Fascino europeo: corteggiamento di Georgia e Moldavia 

Articolo pubblicato il 05 agosto 2014
Articolo pubblicato il 05 agosto 2014

In­trap­po­la­te tra i sogni im­pe­ria­li del me­ga­lo­ma­ne Putin ed un'Eu­ro­pa nelle vesti di ca­va­lie­re - moderno di­fen­so­re dei di­rit­ti umani,  Geor­gia e Mol­do­va si tro­va­no al mo­men­to in una si­tua­zio­ne al­quan­to pre­ca­ria, do­ven­do sce­glie­re tra due aspi­ran­ti Prin­ci­pi Az­zur­ri.

Il 27 Giu­gno l'U­nio­ne Eu­ro­pea ha ul­te­rior­men­te al­lun­ga­to i suoi ten­ta­co­li, esten­do­li in di­re­zio­ne est, dopo aver fir­ma­to ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne con la Re­pub­bli­ca De­mo­cra­ti­ca di Geor­gia e la Re­pub­bli­ca di Mol­davia, due stati spes­so di­men­ti­ca­ti. La se­con­da si trova pros­si­ma al cuore del con­ti­nen­te e con­fi­na con la Ro­ma­nia, la prima é pro­fon­da­men­te im­mer­sa tra le Mon­ta­gne del Cau­ca­so alla pe­ri­fe­ria del­l'Eu­ro­pa e con­fi­na con la Rus­sia. No­no­stan­te la di­stan­za geo­gra­fi­ca tra le due, en­tram­be hanno in­con­tra­to dif­fi­col­tà nel­l'as­si­cu­rar­si l'au­to-de­ter­mi­na­zio­ne ri­spet­to ai su­per­po­te­ri della Rus­sia e del­l'U­nio­ne Eu­ro­pea. Le due sono state, al con­tra­rio, a lungo im­bri­glia­te in una spe­cie di idil­lio ro­man­ti­co dal re­tro­gu­sto amaro.

Fin dalla ca­du­ta dell'Unio­ne So­vie­ti­ca, l'Eu­ro­pa del­l'Est è stata lo sce­na­rio di un trian­go­lo amo­ro­so degno del mi­glior Sha­ke­spea­re. Sia l'im­pe­tuo­sa Rus­sia che la se­du­cen­te Eu­ro­pa hanno ten­ta­to di con­qui­star­la per de­cen­ni. Al­cu­ni stati, come la Bie­lo­rus­sia, l'Azer­bai­jan e l'Ar­me­nia, sono ri­ma­sti fe­de­li alla Rus­sia men­tre altri, Geor­gia e Mol­do­va in­clu­se, hanno de­ci­so di spo­sa­re il Vecchio Continente. Mo­stran­do aper­ta­men­te il pro­prio im­pe­gno ad es­se­re fe­de­li al­l'Eu­ro­pa, en­tram­bi i paesi ri­schia­no, senza la pro­te­zio­ne che sa­reb­be as­si­cu­ra­ta loro con l'ac­ces­so al­l'U­nio­ne Eu­ro­pea, mi­nac­ce di rap­pre­sa­glia da parte del loro ex lea­der so­vie­ti­co.

Una di­chia­ra­zione d'A­mo­RE 

Nel qua­dro del cor­teg­gia­men­to eu­ro­peo, l'ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne rap­pre­sen­ta una di­chia­ra­zio­ne pub­bli­ca d'a­mo­re, una pro­mes­sa di re­ci­pro­ci be­ne­fi­ci. In cam­bio di un mag­gio­re ac­ces­so al mer­ca­to eu­ro­peo, Tbi­li­si e Chi­si­nau si im­pe­gna­no ad adot­ta­re stan­dard eu­ro­pei e re­go­la­men­ti per un li­be­ro mer­ca­to e con­trol­li della qua­li­tà. En­tram­bi i paesi hanno già forti le­ga­mi eco­no­mi­ci con il bloc­co: la Mol­da­via spe­di­sce oltre la metà del pro­prio ex­port verso l'UE, men­tre lo scam­bio di beni tra Geor­gia e quest'ultima am­mon­ta già ad un to­ta­le di 2.7 mi­liar­di di euro. Come gesto delle pro­prie no­bi­li in­ten­zio­ni e a causa della con­ti­nua bel­li­ge­ran­za russa, l'UE ha con­ces­so in apri­le l'ac­ces­so senza visto alla zona Schen­gen ai cit­ta­di­ni mol­da­vi, men­tre i geor­gia­ni at­ten­do­no an­sio­si il loro turno. Nel caso della Geor­gia, il paese di mo­de­ste di­men­sio­ni é sorto come lea­der della della re­gio­ne, sor­pas­san­do i pro­pri vi­ci­ni e im­po­nen­do­si come nuovo cen­tro del po­te­re nel Cau­ca­so. A suo turno, la Geor­gia ha un'e­le­va­ta im­por­tan­za stra­te­gi­ca per l'UE in ter­mi­ni di si­cu­rez­za ener­ge­ti­ca, es­sen­do le fonti russe non più to­tal­men­te ga­ran­ti­te a causa delle at­tua­li cir­co­stan­ze. Forse, per­si­no più im­por­tan­te, un ac­cor­do del ge­ne­re, infatti, rap­pre­sen­ta il primo passo verso il lon­ta­no tra­guar­do del­l'ac­ces­so al­l'UE. 

