Fine del roaming: addio all'era delle avventure senza connessione

Articolo pubblicato il 14 giugno 2017
Articolo pubblicato il 14 giugno 2017

Il 15 giugno diremo addio ai costi di roaming per utilizzare il cellulare in altri paesi europei. Ora i nostri viaggi saranno più comodi ed economici ma, purtroppo, anche più tranquilli e meno divertenti.

15 giugno 2017. Rullo di tamburi. Stappa la bottiglia più buona che hai. Finalmente è arrivato il giorno in cui potremo dire addio ai costi di roaming. Ora potremo viaggiare per l'Europa senza doverci più preoccupare della sorpresina che ci aspetta a fine mese in bolletta, perché? Perché a partire da questo momento non dovremo pagare nemmeno un centesimo in più per utilizzare il nostro piano tariffario negli altri paesi d'Europa.

Ma cosa succederà in Europa? In un primo momento il roaming non verrà più applicato negli stati membri dell'Unione europea come Monaco o San Marino. Più avanti anche in NorvegiaIslandaLiechtenstein. E, come ovvio, di questa soluzione beneficierà anche il Regno Unito. Almeno fino a quando non si concretizzerà la Brexit.

Malgrado i problemi è già una realtà

Nonostante possa sembrare una scelta logica, si sono versate lacrime e sudore per portarla avanti e, chiaramente, ha i suoi limiti. A una prima lettura risulta chiaro: non ci sarà nessun problema se si utilizza il cellulare nei termini stabiliti dal piano tariffario. Ma, una volta superati, è meglio fare molta attenzione. Soprattutto se si usa Internet perché può portare a costi extra.

Tuttavia, dopo mesi d'attesa, entra in vigore una delle principali scommesse fatte dell'Unione Europea (Ue) negli ultimi tempi. In un periodo in cui il progetto comune vacilla, la Ue ha potuto utilizzare questa soluzione come strumento politico -un edulcorato eufemismo per propaganda -, dimostrando che tra tante carte e burocrazia, a volte si prendono decisioni che hanno un impatto positivo sulla vita dei cittadini. Noi, che possiamo risparmiare qualcosa e ci guadagniamo in libertà, non facciamo storie. Tutti contenti.

Ma la fine del roaming significa anche dire addio a una serie di avventure, strane situazioni, malintesi e aneddoti che rimangono impressi nella nostra memoria. I viaggi in Europa ora saranno più comodi, ma un po' meno divertenti. Stefano, per esempio, grazie al roaming, sulle autostrade austriache ha imparato a sfruttare il famoso effetto scia anche se, a differenza della Formula 1, non ha utilizzato la corrente d'aria per un sorpasso. Questo ragazzo italiano di venticinque anni voleva solo stare il più vicino possibile a un Megabus per connettersi alla sua rete wifi e poter così caricare le mappe del GPS. 

Sentirsi solo in mezzo a tanta gente

Claudia, da parte sua, può dire di conoscere non so quante università europee, e non solo per interesse accademico. Questa giovane italiana è molto attratta anche dalle reti wifi libere e quale posto migliore per connettersi se non la casa del sapere. Benedetto Eduroam. Ad Álvaro, invece, non mancheranno certe situazioni: "Prima, per i primi cinque minuti in un bar o in un ristorante, tutti quanti se ne stavano per i fatti loro guardando il cellulare". Ma non è tutto negativo, questo spagnolo esperto è riuscito anche ad aguzzare l'ingenio grazie al roaming: "Ho finito per sviluppare un complesso sistema di chiamate senza risposta per avvisare i miei amici che stavo uscendo da un posto, arrivando in un altro, ecc".

Diego, giovane stabilitosi a Parigi, può ringraziare il roaming per aver stretto ancora di più i suoi legami famigliari. Soprattutto perché durante le numerose visite a suo fratello non si è mai separato da lui. Non tanto per quanto gli mancasse, cosa che non mettiamo in dubbio, ma per rimanere connesso alla rete. Di questa smania di sentirsi vicino ai suoi cari ne ha risentito anche la qualità e la quantità del suo sonno. Diego ammette, non senza arrossire, che alcune notti durante il suo viaggio a Bruxelles ha trascorso più tempo di quello che avrebbe dovuto al Delirium Café. E nonostante il principale motivo della lunga permanenza nel famoso bar fosse la rete wifi libera, una qualche birra se l'è concessa.

Il fatto è che molte persone ammettono che la maggior parte di questi momenti un po' surrealisti siano sorti per la necessità di sentirsi connessi. Quello che ancora non sappiamo è se la fine del roaming farà sì che i turisti si godano di più il viaggio e non impazziscano per la mancanza di accesso a Internet o se, al contrario, finiranno per essere ancora più schiavi dello schermo dei loro telefoni.