Federica Mogherini, successore di Ashton

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 09 ottobre 2014

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Dopo la performance fragile e passata quasi inosservata della britannica Catherine Ashton, l’italiana Federica Mogherini, 41 anni, assumerà il ruolo di Alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e la sicurezza comune e Vicepresidente della Commissione europea.

Nata a Roma, la Mogherini si è laureata in Scienze politiche con una tesi sulla politica e l’Islam. Pur essendo attiva nella sinistra italiana dal 1988, solo recentemente è stata nominata Ministro degli esteri, a febbraio. Nonostante sia stata criticata per la limitata esperienza diplomatica dai partner europei, la stella nascente della politica italiana scrive così nel questionario al commissario designato: “Mi sono occupata di politica estera per gli ultimi vent’anni: prima attraverso la società civile, partecipando attivamente in varie organizzazioni non governative e campagne internazionali, poi per conto mio all’interno di un partito nazionale e europeo”.

Durante la sua dichiarazione di apertura all’audizione del Parlamento europeo, Mogherini ha sottolineato le problematiche attuali più rilevanti. “Stiamo vivendo tempi difficili. La mia prima missione è creare una politica comune reale. Non c’è modo di affrontare questo periodo complicato se non esercitiamo i nostri doveri e le nostre responsabilità insieme. Dobbiamo pensare in grande, con sguardo lungimirante al panorama globale, per poter costruire una visione comune e delle priorità per una politica comune.” In seguito, ha aggiunto che potrà dirsi felice se in cinque anni non si parlerà più di un “noi” e un “loro” parlando di istituzioni politiche europee, ma solo di un “noi”. Mogherini vuole dare priorità a rapporti profondi e stretti tra l’azione delle varie istituzioni europee. Il suo terzo obbiettivo è la coordinazione di tutte le azioni e missioni con impatto esterno, come l’energia, il commercio, le migrazioni e l’ambiente. Dal suo punto di vista, la necessità di coordinare di più politiche interne ed esterne è di estrema importanza per il raggiungimento di tutti gli obbiettivi prefissati. “Iniziando con i Balcani e la Turchia, l’Est, avremo bisogno di una maggiore attenzione dell’Europa sotto varie forme, sostegno totale per l’Ucraina, per la Moldavia e la Georgia, interventi con Albania e Azerbaijan”, questi i punti principali dell’agenda per i prossimi cinque anni.

Un’azione comune per fermare l’Isis è una delle principali questioni su cui lavorare: Mogherini lo definisce “non uno stato, non l’Islam, ma una grave minaccia globale per tutti noi”. Inoltre, fondamentale sarà anche collaborare con altre organizzazioni come la NATO, il Concilio europeo, l’Unione africana e gli Stati arabi, in una politica di cooperazione, difesa e sviluppo. Ultimo punto, ma non meno importante, i diritti umani, con riferimento particolare alle tre tematiche principali: libertà di informazione, diritti delle donne e libertà di culto. 

Interrogata dal membro del Parlamento europeo Richard Howitt (Socialisti e Democratici) riguardo a cosa intendesse fare diversamente da Ashton, Mogherini ha risposto: “sarò molto più presente, desidero una relazione speciale tra me e il Parlamento. Per me non è un dovere, ma un piacere e un interesse.” Sabine Lösing (Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica), parlando di unità di proposito e unità di azione, ha chiesto come Mogherini intendesse migliorare l’analisi e le capacità di risposta del corpo esecutivo della UE. La risposta è stata di nuovo legata all’idea di una stretta collaborazione tra le istituzioni: “credo che possediamo gli strumenti e il potenziale politico. Abbiamo difficili margini decisionali e credo che sia possibile cambiarli e ottimizzarli. Questa è la chiave. A volte abbiamo troppi strumenti e mezzi da razionalizzare insieme. Se si pensa agli aiuti umanitari, la cooperazione per lo sviluppo, abbiamo bisogno di quella coordinazione a livello di commissari”.

Mogherini ha ricevuto commenti negativi riguardo alla linea morbida assunta rispetto alla Russia. Infatti, spaventati dalle sue buone relazioni con Putin, i Paesi dell’est Europa hanno cercato di impedire la sua candidatura a Luglio. Le preoccupazioni erano motivate dal fatto che la Russia è uno dei maggiori fornitori di energia per l’Italia. Jacek Saryusz-Wolski, del gruppo del Partito Popolare Europeo, ha fatto domande in merito alle relazioni con la Russia e la situazione in Ucraina. Rispondendo ai suoi dubbi, la commissaria ha affermato: “dovremmo lavorare per aumentare le sanzioni o lasciarle tali se la situazione migliora”. È tuttavia convinta che sia possibile una maggiore comprensione tra Russia ed Europa.

La posizione di Alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e la sicurezza comune è stata introdotta con il Trattato di Lisbona, e il commissario in carica è responsabile di una coordinazione di alta qualità tra le politiche europee di affari esteri e sicurezza. Creato nel 2011, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) è il risultato di una collaborazione tra i dipartimenti di politica estera della Commissione e del Concilio e ha come obbiettivo supportare il commissario designato nel suo arduo compito.

Una cosa è certa, Federica Mogherini ha mostrato serenità e determinazione e sicuramente possiede una visione precisa del cammino complicato dei prossimi cinque anni. Comunque sia, questo era solo l’inizio, e aspettiamo di vedere se la performance della commissaria saprà corrispondere alle sue parole. In un mondo costretto ad affrontare numerose minacce, umane come ambientali, è urgente trovare soluzioni per superare gli ostacoli, a nome dei cittadini europei e del mondo.