Finlandia: un Mumin per tutti

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 09 ottobre 2013

Se la Francia governa con Babar e la Germania sforna il suo Diddl, i finlandesi coccolano delle "piccole" creature dal nome dolce e radioso: sono i Mumin. Cafébabel vi racconta la storia di un pelouche per bambini e di un'utopia per grandi che inizia nel lontano Secondo dopoguerra.

Poco conosciuti in Europa, i Mumin sono ovunque in Finlandia: attaccati alle chiavi delle Volvo, ai vetri delle banche, accumulati sugli scaffali dei negozi di souvenir... Silhoette bianca, sguardo tanto malinconico quanto sorridente, il Mumin è la mascotte informale di ogni finlandese. Sia per i grandi che per i piccoli, resiste - non importa cosa accada - allo sbarco di nuove figure animate, come Angry Birds o i personaggi della Disney.

IL SIMBOLO DI "UNA" GENERAZIONE

Creata dalla svedofona Tove Jansson durante la Seconda Guerra Mondiale - autentica eroina nazionale per la sua immaginazione e il suo universo - la storia dei Mumin è insolitamente malinconica per essere destinata a un pubblico di bambini: in seguito a una catastrofe naturale, la famiglia Mumin e i suoi amici sono costretti a vivere in una valle verde e isolata. "Il Mumin è un simbolo essenziale per i Finlandesi, in primo luogo perché gli rassomiglia", spiega Ann-Karin Koskinen, la direttrice marketing di Moominworld, un parco d'attrazione dedicato proprio alle piccole creature. Attraverso le loro peripezie, la famiglia Mumin e i suoi amici rappresentano qualità e uno stile di vita profondamente iscritto nell'immaginario collettivo. Contrariamente a certi personaggi di finzione destinati ai ragazzi, il Mumin è un essere complesso. Può essere "attento ai suoi amici e consacrare tempo alla famiglia", ma, allo stesso tempo, sa apprezzare "la solitudine, l'introspezione e l'isolamento nella natura". Se gli stranieri conoscono il mondo Mumin grazie al cartone animato, i finlandesi hanno anche imparato a leggere con i libri di Tove Jansson. Scritti in maniera impeccabile e farciti di giochi di parole sottili e divertenti, si trasmettono da una generazione all'altra, sessant'anni dopo la loro prima pubblicazione.

Dall'inizio delle loro avventure, i finlandesi si sono invaghiti di questi simpatici ippopotami. Il grande magazzino Stockmann (l'equivalente delle Galeries Lafayette di Parigi, per intenderci) consacra dagli anni '60 un angolo speciale ai Mumin. Da allora, sono stati declinati in tutti i tipi di supporti, ovviamente venduti a peso d'oro: dal merchandising (potete rinnovare i vostri interni esclusivamente con lo stile Mumin), passando per i film d'animazione, fino ad arrivare alla costruzione di Moominworld, nel 1992, che attira numerosi turisti locali e stranieri.

L'ISOLA DEI BAMBINI

Accedere al parco è già una piccola avventura in sé. Situato su un'isola al largo della piccola città di Naantali, il punto di partenza per arrivarci è la piazza del mercato di Türkü (estremo sud della Finlandia, ndr.), una delle più grandi città del Paese. A bordo di un bus regionale, si percorrono 15 chilometri, attraversando quello che potrebbe essere un qualsiasi hinterland da grande città europea: supermercati discount, stazioni di servizio – il diesel sta a 1,5 euro al litro - e kebab fuori prezzo. Dopo aver percorso la strada, ovviamente popolata di cartelloni che mostrano Mumin, Naantali si presenta come un simpatico paesino deserto dalle false arie di Luisiana. Qui, a qualche metro dalla residenza estiva del presidente finlandese e dalla sua sauna vecchia di 60 anni, si trova il famigerato parco.

Il Moominworld si differenzia dagli altri Europark in tutto e per tutto. Aperto esclusivamente d'estate, non ci sono attrazioni stile montagne russe o trenini da capogiro, ma solo animazioni per i bambini (spettacoli, attori truccati e Mumin grandezza naturale soprattutto), il che ha evitato una degenerazione del parco in un giro d'affari alla Disneyland. "Abbiamo voluto ricostituire la valle dei Mumin, non inventare un luogo di puro divertimento", spiega Ann-Karin Koskinen. La casa di famiglia dei Mumin, costruita su 4 piani e "ispirata all'habitat tradizionale finlandese", è un assoluto piacere per gli affezionati, grandi e piccoli, di questo universo. Uno dei luoghi più rappresentativi del cartone animato, il faro in cui va a isolarsi Papà Mumin per scrivere le sue memorie, è il luogo preferito dello staff del parco e anche dei circa 400.000 visitatori annuali.

Un business, certo, ma di famiglia. Tutte le decisioni legate ai Mumin sono avallate da Sophia Jansson, nipote dell'illustratrice, alla testa di Moomin Character. Dalla sua firma personalizzata ai suoi uffici, situati nelle fabbriche dai mattoni rossi di Helsinki, tutto è immerso nell'universo Mumin fin nei più piccoli dettagli. "Secondo un detto americano - spiega Sophia Jansson per riassumere la sua carriera - esiste il creatore di un'impresa, una seconda generazione che la sviluppa e la terza che la distrugge o la vende: io faccio parte della seconda!". Ciò che, secondo lei, crea l'attaccamento dei finlandesi a queste creature, è la somiglianza fra quest'ultime e la popolazione: "i Mumin amano la natura quanto il finlandese tipo e, come molte famiglie di qui, anche loro partono in escursione per la foresta o il mare".

I MIGLIORI AMBASCIATORI

giapponesi, che hanno partecipato alla creazione del cartone animato Mumin all'inizio degli anni '90, sono un pubblico molto recettivo. "Sia la Finlandia che il Giappone sono stati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale", analizza Sophia Jansson, che continua: "ciò ha contribuito all'emergere di una generazione molto creativa a partire dagli anni '50, di cui faceva parte anche Tove Jansson". La compagnia Moomin Character ha constatato un risveglio dell'interesse per le piccole creature in seguito al disastro di Fukushima, nel marzo 2011. "Già... perché le catastrofi naturali sono intimamente legate al destino dei Mumin, ma semplicemente perché le affrontano sempre con ottimismo. In un certo senso, piacerebbe a tutti vivere nella loro valle utopica", conclude Sophia.

Insieme ai paesaggi della Lapponia, ai gruppi death metal e alle saune, il Mumin è senz'alcun dubbio il miglior ambasciatore della Finlandia. Non solo grazie all'aura di positività che trasmette, ma anche perché accompagna i finlandesi per tutta la loro vita, quasi fosse un partner di viaggio grazie al quale conservano, preziosamente, la loro infanzia attaccata alle chiavi della macchina.

Questo articolo fa parte dei reportages “EUtopia on the ground”, progetto di Cafébabel.com sostenuto dalla Commissione Europea, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri francese, la Fondazione Hippocrène e la Fondazione Charles Léopold Mayer.