Fave di cacao: fantasmi, vizi e virtù

Articolo pubblicato il 15 aprile 2010
Articolo pubblicato il 15 aprile 2010
Dalle parole di Balzac: «Chissà se l'abuso di cioccolato non è stato in parte responsabile della decadenza della nazione spagnola che, al momento della scoperta del cioccolato, stava per diventare l'erede dell' impero romano», alle reazioni sconcertate dei britannici dopo l’annuncio dell’acquisizione di Cadbury da parte dell’americana Kraft, il cacao non è considerato solo una prelibatezza ma un
vero e proprio oggetto del desiderio.

«Beato cioccolato, che dopo aver corso il mondo, attraverso il sorriso delle donne, trova la morte nel bacio saporito e fondente delle loro bocche». Anthèlme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto

Da quando Bernal Díaz del Castillo, conquistatore al fianco di Hernan Cortes, raccontò che l’imperatore Montezuma consumava una bevanda calda a base di cacao per attirarsi le grazie delle donne della sua corte, le preziose fave di cacao hanno scatenato non poche fantasie nelle teste quadre degli europei. Ma...giù le mani, bambini! Fino agli inizi del XIX secolo il cacao era riservato solo agli adulti: veniva ritenuto infatti un prodotto esotico le cui virtù stimolanti, in grado anche di curare l’anemia, lasciavano pensare che avesse proprietà afrodisiache!

Medicina e quaccherismo

Fortunatamente per i bambini golosi, le industrie europee s'impossessarono della ricetta di quella che era solo una bevanda d’elite per farne un prodotto di consumazione di massa. Stranamente, molti dei primi industriali del cioccolato erano di fede quacchera e gestivano i loro commerci da «buoni padri di famiglia». Antoine Brutus Meunier, ad esempio, fondò una città operaia a Noisiel, in Francia, sul modello del Falasterio di Charles Fourier (comunità ispirata al socialismo utopico), Georges Cadbury in Inghilterra e Victor-Auguste Poulain a Blois, in Francia, seguirono subito il suo esempio. Il cioccolato cominciò dunque a godere di ottima fama, anche grazie al fatto che Meunier in Francia, Frey in Svizzera e molti altri, erano dei farmacisti convertiti. All’epoca, infatti, il cioccolato era apprezzato soprattutto per le sue doti curative (per l’anemia e come energetico grazie alla presenza di teobromina, parente della caffeina, di magnesio, ecc.). Perfino la Chiesa, nel 1662, permetterà ai credenti di berlo drante il periodo di digiuno. .C’è da dire però che le tavolette di cioccolato fecero la loro prima apparizione solo nel 1847. Da allora, si sa, ce n’è per tutti i gusti, ma le aggiunte industriali dei prodotti trasformati non hanno di certo le stesse proprietà di una buona cioccolata calda!

Cadbury dà dipendenza?

Altroché! Ne è testimone quel giornalista inglese del Guardian che, dopo l’acquisizione di Cadbury da parte dell’americana Kraft, ha descritto il modo tutto inglese di consumare il cioccolato: «Sono tutti lì, nel reparto dolci del supermercato e sembrano seguire le diverse tappe della mia via crucis infantile: Topic e Bounty, Dairy Milk e Galaxy, Wispa e Twix, Kit Kat, Toffee Crisp, Flake, Star Bar, Maltesers etc.» Inutile dire che questi capricci contengono più burro di cacao che polvere di cacao, i due ingredienti base del cioccolato, ed il primo è molto più calorico del secondo. Personalmente preferisco il cioccolato fondente, con il 70% minimo di cacao. Ho quindi difficoltà a capire Tim Richardson, l’autore di “Sweets: a History of Temptation” (“Dolci: storia di una tentazione”), che afferma che « le persone associano i dolci all’infanzia perchè rappresentano la prima cosa che hanno posseduto, consumato e scambiato in tutta autonomia». E preferisco la teoria di David Kessler, ex direttore dell’Agenzia americana per gli Alimenti e i Medicinali, secondo il quale sarebbe l’aggiunta di altri ingredienti a rendere i prodotti industriali a base di cacao, dal Frapuccino di Starbucks Coffee al Mars, deliziosamente irrestibili!

Allora prendetemi per un guastafeste, ma io mi emoziono molto di più davanti ad un cioccolato fondente che ad un Bounty (e credetemi, ne ho mangiati tanti!). Per i più piccoli ma con un gusto d’adulti, ecco una ricetta ricca di cioccolato fondente! Dai su, fa bene alla salute!

Facile da preparare e da degustareRicetta per la torta al cioccolato: preparazione: 10 minuti; cottura: 30-40 minuti

Ingredienti (per 6 persone):

- 125 g di farina

- 125 g di burro

- 250 g di zucchero

- 1 tavoletta di cioccolato fondente (circa 200 g)

- 4 uova

- 1/2 bustina di lievito

Preparazione:

Preriscaldare il forno a 180°C.

Far fondere il cioccolato in una pentola con un poco d’acqua.

Togliere dal fuoco e aggiungere burro, farina e lievito.

Preparare una crema con i tuorli, lo zucchero e un po’ d’acqua, poi aggiungerla alla preparazione al cioccolato.

Montare gli albumi a neve e incorporarli un poco alla volta nella pentola.

Versare il tutto in uno stampo imburrato a bordi alti e mettere in forno per circa 35 minuti. Si può aggiungere dello zucchero a velo o cioccolato fuso per decorare la torta.

Foto: L.Marcio_Ramalho/flickr; Premshree Pillai/flickr; video: zeumbeuk300/flickr