Tale intesa é, tut­ta­via, an­co­ra più im­por­tan­te per i cit­ta­di­ni, so­prat­tut­to per co­lo­ro che ve­do­no il pro­prio fu­tu­ro al­l'in­ter­no del bloc­co eu­ro­peo. "Que­sto ac­cor­do è la prova che il go­ver­no mol­da­vo ha fatto qual­che mo­de­sto pro­gres­so nel­l'im­ple­men­ta­re le ri­for­me ri­chie­ste dal­l'UE", ha af­fer­ma­to Va­le­ria Mun­tea­nu dalla Mol­davia. "Anche se la stra­da è an­co­ra lunga da­van­ti a noi, è gra­ti­fi­can­te ve­de­re i no­stri sfor­zi riconosciuti".

"Vi é anche un importante va­lo­re sim­bo­li­co per i geor­gia­ni", spie­ga Chri­sti­na Tashke­vich, una cronista po­li­ti­ca di Tbil­isi. "Ci siamo im­pe­gna­ti ad es­se­re noi stes­si parte di una fa­mi­glia eu­ro­pea e per que­sto mo­ti­vo l'ac­cor­do ha un si­gni­fi­ca­to sim­bo­li­co per molto geor­gia­ni: rap­pre­sen­ta una sorta di riconoscimento del ti­to­lo di paese 'eu­ro­peo' (oc­ci­den­ta­le ndr) per la Geor­gia. Si tratta ovviamente di un mes­sag­gio alla Rus­sia dalla cui in­fluen­za la Geor­gia si sta al­lon­ta­nan­do per non far mai più ritorno".

Me­na­ge à Trois

È sem­pre dif­fi­ci­le agire con­tro la pe­ri­co­lo­sa mi­nac­cia di un aman­te ri­fiu­ta­to ed in preda alla ge­lo­sia. La pos­ses­si­vi­tà russa nei con­fron­ti dei suoi ex paesi sa­tel­li­te non è di­mi­nui­ta. La Federazione é al mo­men­to im­pe­gna­ta in di­spu­te ter­ri­to­ria­li con­tro la Geor­gia ed ap­pog­gia grup­pi filorussi in Mol­da­via. Nel 2008 ha an­nes­so in ma­nie­ra uf­fi­cio­sa due re­gio­ni geor­gia­ne: l'Os­se­zia del Sud e l'Ab­kha­zia, por­tan­do ad un con­flit­to che ha mi­na­to la que­stio­ne de­li­ca­ta della pace nella zona. In una si­tua­zio­ne che ri­cor­da quel­la at­tua­le in Ucrai­na, se­pa­ra­ti­sti filorussi hanno oc­cu­pa­to la re­gio­ne della Trans­ni­stria, una lunga stri­scia di ter­ri­to­rio della Mol­da­via del­l'e­st, fin dal­l'i­ni­zio degli anni 1990. È pos­si­bi­le coesi­ste­re in ma­nie­ra pa­ci­fi­ca con la Rus­sia pur unen­do­si con l'Eu­ro­pa? 

"In un mondo per­fet­to, que­sto sa­reb­be pos­si­bi­le", la­men­ta Va­le­ria. "La Mol­da­via non é mai stata un paese ag­gres­si­vo; al con­tra­rio, l'ag­gres­sio­ne è sem­pre ar­ri­va­ta dal­l'e­ster­no. Nel corso della sto­ria, la sua po­si­zio­ne geo­gra­fi­ca ha crea­to un forte in­te­res­se della Rus­sia, so­prat­tut­to data la sua pros­si­mi­tà con il Mar Nero e l'Eu­ro­pa".

"Penso che alla Rus­sia non piacerebbe ve­de­re un'ul­te­rio­re in­te­gra­zio­ne della Geor­gia nel­l'UE", af­fer­ma Chri­sti­na, pre­oc­cu­pa­ta. "Di con­se­guen­za, do­vrem­mo sem­pre ri­ma­nere vi­gi­li nella no­stra re­la­zio­ne con il Cremlino. A giu­di­ca­re dalle am­bi­zio­ni im­pe­ria­li­ste del suo presidente, la re­la­zio­ne tra Rus­sia e Geor­gia ri­mar­rà per il fu­tu­ro in con­di­zio­ni piut­to­sto tese, per­si­no osti­li." 

