébabel: Firas, il tuo primo video su YouTube ha avuto un successo incredibile. Cos’è stato, secondo te, a renderlo così virale?

Firas Alshater: È stata una cosa completamente inaspettata. E anche stressante. Avevo a malapena il tempo di andare in bagno! Io credo che, data la grande attualità di questo tema, i tedeschi abbiano interesse a conoscerlo anche da un'altra prospettiva. Volevo spiegare ai tedeschi cosa significa essere un rifugiato in Germania. 

cafébabel: Nei tuoi video mostri con molta ironia quali sono le reazioni con le quali i rifugiati hanno a che fare in Germania. In un certo senso, ti senti un po' come un attivista che vuole trasmettere un importante messaggio politico?

Firas Alshater: È importante avere una propria opinione sulla tematica della crisi dei migranti. Però per me questa non è una questione di politica, ma di buon senso. La pensavo allo stesso modo quando ero in Siria. È stato proprio durante la rivoluzione siriana che ho iniziato a interessarmi di politica. Ma, quello che mi interessava davvero, era oppormi a un regime tirannico, a una dittatura.

cafébabel: Fare ironia, per te, è un modo di fare resistenza?

Firas Alshater: Resistenza…non saprei. L'ironia mia aiuta ad arrivare più velocemente al cuore delle persone. È questo il mio scopo.

cafébabel: C'è stato qualcuno che ti ha attaccato perché sei un rifugiato?

Firas Alshater: La stragrande maggioranza delle reazioni al mio video sono state positive. Ma, ovviamente, ci sono sempre persone senza senso dell'umorismo. Ad esempio, c'è stato un commento su Facebook che diceva: «Tu, con la tua barba da salafita, vuoi portarci via la Germania. Resta nella tua Nazione!» Ma ovviamente non l'ho presa sul serio. Come potrei sottrarre la Germania ai tedeschi? Per quanto riguarda il commento sulla mia barba, quello l'ho trovato molto divertente. Con tutti gli hipster che ci sono a Berlino!

cafébabel: In quanto rifugiato, hai mai avuto l'impressione di non essere il benvenuto in Germania?

Firas Alshater: Durante il primo anno e mezzo non ho sentito nemmeno un commento razzista. Probabilmente è stata solo fortuna. Da allora mi è capitato un po' più spesso, ma sempre in maniera limitata. Nonostante questi commenti, sono libero di fare quello che voglio.

cafébabel: In Siria sei stato arrestato perché avevi filmato alcune manifestazioni e sei stato rinchiuso in una delle carceri del regime di Assad.

Firas Alshater: In Siria basta essere contro Assad per venire arrestato, anche senza filmare niente. Le condizioni in quelle prigioni sono terribili. Muoiono cinque, sei persone al giorno e tu puoi solo startene lì a guardare, impotente. I bambini non vengono nutriti a dovere. La maggior parte dei prigionieri viene torturata e muore di una morte lenta in seguito alle ferite riportate. Tutt'oggi, un numero incalcolabile di prigionieri innocenti è ancora rinchiuso nelle carceri di Assad. Questi detenuti sono stati ufficialmente classificati come "spariti". Su internet ci sono delle testimonianze delle crudeltà del regime contro il proprio popolo. Ma, nonostante ciò, non è ancora stato fatto nulla contro Assad. Molti alti ufficiali del suo esercito oggi sono in Germania come rifugiati. Non dobbiamo dimenticarcelo. 

cafébabel: Per quanto riguarda la situazione in Germania, sei d'accordo con Angela Merkel quando afferma «Ce la faremo»?

Firas Alshater: Certo che lo sono. Ma non bisogna illudersi: non tutti riescono a integrarsi in Germania. Per alcuni rifugiati è difficile convivere con la libertà che trovano qui in Occidente. Per molti lo shock culturale è troppo grande: gente ubriaca per strada, omosessuali. Anche l'immagine della donna è completamente diversa qui. Se arrivi da un piccolo villaggio della Siria, non hai mai visto una donna senza velo. Hai bisogno di tempo per abituarti a questo nuovo ambiente. Spesso sono anche le aspettative ad essere troppo alte e la realtà non è bella come te l'eri immaginata. Ma, soprattutto, non bisogna  dimenticare che diventare un rifugiato non è certamente il futuro che sognavi da bambino.

cafébabel: Qual è stata per te la parola tedesca più difficile da imparare?

Firas Alshater: Ovviamente "Entschuldigung", cioè "scusa". Non fai nemmeno in tempo a pronunciarla per scusarti, che l'altra persona è già andata via!

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Da vedere: trovi tutti i video di Firas Alshater sul suo canale YouTube.