La Mol­da­via sta già pa­gan­do il prez­zo del­l'ac­cor­do con l'UE dato che Mosca sta fa­cen­do sen­ti­re la sua pres­sio­ne eco­no­mi­ca, per mezzo di re­stri­zio­ni agli scam­bi com­mer­cia­li, e mi­li­ta­re, per in­ci­ta­re pro­te­ste nella de­li­ca­ta zona della Trans­ni­stria. "Pur­trop­po, la Mol­da­via è vul­ne­ra­vi­le sotto molti punti di vista, eco­no­mi­co, so­cia­le e mi­li­ta­re", spie­ga Va­le­ria. "La Rus­sia ne è con­sa­pe­vo­le e sta in­tro­du­cen­do re­stri­zio­ni ai pro­dot­ti im­por­ta­ti dal paese che vivrà dei tempi duri", prosegue. "La Mol­da­via po­treb­be avere una re­la­zio­ne pa­ci­fi­ca con la Rus­sia e l'UE solo se la prima co­min­cias­se a con­si­de­ra­re il paese come uno stato in­di­pen­den­te a tutti gli ef­fet­ti, in grado, per­tan­to, di de­ci­de­re sul pro­prio de­sti­no e non, al contrario, come un figlio di­sob­be­dien­te e da punire dei tempi del­l'U­nio­ne So­vie­ti­ca".

Una re­pu­ta­zio­ne mac­chia­ta

Ciò che ri­ma­ne, al di là dei con­fi­ni del­l'U­nio­ne Eu­ro­pea, è an­co­ra ma­te­ria piut­to­sto mi­ste­rio­sa e sco­no­sciu­ta alla mag­gio­ran­za degli eu­ro­pei. Sia la Geor­gia che la Mol­da­via sono considerati alla stregua di deserti postso­vie­ti­ci in via di svi­lup­po o pic­co­li cloni della Rus­sia, privi di de­mo­cra­zia e di­rit­ti umani. La Mol­da­via è spes­so ri­trat­ta come il paese più po­ve­ro in Eu­ro­pa ed ha gua­da­gna­to no­to­rie­tà come uno dei mag­gio­ri for­ni­to­ri del mer­ca­to del sesso a li­vel­lo eu­ro­peo. La Geor­gia, al contrario, é  spes­so con­fu­sa col suo equi­va­len­te ame­ri­ca­no; a volte per­si­no esclu­sa dal­l'Eu­ro­pa per la sua po­si­zio­ne, cro­ce­via tra due con­ti­nen­ti. Fattori che ali­men­tan­o il dub­bio co­stan­te se essa sia eu­ro­pea o asia­ti­ca.

No­no­stan­te il loro europeismo sia messa in di­scus­sio­ne, la mag­gior parte dei geor­gia­ni non hanno dubbi ri­guar­do alla pro­pria iden­ti­tà. "Ri­cor­do le pa­ro­le del no­stro ex primo mi­ni­stro Zurab Zh­va­nia quan­do nel suo di­scor­so al Con­si­glio Eu­ro­peo ha detto: "Sono geor­gia­no, dun­que sono eu­ro­peo", di­chia­ra Chri­sti­na. "La mag­gior parte dei geor­gia­ni pensa di appartenere alla fa­mi­glia eu­ro­pea e crede fer­ma­men­te di con­di­vi­de­re gli stes­si va­lo­ri dei paesi del­l'UE".

I tempi, tut­ta­via, stan­no cam­bian­do e i vec­chi ste­reo­ti­pi si stan­no di­sin­te­gran­do nel­l'e­ra della glo­ba­liz­za­zio­ne. "Sono fe­li­ce di no­ta­re che sem­pre più per­so­ne in Eu­ro­pa im­pa­ra­no a pro­po­si­to della Geor­gia e sono in­te­res­sa­ti a ve­ni­re a vi­si­tar­la", ri­flet­te an­co­ra Chri­sti­na. "Ma do­vrem­mo con­ti­nua­re a la­vo­ra­re per ren­de­re nota la ricca cul­tu­ra e uni­ci­tà geor­gia­na. Al­cu­ne per­so­ne", prosegue, "quan­do mi chie­do­no da dove vengo e si sen­to­no ri­spon­de­re 'Geor­gia' esclamano 'Oh, è quel paese vi­ci­no alla Rus­sia? Avete avuto una guer­ra con­tro la Rus­sia. Certo, è com­pren­si­bi­le', commenta con amarezza. 

"Per mia per­so­na­le espe­rien­za, molti eu­ro­pei non sanno nem­me­no dove la Mol­da­via sia si­tua­ta", dice Va­le­ria, scon­so­la­ta. "Il paese ha at­tra­ver­sa­to molti cam­bia­men­ti dal crol­lo del­l'U­nio­ne So­vie­ti­ca ma è an­co­ra re­la­ti­va­men­te gio­va­ne. Un pos­si­bi­le frain­ten­di­men­to è quello di pen­sa­re alla sua po­po­la­zio­ne come russa. An­co­ra oggi molte voci ritraggono la Mol­da­via come il paese più po­ve­ro d'Eu­ro­pa, in modo, a volte, esagerato. Forse è vero se si con­si­de­ra­no i vari cri­te­ri eco­no­mi­ci, ma, per come la vedo io, la Mol­da­via ha gran­di ri­sor­se in­tel­let­tua­li ed agri­co­le, se­gno di un chia­ro po­ten­zia­le".

rin­cor­re­re il sogno eu­ro­peo

Men­tre la Rus­sia in­ten­si­fi­ca la sua of­fen­si­va anti UE nei paesi del­l'ex Unio­ne So­vie­ti­ca, molti stan­no crol­lan­do sotto la pres­sio­ne eser­ci­ta­ta da Putin. In ma­nie­ra ri­mar­ca­bi­le, la Geor­gia, la Mol­da­via e l'U­crai­na hanno re­si­sti­to ai ten­ta­ti­vi russi di in­tro­met­ter­si nei pro­pri af­fa­ri di stato. Sono casi par­ti­co­la­ri che di­mo­stra­no una forte vo­lon­tà di spo­sa­re l'Eu­ro­pa, in uno sfor­zo di di­sfar­si della pro­pria re­la­zio­ne dif­fi­ci­le con la Rus­sia e avventurarsi in una nuova sto­ria d'a­mo­re con l'U­nio­ne Eu­ro­pea.

"Penso che ci sia de­ci­sa­men­te una pos­si­bi­li­tà (per la Geor­gia di ac­ce­de­re al­l'UE ndr.). L'ac­cor­do è si­cu­ra­men­te un passo in que­sta di­re­zio­ne, ma la Geor­gia non do­vreb­be ri­po­sa­re sugli al­lo­ri, ri­las­sar­si e pen­sa­re che il la­vo­ro sia fi­ni­to. Bisogna proseguire nella via delle riforme, rafforzare le isti­tu­zio­ni de­mo­cra­ti­che e pro­teggere i di­rit­ti umani. C'è an­co­ra molto da fare e su que­sto aspet­to la Geor­gia do­vreb­be con­cen­tra­re i propri sforzi".

Se­con­do Va­le­ria, il lungo at­te­so ac­cor­do avrebbe avuto un percorso accidentato sin dall'inizio. "Per me que­sto vuol dire una pro­spet­ti­va di­ver­sa e forse anche il sol­lie­vo che il paese sia in­te­res­sa­to ad of­fri­re ai suoi cit­ta­di­ni nuove op­por­tu­ni­tà eu­ro­pee". Secondo lei av­vi­ci­nar­si al­l'UE significa abbracciare va­lo­ri co­mu­ni, crea­re pro­get­ti, pro­muo­ve­re tol­le­ran­za e li­ber­tà, as­si­cu­ra­re uno svi­lup­po eco­no­mi­co pro­spe­ro, eli­mi­na­re le bar­rie­re. "Sono ar­ri­va­ta alla con­clu­sio­ne che il de­si­de­rio dei cit­ta­di­ni mol­da­vi sia quello di es­se­re pa­dro­ni del pro­prio de­sti­no e allo stes­so tempo avere ac­ces­so ad op­por­tu­ni­tà che so­sten­ga­no le loro aspi­ra­zio­ni. Per que­sto credo fer­ma­men­te che l'ac­cor­do ap­pe­na fir­ma­to abbia un si­gni­fi­ca­to molto più pro­fon­do che va oltre i tecnicismi. Sim­bo­leg­gia al contrario la svol­ta del paese verso una di­re­zio­ne mo­der­na".

Riu­sci­rà la cop­pia a vi­ve­re per sem­pre fe­li­ce e con­ten­ta? Oppure l'Ue e gli ex sa­tel­li­ti sovietici resteranno aman­ti sfor­tu­na­ti, il cui idil­lio è de­sti­na­to ad es­se­re con­tra­sta­to in eterno dalla Rus­sia? Fin quan­do l'Eu­ro­pa non di­ven­te­rà un rospo c'é an­co­ra una forte pos­si­bi­li­tà che que­sta re­la­zio­ne, ancora sulla carta, vada a buon fine.